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TAURIANOVA (RC), TUESDAY 27 OCTOBER 2020

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Ritorna in libertà il dott. Vincenzo Cilona, responsabile dell’Arsac di Gioia Tauro Era sottoposto agli arresti domiciliari in seguito all’operazione “Swipe” della Procura di Palmi

Ritorna in libertà il dott. Vincenzo Cilona, responsabile dell’Arsac di Gioia Tauro Era sottoposto agli arresti domiciliari in seguito all’operazione “Swipe” della Procura di Palmi

E’ ritornato in libertà il dott. Vincenzo Cilona, responsabile dell’ARSAC di Gioia Tauro, finito nei giorni scorsi agli arresti domiciliari in seguito all’operazione “Swipe” condotta dal Commissariato di Gioia Tauro coordinato dalla Procura della Repubblica di Palmi.
Nei confronti del dott. Cilona, e di altri 16 indagati, sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, assenteismo e truffa.
Secondo quanto emerso dalle indagini svolte, attraverso appostamenti e pedinamenti oltre che con filmati, ad avviso degli inquirenti, gli indagati a turno avrebbero strisciato numerose volte il “badge” d’ingresso, situato negli uffici, per conto dei colleghi, al fine di attestarne falsamente la presenza sul posto di lavoro.
In occasione dell’interrogatorio di garanzia, effettuato dal Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Carlo Alberto Indellicati, che aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare, ed alla presenza del difensore avvocato Antonino Napoli, il Cilona ha contestato tutte le accuse fornendo una diversa descrizione dei fatti.
Il difensore del dott. Cilona, l’avvocato Antonino Napoli, in seguito all’interrogatorio del proprio assistito ha depositato una corposa istanza, corredata da numerosi allegati che hanno corroborato il narrato dell’indagato e che hanno indotto il Pubblico Ministero, dott. Rocco Cosentino, a disporre degli approfondimenti investigativi, esitati in una nota del Commissariato P.S. di Gioia Tauro, i quali hanno confermato che, seppur il CILONA ha “goduto” della timbratura del proprio cartellino da parte di altri dipendenti, si trovava, comunque, in ufficio in quei giorni.
Pertanto, il GIP accogliendo le ragioni difensive ha revocato la misura cautelare rimettendo in libertà il dott. Cilona che, adesso, potrà ritornare al proprio lavoro.

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