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TAURIANOVA (RC), SATURDAY 28 NOVEMBER 2020

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Una serie di reazioni dopo le dimissioni del generale Cotticelli da commissario della sanità calabrese Il governo inizia con il premier Conte in cui parla di "effetto immediato"

Una serie di reazioni dopo le dimissioni del generale Cotticelli da commissario della sanità calabrese Il governo inizia con il premier Conte in cui parla di "effetto immediato"

Che il sistema sanitario in Calabria facesse acqua da tutte le parti lo abbiamo sempre sostenuto, 10 anni di commissariamento, Scura, Cotticelli e Cotticelli Bis, non hanno portato nessun vantaggio ai cittadini, solo tagli, in posti letto e servizio. Come Forza Italia Lo abbiamo gridato a gran voce dal primo lockdawn che il sistema sanitario in Calabria non avrebbe retto, lo abbiamo ribadito in parlamento più e più volte senza essere ascoltati. Abbiamo informato il governo, il ministro Speranza ed anche il presidente del consiglio Conte su quanto non è stato fatto per far fronte alla seconda ondata di Covid-19. Ancora ieri mattina in parlamento abbiamo ribadito che Cotticelli era inadeguato, che nulla aveva fatto in questi suoi 3 anni di mandato se non affossare di più il sistema sanitario calabrese, ma in tutta risposta il ministro ieri pomeriggio ha provveduto alla sua riconferma! Sono bastati tre minuti in TV per dimostrare al mondo intero l’inadeguatezza di Cotticelli. Oggi, dopo la figuraccia di ieri sera in TV, Conte annuncia la rimozione del commissario. Doveva arrivare un servizio giornalistico per rendersi conto, il governo, di chi aveva messo a capo della sanità in Calabria? Eppure il disastro provocato era sotto gli occhi di tutti, solo i rappresentanti parlamentari e regionali dei 5 stelle e del PD non si rendevano conto di ciò che stava succedendo! Troppo facile ora gridare allo scandalo, troppo semplice procedere solo alla rimozione del commissario, le vere colpe stanno in capo al ministero della sanità, al presidente del consiglio Conte e a chi fortemente esponenti di spicco dei 5 stelle, ha voluto questa nomina , che non solo non hanno vigilato sul lavoro svolto, neanche quando la presidente Santelli scriveva al presidente Conte per denunciare l’inerzia del commissario, ma che hanno perseverato in un disegno delittuoso nei confronti dei cittadini Calabresi. La Calabria merita una sanità all’avanguardia, merita gli stessi servizi previsti per altre regioni, i cittadini della Calabria non sono di serie B, pagano le tasse come tutti i cittadini Italiani e come tali devono avere gli stessi diritti di chi vive nelle città del nord! Le dimissioni oggi li chiedo a gran voce a nome di tutti i cittadini anche a chi ha taciuto, a chi non ha difeso i calabresi, a chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto! Il ministro Speranza deve dimettersi insieme a Cotticelli e ai sui sponsor, responsabili in egual misura del disastro della sanità Calabrese! Alla luce di ciò mi aspetto che il presidente Conte faccia un passo indietro, non solo propaganda nel rimuovere Cotticelli, ma che ritiri il decreto Calabria e ridia ai calabresi la facoltà di gestire la sanità della Calabria.

Cordiali saluti,
On. Sergio Torromino

Nola: “L’unica cosa che conta davvero adesso è che si lavori per garantire ai calabresi l’accesso ad una sanità dignitosa”

Dopo l’apparizione televisiva del Commissario Gen. Cotticelli, la rabbia e lo sgomento per lo stato della sanità regionale sono diventati tangibili. Non c’è calabrese che non sia indignato dall’aver appreso come il settore sanitario sia stato lasciato ancora una volta in balia delle onde, senza alcun senso di responsabilità da parte di chi aveva il dovere di gestirlo.
“In questa situazione drammatica non possiamo più tacere e soprattutto non possiamo sopportare ulteriori vessazioni – esordisce così Camillo Nola, Presidente di Confcooperative Calabria – il Governo nazionale, oltre ad assumersi la responsabilità formale come ha fatto finora, adesso si impegni concretamente affinché piani e progetti diventino soluzioni concrete attraverso il lavoro di persone con profili adeguati.
Voglio sottolineare che nessuno può considerarsi esente da colpe davanti a questa situazione vergognosa. La politica, a tutti i livelli, ha fallito da decenni e deve assumersene la piena responsabilità, rispondendo con urgenza all’emergenza sanitaria calabrese aggravata ulteriormente dal COVID19.
Le classi dirigenti, quelle responsabili, devono fuggire dalla tentazione di trasformare una gravissima emergenza in una questione politica, oggetto di campagna elettorale; l’unica cosa che conta davvero adesso è che ai calabresi sia garantito, al più presto, l’accesso ad una sanità dignitosa.”

