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TAURIANOVA (RC), MERCOLEDì 12 AGOSTO 2020

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Rosy Perrone (Segretario generale Cisl Reggio Calabria) su Porto Gioia Tauro e ZES Non può che determinare ottimismo la notizia diffusa dal Sole 24 Ore dell’aumento, considerevole, del traffico Container del Porto di Gioia Tauro; anche perché questo dato arriva al tramonto di una fase storica per l'economia mondiale

Rosy Perrone (Segretario generale Cisl Reggio Calabria) su Porto Gioia Tauro e ZES Non può che determinare ottimismo la notizia diffusa dal Sole 24 Ore dell’aumento, considerevole, del traffico Container del Porto di Gioia Tauro; anche perché questo dato arriva al tramonto di una fase storica per l'economia mondiale

Non può che determinare ottimismo la notizia diffusa dal Sole 24 Ore
dell’aumento, considerevole, del traffico Container del Porto di Gioia
Tauro; anche perché questo dato arriva al tramonto di una fase storica
per l’economia mondiale. Una ‘movimentazione’ aumentata del 40%
rispetto al primo semestre del 2019; collocandosi ai livelli dei porti
di Rotterdam, Anversa, Shanghai e Tangeri.

La pandemia infatti avrebbe potuto incidere negativamente come è stato
per quasi la totale restante parte dei comparti economici e
commerciali. Ma per il Porto di Gioia Tauro, così non è stato. Dunque
onore al merito, a chi – management e maestranze – ha saputo penetrare
(invertendo) la tendenza che ha fatto registrare una crisi economica
epocale.

Tra i porti del Mediterraneo, senza dubbio quello di Gioia Tauro è il
più importante per infrastrutture, posizione strategica e dunque per
efficienza; ragion per cui, sta assumendo sempre più la leadership
nell’Europa meridionale. Il lavoro di riqualificazione e rilancio ha
dato i suoi frutti, grazie all’ammodernamento del parco mezzi, alla
demolizione di tre gru di banchina obsolete, al miglioramento delle
banchine e di alcuni fondali al fine di rendere più agevoli e sicure
le manovre delle navi che arrivano, le quali, in considerazione delle
grandi dimensioni, hanno bisogno di una profondità di almeno 16 metri.
Un complesso programma di sviluppo – come riportano i media regionali
– che certamente servirà a rendere il porto maggiormente competitivo.
Ma per essere costantemente competitivo rispetto alle sfide alle quali
l’economia globali chiama, il Porto deve essere inteso anche come
volano per la Zes, altrimenti lo sguardo verso il futuro sarà di
relativa gittata.

La zona economica speciale, guidata da un comitato di indirizzo
composto dal presidente dell’autorità portuale e da un team di
esperti, deve valorizzare le enormi potenzialità del porto, attraverso
la semplificazione dei procedimenti amministrativi per le aziende
investitrici e al contempo, garantire l’esecutività dell’impatto delle
misure agevolative in termini di defiscalizzazione e intercettazione
di finanziamenti per e sul territorio dell’intera area.

La Zes, frutto di un’idea politica istituzionale dedicata al
mezzogiorno, è finalizzata ad incentivare insediamenti
imprenditoriali, per far crescere l’infrastruttura marittima e il suo
indotto.

Ma oggi parlare della ZES non vorremmo potesse apparire come
l’ennesima incompiuta del nostro territorio, piuttosto vorremmo
invece, potesse essere percepita come un volano di sviluppo concreto.
Ciò che si percepisce è che, ad oggi, molti sono i ritardi e le
perplessità che evidenziano le contraddizioni che – ci chiediamo –
sono da ascrivere solo alla governance delle ZES?

Al momento, così com’è oggi strutturato il Comitato di Indirizzo
appare quasi ingessato, non svolgendo un ruolo di sprone in grado di
incidere a favore della modernizzazione industriale delle aree ZES ma
dopo tutta la foga pubblicitaria della istituzione pare sul tema che
anche il governo non dia input perlomeno non evidenti; lo strumento è
invece appetibilissimo per il Paese soprattutto oggi nella fase post
Covid-19.

L’attuale meccanismo di incentivi della Zes prevede il credito
d’imposta per i grandi gruppi industriali che fatturano miliardi di
euro dunque in una visione che veda la Zes di Gioia Tauro incastonata
in un sistema paese che attui scelte di politiche industriali
soprattutto oggi con l’ arrivo dei miliardi del Recovery Fund, noi
pensiamo potrà essere un importante viatico per la ripresa economica
del Paese non trascurando che anche la piccola e media impresa locale
potrebbe avere un futuro serio che crei occupazione vera, quella che
potrebbe rilanciare l’area di Gioia Tauro e non solo. Il nostro
territorio ha bisogno di un’economia reale in grado di incidere
concretamente nelle casse dei piccoli imprenditori affinché possano
essere datori di lavoro di giovani altamente formati a questo
proposito apprezziamo la vision del ‘Cefris’ che si sta attrezzando in
questa direzione.

Occorrono reti, occorre un patto sociale affinché anche con Città
Metropolitana e Regione Calabria si facciano interventi mirati a
riqualificare la parte logistica ad oggi potenzialità inespressa. Con
la riqualificazione di capannoni oggi in disuso e con la attivazione
di vie di collegamento ad oggi poco curate e poco accessibili al resto
della Calabria. Dalla zona ionica reggina al resto del territorio
regionale, le infrastrutture stradali e non solo sono da adeguare.

L’area di Gioia Tauro deve inoltre, essere ben connessa all’aeroporto
di Reggio (la cui non/fruibilità aprirebbe un altro tema scottante) e
con quello di Lamezia e Crotone, proprio per essere in grado di
attrarre l’attenzione e la convenienza di investitori che non
‘sentano’ lontano geograficamente ed economicamente un polo strategico
come il Porto di Gioia Tauro.

La Zes – e il suo futuro – saranno il termometro delle opportunità per
nuova occupazione e una fattiva crescita del lavoro competente. Senza
questa prospettiva, anche la positiva attività di gestione della
struttura Porto, rischia di essere contingente e non poter fare da
moltiplicatore, senza politiche economiche di accompagnamento e
sostegno all’indotto che essa genera invece la Zes potrebbe essere la
chiave di volta. Non bisogna perdere questa occasione di futuro e si
può fare assieme, in una rete pattizia di volontà reali al servizio
del territorio metropolitano.

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