Ilario Ammendolia, “Dopo il caso Lucano, mi sarei aspettato una Sinistra a favore del “Sì” al referendum sulla giustizia”

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” Riace non si arresta” . Pochi giorni dopo l’arresto di Mimmo Lucano, Riace fu invasa da una folla enorme di persone provenienti da tutta Italia.
Era una Sinistra plurale e colorata che sembrava uscita da un album del miglior 68 . Gli slogan prevalenti erano “Mimmo Libero”, “ Riace non si arresta” . Un lungo corteo di donne, uomini e ragazzi chiedevano che Lucano fosse rimesso in liberà e, contemporaneamente, si metteva sotto accusa l’inchiesta della Procura di Locri che aveva chiesto la custodia cautelare in carcere del sindaco di Riace. Richiesta accettata, anche se in forma attenuata, dal GIP dello stesso tribunale.
La protesta non era contro il governo e comunque al governo non c’era la Meloni.
Oggi mi domando: quel corteo, decisamente di Sinistra, avrebbe voluto condizionare, attraverso la pressione di piazza, l’autonomia e le indagini della magistratura? Credo, che nessuno dei manifestanti avesse voglia di attentare all’autonomia dei magistrati.
Non si chiedeva un trattamento di favore a Mimmo Lucano ne per gli altri imputati non meno innocenti del sindaco di Riace. Ci si batteva per una giustizia giusta, non permeabile a possibili pressioni politiche e da centri di potere interni o esterni alla magistratura. .
Il che non è storicamente scontato che avvenga. In Calabria meno che altrove.
L’inchiesta è potuta partire grazia a un “errore” iniziale nella fase in cui la procura di Locri ha chiesto al GIP di poter intercettare Lucano per un’ipotesi di reato in realtà inesistente.
Le altre ipotesi, seppur fossero state vere, non avrebbero consentito l’attività di intercettazione.
Come dire: ipotizzo l’omicidio anche se il morto non c’è… ma intatto ti intercetto
“L’errore” da parte della Procura s’è ripetuto più volte. Il GIP l’ha accettato ogni volta.
E sempre lo stesso “errore” ha consentito ai magistrati del riesame di relegare Lucano in esilio lontano da Riace. .
Senza l’ “errore” iniziale non ci sarebbero state le intercettazioni e senza queste gli inquirenti non avrebbero avuto in mano nessuna ipotesi di reato. Insomma senza la fitta e mirata ragnatela di intercettazioni, la voglia matta di indagare (e distruggere) Riace (insieme a tanti innocenti ) sarebbe rimasta tale.
Di una cosa sono certo: i manifestanti di Riace si sentivano “nuovi partigiani” in lotta per una giustizia giusta, per una riforma della magistratura in senso democratico, contro il razzismo e ogni rigurgito “fascista”. Non si spiegherebbe altrimenti la manifestazione dinanzi al tribunale di Locri il giorno dell’inizio del processo.
Non so se con la “riforma della giustizia” oggetto del referendum, le cose sarebbero andate nello stesso modo. Credo di no. Credo che il GIP, che tra l’altro dalla lettura delle carte emerge come un giovane magistrato preparato e colto, qualora ci fosse stata una giusta distanza col PM, si sarebbe comportato diversamente.
Ne deduco che tanto più è marcata l’autonomia del giudice rispetto al PM tanto più la giustizia sarà giusta.
Ma, onestamente, questo lo potremmo sapere solo in futuro e sempre se ci sarà la possibilità di sperimentare la riforma.
So con certezza che è sbagliato gridare al fascismo solo perché una legge di riforma intende distribuire meglio i rapporti tra PM e Giudici. Oppure perché si vuole sottrarre il CSM alle correnti, ed ancora perché si vorrebbe – in caso di errori gravi da parte di qualche magistrato – che ci sia un organismo autorevole a giudicare. Organismo in cui i magistrati sono sempre la stragrande maggioranza.
Il governo Meloni non è il governo che vorrei. Non l’ho votato né intendo votarlo in futuro . Dovrebbe essere incalzato e sconfitto su temi importanti e vitali come la Pace, il disarmo, la giustizia sociale, il fermo di polizia, l’autonomia differenziata, la repressione generalizzata, la sanità pubblica , la riforma urgente delle carceri e mille altri temi che sono patrimonio storico della Sinistra.
Invece si spendono tutte le risorse per sostenere le posizioni e i privilegi dell’ANM e le “grida” di alcuni PM che hanno una storia, questa sì, di repressioni e Giustizia sommaria in contrasto con la legalità e con la Costituzione repubblicana.
Un segnale di grave subalternita’ di una certa Sinistra rispetto alle corporazioni.
Si può non essere d’accordo con la “riforma della giustizia”.
Ma non si può gridare sempre al fascismo altrimenti quando il lupo sarà alla nostra porta nessuno ci crederà.