CALABRIA ALLO SBANDO e il VIRUS AVANZA.
di Marilina Intrieri

Abbiamo appena saputo che il commissario Cotticelli si è’ dimesso per evitare che venisse rimosso . Dalle sue argomentazioni durante L’ intervista si evince che il Governo si fosse scordato di dare delega per il piano COVID relativamente alle due regioni commissariate,Calabria e Molise ai due commissari, quindi era la regione a guida Santelli a dover provvedere sin da luglio, poi lo stesso commissario subito dp la morte del presidente, a fine ottobre, stante il regime di ordinaria amministrazione dell’Ente, ha chiesto formalmente se dovesse procedere Lui al piano, sullo sfondo una regione senza guida, allo sbando, per scelte elettorali delle forze che hanno vinto le elezioni, basate su emozioni private e non verso la tutela degli interessi collettivi , la Calabria senza guida in questo drammatico momento oggi avrebbe più che mai bisogno di un Governo legittimato e in piena operatività, invece non sappiamo ancora quando saremo in condizione di poter esercitare il diritto di voto per avere un nuovo presidente, chissà quanto ancora dovremo aspettare, un dramma nel dramma. Quando si verificano situazioni del genere così gravi non è’ il destino cinico e baro ma ci sono chiare responsabilità che non possono essere neutre. Resta l’amarezza grande per un popolo ancora una volta maltrattato e umiliato e a rischio sopravvivenza

L’ ERA COTTICELLI È FINITA. IL GOVERNO NON PERDA TEMPO. LA SALUTE DEI CITTADINI NON PUO’ ASPETTARE.

Calabrese chiede un immediato “Piano straordinario” per la ricostruzione della Sanità pubblica e ospedaliera.
«I sindaci che ospitano gli ospedali sul proprio territorio vengano nominati Commissari del Governo per l’attuazione del piano straordinario come già fatto con il Sindaco di Genova per la ricostruzione del Ponte Morandi».
Mentre il Presidente Conte informava che avrebbe rimosso il Commissario Generale Saverio Cotticelli, lo stesso dava le sue inevitabili dimissioni dopo la vergognosa figuraccia che sta facendo il giro del mondo. Tutti gridano oggi allo scandalo, si scandalizzano per l’incompetenza e la negligenza dell’operato del Commissario, ma tutti sapevano e nessuno ha mosso un dito. Abbiamo sempre detto, maggiormente nel periodo che ci ha visto travolti dalla pandemia mondiale, che la Calabria stava vivendo una emergenza nell’emergenza.
«Da quasi dieci anni – chiosa Calabrese, sindaco di Locri, che già più volte nei suoi acclamati interventi aveva chiesto le dimissioni del Commissario- manifestiamo, nell’indifferenza di tanti, per le problematiche della sanità e per l’ospedale di Locri; da anni chiediamo a gran voce che il Governo attui un provvedimento serio per il piano sanitario senza intervenire con figure commissariali che non portano a nulla e altri Cotticelli non servono. Ed è, oggi, ancora più clamoroso, gridare allo scandolo e indignarsi. Oggi tutti sono infuriati ma il popolo della Locride, che più volte ha manifestato dissenso, è stanco e adesso pretende che il Presidente Conte dia risposte immediate». «Tra tutti – propone Giovanni Calabrese- premettendo la pericolosità del virus Covid, senza sottovalutare i rischi ma agendo con responsabilità e precauzione, nel rispetto delle disposizioni antiCovi19, si chiede la sospensione immediata della zona rossa per la Regione Calabria e un piano straordinario per la sanità con la nomina dei sindaci dei Comuni, che sono sede di ospedale, a Commissari del Governo per l’attuazione del piano straordinario di ricostruzione».
Risposte serie, risposte immediate perché con i commissariamenti attuati fino ad adesso la Calabria ha solo perso, è stata ingannata e si è impoverita di più, perdendo vite umane per la malasanità e la malagestione.

