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TAURIANOVA (RC), MERCOLEDì 12 AGOSTO 2020

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Taurianova, a proposito di… “avvelenatori di pozzi” In un clima preelettorale si aggira lo spettro del pettegolezzo affetto da rancore acuto che avvelena la serenità di una città per un presunto e stravagante arrivo di una “commissione di accesso”

Taurianova, a proposito di… “avvelenatori di pozzi” In un clima preelettorale si aggira lo spettro del pettegolezzo affetto da rancore acuto che avvelena la serenità di una città per un presunto e stravagante arrivo di una “commissione di accesso”

Don Basilio nel Barbiere di Siviglia del Rossini, espone a Don Bartolo, ma Taurianova non è Rosina e qui non c’è nessun Conte d’Almaviva da fronteggiare, c’è la dignità di una città da perseverare, e i vari “Don Basilio” di turno non dovrebbero nemmeno avere voci in capitolo. Ma certo è che “La calunnia è un venticello (…) sembra il tuono, la tempesta che nel sen della foresta va fischiando, brontolando e ti fa d’orror gelar (…)”.
Tali comportamenti combaciano con le attività dei cosiddetti “avvelenatori di pozzi”, ovvero chi per rancore o per qualche “coitus interruptus” anticipato prima del previsto, sfoga ogni desiderio di vendetta associato al rancore, divulgando strali calunniosi, liberando spettri che non fanno altro che intossicare la serenità di una città che da qui al 20 e 21 settembre, si sta preparando per le elezioni comunali.
Da alcuni mesi, tanti direi vista la gravità, sta girando una voce (priva di alcun fondamento), come se ci trovassimo dentro un paese di oracoli che sta per arrivare la cosiddetta “commissione di accesso antimafia”, quella per intenderci, l’anticamera dello scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa ai sensi dell’art. 143 del TU Enti Locali e per farla breve, quell’estremo provvedimento che ha già colpito la città per ben tre volte.
Ora, sfatando la paura contro i “nemici della città”, cerchiamo in sintesi di spiegare come funziona una “commissione di accesso”, visto che tutti sembra che siano degli agenti dell’intelligence, nonché dirigenti della Prefettura, ma che dico, capo di gabinetto al Viminale. A Taurianova tutto è possibile e la storia insegna, ma purtroppo pochi imparano.
Allora. Mancano esattamente 55 giorni alle elezioni comunali, ad oggi l’Ente è gestito da una terna commissariale prefettizia guidata dalla dott.ssa Antonia Surace, dal 4 dicembre dello scorso anno, a seguito della sfiducia al sindaco uscente. La commissione di accesso, qualora dovesse arrivare, e francamente non comprendiamo i motivi, ma tutto è possibile, lo ribadiamo in quanto per condizione non escludiamo nulla, in quanto a differenza dei “corvi d’asporto”, non facciamo parte dei servizi segreti né siamo “Prefetti” per intercessione dello Spirito Santo. Ci atteniamo alla normativa tuttora in vigore, ovvero di quel famoso articolo 143, il quale al comma 2 recita così, “Al fine di verificare la sussistenza (ovvero collegamenti con la criminalità organizzata NdR), il prefetto competente per territorio dispone ogni opportuno accertamento, di norma promuovendo l’accesso (…). Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una volta per un ulteriore periodo massimo di tre mesi, la commissione termina gli accertamenti e rassegna al prefetto le proprie conclusioni”. Questo è quanto descrive la legge. Nei fatti, mancano 55 giorni alle elezioni, ad oggi ancora non è arrivata la commissione di accesso, evidentemente si trova nell’isola che non c’è ed è in cerca della seconda stella a destra né il cammino dritto fino al mattino. Però gli “avvelenatori di pozzo” che di stelle non ne sanno una cippa, né ahimè di “cieli stellati” e purtroppo nemmeno di “forza morale”, vedono commissioni di accesso un tanto al chilo anche il giovedì al mercato settimanale insieme ai fagiolini ed alle zucchine, piene però, a differenza della zucca degli “avvelenatori”.
Ripilogando ci sarebbero tre mesi iniziali, più eventuali altri tre mesi di proroga e poi c’è il comma 3 dello stesso articolo che dice, “Entro il termine di quarantacinque giorni dal deposito delle conclusioni della commissione d’indagine (…)”, il prefetto invia una relazione al Ministro dell’interno e poi, diciamo poi, decide per un eventuale scioglimento.
Quindi, facendo due conti con i tempi, e considerando che ancora non si è insediata, ci troviamo dinanzi ad una supercazzola divulgata nemmeno fosse il peggior Conte Mascetti. E quindi, qualora dovesse avverarsi l’oracolo del provincialismo acuto, arriveremmo dritti al 2021 inoltrato, ma nel frattempo Covid permettendo, il sindaco ci dovrebbe essere da un pezzo.
Ribadiamo che la presunzione non ci appartiene, ma siamo fedeli alla verità e soprattutto al bene della città. E in virtù di ciò, nel nostro piccolo cerchiamo di tutelare un clima già fortemente provato da tante vicissitudini giudiziarie e, altre corbellerie dannose non hanno ragione di esistere. Nella speranza che, i candidati, tutti, che ne prossimo settembre scenderanno in campo, faranno di tutto a renderci orgogliosi di essere taurianovesi.

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