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TAURIANOVA (RC), WEDNESDAY 16 JUNE 2021

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Un Consiglio regionale calabrese per gli “affari” delle “correnti (nomine)”, ma loro se ne fottono! Nonostante la triste dipartita del presidente, legittimamente eletto dai calabresi e, nonostante si è allungato il brodo (inutilmente) per andare ad elezioni, si nominano ancora portaborse e co.co.co

Un Consiglio regionale calabrese per gli “affari” delle “correnti (nomine)”, ma loro se ne fottono! Nonostante la triste dipartita del presidente, legittimamente eletto dai calabresi e, nonostante si è allungato il brodo (inutilmente) per andare ad elezioni, si nominano ancora portaborse e co.co.co

Come ogni buona tradizione che si vuole rispettare, la politica è brava a fare solo pernacchie al prossimo. Il clientelismo e la corsa al consenso in attesa delle regionali calabresi di autunno, ad oggi sembra avere il gusto dell’orrido e della spocchiosa arroganza di chi nomina ancora “portaborse” e co.co.co (i quali visti i vari curriculum, hanno la competenza che di solito viene espressa da una gallina a passeggio per fare shopping).
“Facciamola finita, venite tutti avanti… Nuovi protagonisti, politici rampanti… Venite portaborse, ruffiani e mezze calze”, sì loro vengono avanti e la vergogna è solo una leggenda alla quale non crede nessuno, nemmeno loro, pensate. Anche i cedri arrossirebbero per tale indecenza, loro invece no.
La brava Alessia Bausone ogni volta come un “allisciatrice di pelo”, puntualmente li sputtana per le nomine perpetrate come un “delitto” perché di delitto contro i soldi pubblici si tratta e non c’è altro termine per definire uno scempio mentre c’è una Giunta regionale e un Consiglio regionale in emergenza per la dipartita di una presidente eletta dal popolo, in piedi solo per gli “affari correnti”. Ma mi sa che si tiene conto solo degli “affari” delle “correnti” politiche che in preda alla mania di paraculismo acuto, mentre diramano note stampa preoccupandosi dei calabresi, adottano la morale del contrappasso passivo e becero delle nomine, in barba ai soldi dei calabresi stessi (sic!).
Il cattivo comportamento è una cattiva morale, quella di non capire che la stagione era finita quando Jole Santelli è morta e da lì occorreva inevitabilmente andare a votare. E non rinviare per una scusa pandemica con la quale alla fine è sembrata più una condizione di allungare il brodo (per alimentare i conensi) e prendersi qualche mensilità di stipendio in più perché… questa “America” quando ripassa più?
Si poteva benissimo votare a primavera e non rimandare a ottobre, le condizioni pandemiche lo permettevano tant’è che si è proceduto ad accorpare le amministrative che non hanno nulla a che vedere con le regionali in quanto due condizioni legiferative diverse, tanto per… una scusa per il mantenimento di pennacchi e tromboni i quali sono “inetti” e fuori luogo in questa politica regionale calabrese fatta solo di parvenza, selfie e paraculismo d’antan con condimento di ipocrisia da sciacquatrippismo acuto.
Ma poi, se aprire il sito del Consiglio regionale calabrese, e che diamine, si vedono una pletora di nomi con incarichi a gente vicina a quel partito o militante di partiti, una vergogna indecente come quella ex Legge 13/96, incarichi di collaborazione, esperti (de che?) e altro ancora, con stipendi da oltre 1.700 euro mensili.
E non solo, ci vergogniamo pure noi a mettere i nomi, così come si vede l’aggiornamento di nomine e curriculum anche per il 2021 dei co.co.co al 3 maggio scorso. E Jole Santelli è purtroppo scomparsa il 15 ottobre del 2020, sono trascorsi sette mesi, ma loro nominano… nominano… elargiscono e se ne fottono!
Paradossalmente abbiamo un presidente ff della giunta regionale che “fa(rà)” le “funzioni” per più di tempo i quanto aveva fatto il presidente legittimamente eletto dai calabresi (sic!).
Francamente questa situazione sta stancando, è di una becera condizione di gravissima indignazione dove lo stomaco non regge più e con esso il continuo verificarsi di sensazioni di vomito con i quali quel giorno in cui ci sarà il momento della matita attenzione perché è fondamentale quel gesto, quell’azione perché è giusto che voi lo sappiate, loro, dico, loro se ne (stra)fottono di noi, di voi, ma non dei loro galoppini e lacchè d’asporto.