Il paradosso del caso Longo, giustizia nel caos, quando la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra

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È passato poco più di un anno dalla sentenza storica del tribunale di Palmi che ha dato ragione al direttore e fondatore di Approdo Calabria Luigi Longo, denunciato dalla deputata Orrico per diffamazione , per aver pubblicato integralmente un articolo della Lega di Salvini. Una assoluzione piena che ha fatto giurisprudenza a livello nazionale. Insomma una testata giornalistica può pubblicare il pensiero di chiunque, quando si limita alla pubblicazione integrale senza aggiungere commenti personali diffamatori. Per il magistrato Petrone, attuale capo dei Gip e presidente della corte D’assise del tribunale di Palmi, il diritto di cronaca va tutelato. Va ricordato che la procura diretta dal dottore Emanuele Crescenti aveva chiesto l’assoluzione per Luigi Longo. Incredibile, ma vero, adesso apprendiamo che il nostro direttore rischia di andare a processo per aver consentito il diritto di cronaca, insomma, nel secondo caso, siamo stati, ancora più solerti, rispetto al comunicato della lega, inserendo ad inizio articolo il riceviamo e pubblichiamo, così riportato;
Riceviamo e pubblichiamo la seguente comunicazione, precisando che il contenuto della presente nota è frutto di valutazioni esclusivamente personale dell’autore per il quale articolo Approdo Calabria effettua soltanto la pubblicazione. Invitiamo gli interessati qualora volessero contestare il contenuto, di inviarci le loro deduzioni alle quali si darà il medesimo spazio.
La Redazione

Resta sottinteso che gran parte degli errori i pubblici ministeri li commettono perché ci sono ( per fortuna una piccola parte), apparati della polizia giudiziaria che non leggono integralmente i documenti .
La giurisprudenza della suprema corte e dei giudici di merito, ritengono che il giornalista non ha alcuna responsabilità allegando l’articolo completo con la dicitura del riceviamo e pubblichiamo inserita, senza ulteriori commenti.
Addirittura ad emettere la sentenza è stato il tribunale di Palmi con la stessa procura che chiede l’archiviazione e non impugnato il provvedimento. Siamo al paradosso, quando si dice la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra. Poi è logico che le persone perbene perdono la fiducia nella giustizia. A far passare la voglia sono proprio i metodi della “pesca a strascico” che decidono sulla vita delle persone. Per fortuna ci sono tanti marescialli e ispettori che fanno il loro mestiere con scrupolo e dedizione nel rispetto della dignità delle persone. Come al solito il nostro direttore si difenderà a testa alta, nelle aule del tribunale, senza peli sulla lingua ,chiedendo di essere sentito, secondo le leggi dello Stato Italiano. Consigliamo, a chi ha fatto l’indagine, di prendere carta e penna e comunicare alla procura l’errore di interpretazione. Nella vita ammettere l’errore è segnale di serietà e strumento per riaffermare la legalità. Si può sbagliare in buona fede, nessuno è infallibile. L’avv. Tonino Napoli, storico difensore del direttore Longo, ha sempre sostenuto che chiedere scusa, quando si commettono errori grossolani, fa onore!
In allegato la sentenza del tribunale di Palmi sulla precedente assoluzione di Luigi Longo per il reato di diffamazione. Lo ripetiamo, questa sentenza è diventata giurisprudenza nazionale. Ai tanti giornalisti italiani che ce l’hanno richiesta diamo l’autorizzazione a scaricare l’ordinanza direttamente da questo articolo.