Il colonnello Giovinazzo, “I Carabinieri sempre più tra la gente e con la gente. Grazie alle denunce degli imprenditori si è permesso l’arresto dei vertici della ‘ndrangheta nel Crotonese”

Il bilancio impegnativo del 2025 dei Carabinieri, illustrato dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Crotone Raffaele Giovinazzo
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L’attività dell’Arma dei Carabinieri del Comando Provincia di Crotone, non si è limitata alla repressione pura, ma soprattutto di significativo impegno è stato il contrasto agli illeciti ambientali (insieme ai furti di risorse idriche, con 6 casi scoperti nel 2025, così come il supporto nelle emergenze che ha visto 162 servizi antincendio effettuati in concorso con la componente Forestale)

“Si conferma, anche nel 2025, l’ormai consolidato trend secondo cui i carabinieri, anche per la loro capillare presenza nel territorio, prendono in carico la maggioranza dei reati”, così ha affermato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Crotone, colonnello Raffaele Giovinazzo (originario di Taurianova), nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi con la quale ha illustrato il bilancio dell’Arma del 2025.

I DATI

4.316 delitti complessivamente denunciati sul territorio, ben 3.281 sono stati trattati dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale. Giovinazzo ha affermato che si tratta di “una cifra che rappresenta il 76% della totalità degli eventi delittuosi registrati” e che il 2025 si chiude anche con un segnale incoraggiante sul fronte della sicurezza pubblica, visto che i delitti per i quali l’Arma ha proceduto sono in sostanziale calo, passando dai 3.414 del 2024 ai 3.281 dell’anno appena concluso.

Tra le voci più significative di questa flessione spiccano i reati predatori, con i furti che sono scesi nettamente attestandosi a 623 episodi contro i 688 dell’anno precedente, e con 77 casi scoperti. Nonostante il calo dei reati, la pressione del controllo sul territorio è rimasta costante. I Carabinieri di Crotone hanno garantito una presenza capillare con poco meno di 14.500 servizi esterni perlustrativi, un dato in aumento rispetto agli ultimi due anni. Un’attività imponente che ha portato al controllo di quasi 30.000 mezzi e circa 41.000 persone, “numeri che confermano la continuità dell’azione preventiva” ha detto Giovinazzo. L’analisi dei crudi numeri testimonia il lavoro operativo con 229 persone arrestate e 1.209 deferite in stato di libertà. Tra queste le operazioni antimafia che sono state di maggior rilievo come “Blizzard-Folgore” e “Saulo”, che hanno colpito i sodalizi di Isola di Capo Rizzuto e dell’area cirotana. Ed a proposito di queste operazioni, il colonello Giovinazzo ha ribadito fortemente che “Per la prima volta abbiamo registrato la collaborazione attiva di grossi imprenditori contro il racket. Un segnale che rappresenta una inversione tendenza rispetto a anni fa e che sto cercando di portare all’attenzione perché questi imprenditori devono avere il sostegno di tutti sempre. Questo percorso è stato intrapreso ed i germogli del lavoro fatto stanno fiorendo e noi dobbiamo seguire questa crescita”.

Giovinazzo ha evidenziato anche un “cambio di rotta” dopo l’arrivo del Procuratore Guarascio come la scoperta di falsi corsi di formazione, sulla distrazione di fondi nel Comune di Savelli (3 milioni di euro), oltre alla tragica rissa di quest’estate a Isola di Capo Rizzuto costata la vita a Filippo Verterame, dove sono stati eseguiti 5 arresti.

Mentre sul “Codice Rosso” è salito a 132 episodi rispetto ai 126 del 2024 e su questo Giovinazzo precisa che “ci sono state più denunce ed arresti”. Scese però le truffe agli anziani che passano da 12 nel 2025, mentre erano state 13 nel 2024.

Giovinazzo ribadisce che c’è stata “un’opera di sensibilizzazione che ha soprattutto toccato le fasce deboli”, con degli incontri nei loro luoghi di aggregazione e persino nelle parrocchie, così come i giovani, con la diffusione della cultura della legalità negli istituti scolastici della provincia.

Infine il colonnello Giovinazzo ha ribadito che la vocazione dell’Arma è, “tra la gente e per la gente”, confermando la sua vicinanza alle comunità comprese quelle più periferiche.