LA SIGNORA MARIA E’ IL VERO COMMISSARIO DELLA SANITA’ IN CALABRIA

Rimanere sorpresi è la sensazione più immediata, ma nasce anche un dubbio, guardando il servizio televisivo andato in onda su Rai Tre nella trasmissione “Titolo Quinto”, era realtà o candid camera da “Scherzi a parte” ? Il commissario alla sanità calabrese Cotticelli ,assume la figura di un pugile al tappeto o di un ignaro passante capitato per caso nel luogo dell’intervista. Incalzato dal giornalista sul perché la Calabria è stata dichiarata “Zona Rossa” e non ha attuato il Piano Covid ,come prescritto dal Governo, Cotticelli riesce a fare una pessima figura ,dimostrando di essere incompetente e di ignorare le sue funzioni, peggiora le cose chiedendo informazioni e chiarimenti su chi deve essere l’attuatore e responsabile del Piano Covid regionale, a tale Maria , che risponde “tu devi essere preparato alle domande…”.La Sanità calabrese ,violentata da decenni e decenni dalle spartizioni politiche, immersa in bacini clientelari come dimostrato da procedimenti penali a carico di ex assessori, congiunti ed amici vari, è commissariata da dieci anni da persone che scaldano le poltrone con migliaia di euro di stipendio gettati al vento, che non sono capaci di gestire nulla. Ricapitolando la lunga querelle di chi si scaglia solo contro la Regione, colpevole indiziario
è il governo amico che non controlla il controllore. Ma non solo. Chi doveva controllare e monitorare l’azione? Una cascata di responsabilità, task force Covid governativa,dirigenti e Asp regionali ed in primis il Commissario Regionale alla Sanità Cotticelli. E il presidente f. f. Spirlì? La sua giunta? Protagonisti silenti che giocano sul campo del peggiore nemico della gente e degli imprenditori: la burocrazia. E’ arrivato il momento di indignarci, di dare voce alle grandi masse silenziose di malati, degenti, di familiari e della gente comune che deve affrontare la situazione di emergenza. Non si può piu’ giocare sulla pelle delle persone. Agire sul campo in modo incalzante, deve essere il motivo trainante dell’azione comune. Basta commissari, ripartiamo dal territorio, ripartiamo dalle nostre Eccellenze mediche ,prendiamo consapevolezza delle nostre migliori realtà sanitarie e manageriali e creiamo una rete senza colori politici o interessi personali o di partito. Non vogliamo piu’ persone disincantate che non conoscono il loro ruolo, non vogliamo essere vassalli dei clientelismi decennali e dello scempio realizzato con il bancomat sanità. Consapevolezza e competenza, perché nulla sia come prima e finisca il rimbalzo delle responsabilità.

Cotticelli, senza pudore
Ieri sera, in diretta televisiva, il generale Saverio Cotticelli, da due anni commissario ad acta per la sanità calabrese, ha appreso non senza qualche stupore che la responsabilità di un piano per fronteggiare l’emergenza Covid nella nostra regione spettava a lui, proprio a lui. Così oggi la Calabria è la sola regione italiana ad aver atteso la seconda e più che prevista ondata di pandemia senza che nessuno si sia preoccupato nemmeno di spendere i soldi disponibili per potenziare la sanità territoriale e istituire i centri Covid. Il presidente Conte – che ha il “merito” di averlo scelto insieme alla ministra dell’epoca Giulia Grillo – ha annunciato la sostituzione del commissario che, peraltro, ha già dato le dimissioni dall’incarico. Tutto bene, allora? Assolutamente no. Su questa terribile vicenda noi chiediamo che indaghi la magistratura. Bisogna, infatti, chiarire quanto è accaduto non solo per accertare se esistono profili di rilievo penale nel comportamento di Cotticelli. Abbiamo, soprattutto, diritto a sapere. È concepibile che la “distrazione” di un commissario abbia conseguenze così nefaste sulla salute dei cittadini di un’intera regione senza che il Governo se ne accorga, senza che gli organi politici regionali abbiano sentito il dovere di inchiodarlo alle sue responsabilità? Noi non lo crediamo neppure possibile. Ecco perché la sostituzione di Cotticelli non ci basta. Pretendiamo il massimo della chiarezza per dare un volto a tutte le responsabilità, come solo modo per provare a uscire dal lungo disastro della sanità regionale.

Dopo l’invereconda figuraccia compiuta in tv l’ex Generale Cotticelli ha finalmente rassegnato le dimissioni.
Tardive, maturate non per una presa di coscienza dell’incapacità di gestire la sanità regionale, ma perché divenuta di pubblico dominio l’inadeguatezza della sua presenza.
A quanto si apprende dagli organi di informazione il Presidente del Consiglio Conte si sarebbe infuriato chiedendo la testa del Generale in pensione.
Ai nostri occhi appare quantomeno bizzarra la “rabbia” del Presidente Conte in quanto lui stesso nel Gennaio 2019 nominò il Generale Cotticelli Commissario alla Sanità.
Ne ha mai valutato le competenze? Si è mai preso la briga, di concerto con il Ministro Speranza, di verificare che stesse svolgendo il suo lavoro in modo impeccabile?
Possibile che Conte e Speranza fossero talmente ciechi dal non rilevare quanto la Calabria fosse disastrata e impreparata ad affrontare una pandemia?
E’ mai possibile che per cambiare qualcosa in questa sfortunata terra sia necessaria un’intervista televisiva per scoperchiare un maleodorante calderone di inadeguatezza e pressapochismo?
A breve verrà nominato un nuovo Commissario che ci auguriamo sia in grado di portare a compi-mento le mansioni che gli verranno richieste, ma sia chiaro: noi di Italia in Comune restiamo pro-fondamente contrari alla prosecuzione del Commissariamento della Sanità Regionale, in virtù pro-prio dell’assoluta inutilità dello stesso in oltre un decennio che nulla ha saputo produrre se non sfaceli e viaggi della speranza di cittadini costretti a curarsi in tutta la penisola ma non a casa pro-pria.
Addio Generale Cotticelli, non sentiremo la sua mancanza.
Italia in comune Calabria

