Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

TAURIANOVA (RC), LUNEDì 15 LUGLIO 2024

Torna su

Torna su

 
 

“Vi regalo una favola”: Esordio letterario della villese Vera Talia Bisogna saper ritornare ad essere bambini, indossare un bel paio di ali e librare sopra le vicende del mondo, osservandole da una prospettiva differente da quella reale, per poterle adattare e rimodellare con una leggerezza che ha poco di umano, ma che appartiene a mondi sconosciuti ed irreali nei quali tutto è possibile

“Vi regalo una favola”: Esordio letterario della villese Vera Talia Bisogna saper ritornare ad essere bambini, indossare un bel paio di ali e librare sopra le vicende del mondo, osservandole da una prospettiva differente da quella reale, per poterle adattare e rimodellare con una leggerezza che ha poco di umano, ma che appartiene a mondi sconosciuti ed irreali nei quali tutto è possibile

Scrivere letteratura per l’infanzia non è cosa facile nè banale, perché presuppone cuore puro e spirito libero. Bisogna saper ritornare ad essere bambini, indossare un bel paio di ali e librare sopra le vicende del mondo, osservandole da una prospettiva differente da quella reale, per poterle adattare e rimodellare con una leggerezza che ha poco di umano, ma che appartiene a mondi sconosciuti ed irreali nei quali tutto è possibile.
Non ci sono limiti di tempo e di spazio nelle favole, né convenzioni sociali, in quella dimensione magica dove tutto può accadere. La fantasia dello scrittore diventa un fiume in piena, impetuoso e travolgente, capace di coniugare agevolmente la sua sapienza narrativa con l’obiettivo che intende raggiungere. Perché dentro ad ogni storia c’è un messaggio che si vuole trasmettere, la cosiddetta “morale della favola”, che da sempre ha caratterizzato l’antica arte narrativa le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Scrivere storie per l’infanzia se da un lato risponde al bisogno comunicativo dell’autore, dall’altro diventa un modo straordinariamente bello per regalare qualcosa di sé agli altri.
“Vi regalo una favola” della scrittrice Vera Talia, edito da Kimerik edizioni, è un libro splendido che si presenta al lettore con una magnifica veste grafica ed illustrazioni straordinarie. Presentato di recente alla Fiera Nazionale del libro di Roma, non ha una tipologia di lettore predefinito per età, anche se nell’intento della sua autrice è dedicato alle tra nipotine alle quali ha voluto consegnare tre storie tenere e delicate che inducono al sogno e nello stesso richiamano alla riflessione sui valori veri della vita. L’amicizia, il rispetto della natura e dei propri simili, l’amore, la fratellanza, la libertà, l’inclusione e il rispetto per gli animali sono presenti nelle favole e diventano pregnanti elementi di una costruzione narrativa che sbalordisce per la scrittura ricca e sapiente.
Puo’ accadere così che un gatto un po’ viziato e coccolato dai padroni diventi l’amico fraterno di un uccellino appena arrivato in famiglia, in barba al luogo comune che vede queste due specie animali in perenne conflitto. O che un pesciolino annoiato dalla monotonia degli abissi sia curioso del mondo sovrastante e decida di travalicare i confini marini affrontando l’esperienza terrestre in bocca ad un gabbiano, felice della nuova realtà, seppur consapevole dei pericoli in cui incapperà. E ancora che una principessa in età da marito rivoluzioni il rigido protocollo reale per andare alla ricerca dell’uomo che la amerà davvero per quello che è e non per quello che rappresenta.
In tutte le storie che danno vita al piccolo e prezioso libro, Vera Talia porta al lettore la sua visione del mondo, ribaltando i luoghi comuni e gli stereotipi sociali e culturali che tanto influenzano l’agire umano. “Vi regalo una favola “è un libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta per poter ritrovare, nella semplicità delle storie dell’infanzia, quella dimensione del sogno che appartiene alla fantasia dei bambini e che purtroppo gli adulti hanno perduto, sempre più chiusi nella gabbia del loro egoismo e delle convenzioni granitiche di cui sono, con il passare del tempo, divenuti schiavi.
Raffaella Imbrìaco