Guerra in Iran, il punto centrale è lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti del pianeta

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E' in corso l'imbarco di 598, dei 1.905 migranti ospiti dell'hotspot di Lampedusa, sulla nave Diciotti che, ad operazioni concluse, farà rotta verso Reggio Calabria. A seguire - secondo quanto è stato disposto dalla Prefettura di Agrigento - altri 250 immigrati lasceranno i padiglioni di contrada Imbriacola e verranno accompagnati al porto dove il traghetto di linea li porterà a Porto Empedocle. Entro la tarda mattinata, infine, altri 80 partiranno con una motovedetta della Guardia di finanza sempre per Porto Empedocle. Nella struttura di primissima accoglienza, che nei giorni scorsi è arrivata ad ospitare anche 3 mila persone, dovrebbero rimanere 977 migranti a fronte di poco meno di 400 posti, Lampedusa, 14 marzo 2023. ANSA/ELIO DESIDERIO


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Il punto centrale è lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti del pianeta.
Perché Hormuz è così decisivo
Attraverso lo stretto passa circa il 20-30% del petrolio mondiale esportato via mare.
Collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman e quindi con l’oceano aperto.
Le principali petroliere di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e dello stesso Iran passano tutte da lì.
Basterebbe rendere insicura la navigazione per qualche giorno per provocare:
impennata del prezzo del petrolio
panico nei mercati energetici
pressione politica sugli Stati Uniti e sugli alleati occidentali.
La strategia “asimmetrica” dell’Iran
L’idea descritta nell’articolo è quella che i militari chiamano guerra asimmetrica: non affrontare direttamente la potenza superiore (gli USA), ma colpirne i punti vulnerabili.
Contro la United States Navy, la più potente flotta del mondo, Iran difficilmente vincerebbe uno scontro navale tradizionale. Ma può usare strumenti più difficili da neutralizzare:
mine navali intelligenti
droni marini e subacquei
mini-sottomarini
sciami di droni coordinati con algoritmi di IA
attacchi contro cavi sottomarini o petroliere
Queste tattiche sono pensate per rendere lo stretto impraticabile, non per distruggere la flotta americana.
Il fattore politico per Trump
Se il prezzo del petrolio esplodesse negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump subirebbe tre pressioni contemporanee:
inflazione energetica interna
critiche del Congresso degli Stati Uniti
tensioni con alleati europei e asiatici dipendenti dal petrolio del Golfo.
In questo scenario l’obiettivo iraniano non sarebbe vincere militarmente, ma costringere Washington a fermarsi o negoziare.
Il vero punto critico
La cosa più nuova, è l’uso crescente di sistemi autonomi. Il futuro della guerra navale potrebbe essere fatto non da grandi flotte, ma da sciami di droni subacquei e mine intelligenti, molto più difficili da intercettare.