Gruppo Polaris Rosarno chiede chiarezza al Prefetto sulla presenza di massoni della Piana nell’Amministrazione per una questione di trasparenza
Set 15, 2026 - redazione
MASSONERIA, TRASPARENZA E AMMINISTRAZIONE PUBBLICA: POLARIS CHIEDE CHIAREZZA AL PREFETTO
Il gruppo Polaris ha trasmesso al Prefetto di Reggio Calabria una PEC per chiedere chiarimenti sulla trasparenza associativa degli amministratori pubblici e sulle eventuali verifiche che possono essere effettuate con riferimento al Comune di Rosarno.
La richiesta prende le mosse anche dalla Legge regionale Calabria n. 9/2018, che all’articolo 44 ha introdotto specifici obblighi di trasparenza sull’appartenenza associativa per i titolari di cariche regionali.
Una scelta precisa del legislatore calabrese: chi esercita una funzione pubblica deve essere sottoposto a regole di trasparenza anche rispetto ai propri legami associativi.
Il tema assume particolare interesse nel nostro territorio.
A Palmi viene riferita la presenza di cinque logge massoniche, con un numero significativo di aderenti. È stato inoltre riferito che tra gli iscritti vi sarebbero anche cittadini residenti in altri Comuni della Piana, compreso Rosarno.
Polaris non assume queste informazioni come fatti già accertati: proprio per questo ha chiesto al Prefetto se esse risultino agli atti e nelle informazioni istituzionali nella disponibilità dell’Autorità.
La domanda è semplice e riguarda esclusivamente la trasparenza:
quante sono effettivamente le logge presenti a Palmi?
Risulta che tra i loro aderenti vi siano cittadini di Rosarno?
E soprattutto:
nell’Amministrazione comunale di Rosarno vi sono, o vi sono stati, amministratori la cui eventuale appartenenza associativa sia soggetta a obblighi di dichiarazione, comunicazione o verifica?
Polaris non chiede al Prefetto di divulgare nominativi coperti dalla normativa sulla privacy e non considera certamente l’appartenenza alla massoneria, di per sé, un fatto illecito.
La questione è un’altra: verificare che, nell’esercizio di una funzione pubblica, siano rispettati i principi di trasparenza, imparzialità e prevenzione dei conflitti di interesse.
Abbiamo quindi chiesto al Prefetto anche quali strumenti siano a disposizione di un consigliere comunale quando ritenga che una situazione concreta meriti un accertamento istituzionale.
Non accuse. Non sospetti. Non liste di nomi.
Una richiesta di trasparenza rivolta all’Autorità competente.
Perché conoscere le regole e sapere se vengono rispettate non è un attacco alle istituzioni.
È un dovere di chi le rappresenta e un diritto dei cittadini.
POLARIS – ROSARNO
La trasparenza non è un’accusa. È una garanzia.