Seconda lettera aperta al Ministro della Salute Roberto Speranza
Egregio Ministro,
l’intervista al commissario Cotticelli, molto sconcertante in sé ma prevedibile, in quanto forte sintesi di tutto il peggio immaginabile, dalla vergognosa superficialità con cui si procede alle nomine, all’assoluta mancanza di una cabina di regia tra il governo e il commissario, evidenzia in modo eclatante (cosa da noi sempre temuta e in tempi non sospetti denunciata) l’assoluta mancanza di volontà da parte dei governi nazionali, con il benestare dell’amministrazione regionale, non già di risolvere, ma neanche di affrontare l’annoso problema della sanità in Calabria: soltanto una grande scena di teatro, con i personaggi trasversali al posto giusto, solo “per fare finta che” e lasciare tutto andare a rotoli, tra la rassegnazione “colpevole” di chi sta in basso e l’indifferenza più totale di chi sta in alto.
Forse che la zona rossa, così tempestivamente assegnata alla nostra regione, ha fatto finalmente saltare il coperchio?
Noi di Rifondazione Comunista sapevamo quel che bolliva in pentola, tanto da gridarlo a chiare lettere, l’ultima volta davanti alla cittadella regionale nello scorso mese di giugno, richiedendo azioni forti e concrete, per essere pronti ad affrontare i nuovi scenari determinati dalla pandemia.
Non si è fatto niente. Basta con la protervia! Adesso, cosa ci state preparando? Un altro Cotticelli che, “mutatis mutandis”, tra un paio d’anni dichiari che non sapeva cosa fare?
Questa volta, noi Calabresi non vi concediamo l’alibi della scelta autonoma; se il commissario ci deve essere, che sia qualcuno che conosca profondamente le difficoltà reali in cui versa la sanità calabrese e che, contemporaneamente, sia capace di avanzare proposte efficaci di soluzione.
Una figura che, da decenni, si è caratterizzata – e si caratterizza- per la sua elevata preparazione in ambito sanitario, per il suo agire quotidiano e per le sue indomite battaglie sempre dalla parte di chi soffre, è don Giacomo Panizza che io (con assoluto rispetto, da ateo) suggerisco, a nome del mio Partito, come commissario.
Saluti comunisti

SANITÀ CALABRIA, FURGIUELE: Stiamo attenti, il governo sta per inviare altri Cotticelli.

Attenzione che di Cotticelli non ce n’è solo uno.
Il governo nazionale ce ne sta per rifilare degli altri che ci dovremo tenere per almeno 3 anni!
Ma la misura è ormai colma, la Calabria è stanca, e non accetterà più gestioni incompetenti.
Inutile che oggi qualche improbabile difensore Dem in consiglio regionale, evidentemente in cerca di un posto al sole, attribuisca ad altri colpe che lui e i suoi compari hanno avuto per decenni.
La Calabria è stufa di commissari che falliscono in tutti gli ambiti dove operino con il pieno sostegno di certe forze politiche.
L’Italia tutta sta però capendo che il disastro sanitario in cui è precipitata la nostra terra in piena pandemia è figlio dell’esecutivo nazionale.
Alla luce di tutto questo, la maggioranza che sostiene Conte e Speranza, invece di restituire ai calabresi dignità e diritto alla salute si appresta a varare un nuovo decreto Calabria con una nuova struttura commissariale che già Si annuncia inadeguata al pari di quelle che l’hanno preceduta.
Perché in una situazione del genere, non c’è bisogno di soloni o peggio di uomini soli al comando, ma di scelte politiche discusse, condivise, calibrate sulla conoscenza territoriale che che i prossimi “scienziati” governativi non potranno avere prima di diverso tempo.
Questo governo scherza con la salute dei calabresi, le forze politiche responsabili anche quelle che non si ritrovano necessariamente nell’area moderata di centro-destra a fare fronte comune per evitare nuovi Cotticelli.

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