Il sindaco Tripodi, “sempre dalla parte di Polistena e dei lavoratori. Alcune precisazioni per fare chiarezza sui fatti”

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Il Giudice del lavoro di Palmi ha chiuso la vertenza lavoratori ex LSU – LPU/Comune di Polistena che per la verità era già stata superata in sede politica.
L’Amministrazione Comunale infatti ha proposto la conciliazione e dal 1 luglio 2024 ha aumentato indipendentemente da un ordine del giudice, le ore di lavoro di tutto il personale dipendente a tempo parziale del Comune. La questione si è posta sull’interpretazione del giudizio conciliativo, ovvero l’Amministrazione Comunale è stata disponibile a riconoscere un numero di ore da lavorare pari a 794 per le categorie A e 742 per le categorie B, mentre la controparte ne chiedeva addirittura 2188 per A e 1848 per B.
Alla fine il riconoscimento è stato di 396 ore per lavoratore a titolo di risarcimento, la metà delle ore proposte dal Comune, e molto al di sotto di quanto chiesto dalla controparte. Certamente avremmo preferito che le ore venissero lavorate con beneficio per gli stessi lavoratori che avrebbero avuto contributi previdenziali versati e buoni pasto nonchè per i cittadini che avrebbero avuto maggiori servizi.
L’Amministrazione Comunale sta lavorando affinchè da quest’anno da 29 ore settimanali tutto il personale dipendente part-time (non solo gli ex LSU-LPU) passi a 32 ore. Altro impegno assunto è per la stabilizzazione degli ex tirocinanti TIS almeno a 18 ore settimanali, proceduralmente già avviata.
Subito dopo l’approvazione del bilancio questi ulteriori traguardi a favore dei lavoratori del Comune saranno raggiunti ed il merito non è ascrivibile ad alcun giurista o tribunale, ma solo alla volontà politica dell’Amministrazione Comunale, innanzi tutto del Sindaco che in passato ha condotto battaglie a fianco dei lavoratori, facendo in modo che Polistena fosse tra i primi comuni della Calabria a stabilizzare gli ex LSU-LPU.
E’ una scelta coraggiosa quella di incrementare progressivamente, a seconda della disponibilità di bilancio, le ore di lavoro e i redditi dei dipendenti comunali, perché ciò implica di limitare drasticamente la possibilità dell’ente di operare con nuove assunzioni.
Ma lavorando di più con serietà e senso di dovere verso la comunità, potrebbero aumentare e migliorare i servizi ai cittadini. Ed ogni amministrazione opera per raggiungere tale obiettivo.
Sul merito della sentenza è chiaro che il Comune accetterà l’esito avendo proposto una conciliazione che, in verità, era migliorativa della posizione dei lavoratori a differenza di quanto poi stabilito nella recente sentenza nella quale sbaglia di grosso chi pensa, sul piano politico, di inquadrare il comune non dalla parte dei vincitori. Semmai chi ha perso un’occasione per tacere sono certi oppositori che pensa di usare i lavoratori come terreno strumentale di scontro politico. Ecco, forse costoro sì, possono essere collocati, ancora una volta, dalla parte dei vinti.