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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 15 LUGLIO 2024

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Reggio, sequestro di beni a imprenditore Reggino. La Dia mette i sigilli a beni per 2 mln Un sequestro di beni per un valore di due milioni di euro è stato messo a segno dalla Dia nei confronti di un imprenditore del Reggino accusato di essere vicino ai clan e quindi "socialmente pericoloso"

Reggio, sequestro di beni a imprenditore Reggino. La Dia mette i sigilli a beni per 2 mln Un sequestro di beni per un valore di due milioni di euro è stato messo a segno dalla Dia nei confronti di un imprenditore del Reggino accusato di essere vicino ai clan e quindi "socialmente pericoloso"
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REGGIO CALABRIA – La direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria su proposta del direttore della Dia ha proceduto a mettere in atto un decreto di sequestro di beni per un valore di 2 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, sezione misure di prevenzione, presieduto da Ornella Pastore, nei confronti di Domenico Barbieri 57enne, imprenditore reggino, operante già dalla metà degli anni ’80, nel settore dell’edilizia, e oggi detenuto e ritenuto “componente della cosca Buda-Imerti”, egemone nel territorio ricadente nei comuni di Villa San Giovanni, Fiumara di Muro e territori vicini.

In particolare la decisione di procedere al sequestro è stata il frutto di una articolata attività di indagine patrimoniale, condotta dal centro operativo Dia di Reggio Calabria, volta a verificare le modalità di acquisizione dell’ingente patrimonio societario riconducibile all’imprenditore. il collegio, tenuto conto degli elementi di indagine, ha ritenuto che l’imprenditore reggino fosse «soggetto portatore di pericolosità sociale qualificata», affermando, sotto il profilo patrimoniale, che «la richiesta di sequestro appare supportata da elementi idonei ad esprimere la pericolosità sociale del proposto ed è dunque meritevole di accoglimento».

Con il provvedimento adottato a carico dell’imprenditore è stato disposto il sequestro del patrimonio a lui direttamente o indirettamente riconducibile, stimato in circa 2 milioni di euro, consistenti in quattro immobili a Villa San Giovanni; le quote di otto terreni, nonchè rapporti finanziari in fase di quantificazione, intestati e comunque riconducibili sia all’imprenditore sia ai componenti il nucleo familiare del medesimo.