Guardie mediche, un medico specializzandi scrive al direttore di Approdo : “Il punto critico è che l’ASP di Reggio Calabria ha limitato l’attività degli specializzandi a sole 8 ore settimanali”

banner pasticceria taverna

Buongiorno, sono un medico specializzandi e in seguito alla lettura del vostro articolo sulla chiusura delle guardie mediche ritengo che la ricostruzione riportata non rappresenti pienamente la situazione.

Nell’articolo si afferma sostanzialmente che il problema sia la carenza di medici disponibili. In realtà, molti medici sarebbero disponibili a coprire i turni di continuità assistenziale. Una parte rilevante delle sedi citate era infatti coperta da medici specializzandi.

Il punto critico è che recentemente l’ASP di Reggio Calabria ha limitato l’attività degli specializzandi a sole 8 ore settimanali, adottando un’interpretazione della normativa che non rispecchia lo spirito delle recenti modifiche legislative. Tali modifiche erano state introdotte proprio per ampliare le possibilità lavorative dei medici specializzandi e per contribuire a fronteggiare la carenza di personale sanitario.

Nelle altre Aziende sanitarie, infatti, la normativa viene applicata in modo differente, consentendo agli specializzandi di contribuire in misura maggiore alla copertura dei servizi.

Per questo motivo, attribuire la chiusura delle guardie mediche esclusivamente alla mancanza di medici rischia di fornire un quadro incompleto della situazione. Sarebbe opportuno approfondire anche l’impatto che queste scelte organizzative e interpretative hanno avuto sulla copertura dei turni, già evidenziato proprio dalla chiusura delle guardie che avete citato nell’articolo e di tante altre che si trovano sempre sul reggino.

Cordiali saluti, Stella Giannetta