Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

TAURIANOVA (RC), MONDAY 01 MARCH 2021

Torna su

Torna su

Notizie Popolari

 
 

Partito democratico Taurianova: Il successo ha mille padri, la tragedia e’ orfana! Appreso che finalmente ha avuto fine l’iter di stabilizzazione dei lavoratori ex LSU LPU, augurandoci che esso abbia esito positivo in seguito al parere della COSFEL, non nascondiamo felicità e legittima soddisfazione

Partito democratico Taurianova: Il successo ha mille padri, la tragedia e’ orfana! Appreso che finalmente ha avuto fine l’iter di stabilizzazione dei lavoratori ex LSU LPU, augurandoci che esso abbia esito positivo in seguito al parere della COSFEL, non nascondiamo felicità e legittima soddisfazione

Appreso che finalmente ha avuto fine l’iter di stabilizzazione dei lavoratori ex LSU LPU, augurandoci che esso abbia esito positivo in seguito al parere della COSFEL, non nascondiamo felicità e legittima soddisfazione. Ciò in quanto, è bene ricordarlo, l’approvazione del piano assunzionale, grazie al quale il contingente di precari è stato stabilizzato, fu programmato ed approvato dall’Amministrazione che dal 2015 fino a dicembre 2019 ha guidato la città, tant’è che tale programmazione venne confermata in toto anche dalla Commissione Prefettizia che ha diretto l’ente nel 2020.

La circostanza che adesso siano in tanti a rivendicare meriti, fa tornare in mente solo un famoso detto del compianto presidente J. F. Kennedy, che parafrasando il poeta John Keats disse: “Il successo ha mille padri, la tragedia è orfana”. Abbiamo letto e ascoltato le tante rivendicazioni di successi non propri che in questi giorni hanno intasato colonne di giornali e vetrine social. In particolare ricordiamo che uno di quelli che menano vanti per meriti sicuramente non suoi, fu protagonista di molti incontri e scontri in Municipio, nel corso dei quali avemmo modo di apprezzare la sua non conoscenza del problema, così poco chiara e fuorviata da letture strumentali dei tesati di legge che, davanti alle nostre precise rimostranze, nel momento in cui anche parte dell’allora minoranza sostenne la necessità di approvare la stabilizzazione dei lavoratori precari, altro non seppe fare che raccogliere in fretta le sue carte e sparire all’orizzonte, per poi ripensarci e tornare sui suoi passi. Nel frattempo, con le buone pratiche e soprattutto con criteri di equanimità – cosa che non si può dire dell’attuale amministrazione – si riuscì a far si che la situazione evolvesse favorevolmente. Se non vi fosse stata la crisi, certamente avremmo portato a termine la nostra mission volta alla regolarizzazione di tutti i lavoratori, senza nepotismi e senza occhi di riguardo per parenti vari.

Con questo non reclamiamo ringraziamenti ed elogi di alcun tipo, pretendiamo l’onestà intellettuale che manca purtroppo a molti amministratori e sindacalisti con ambizioni politiche. Abbiamo fatto tutto quanto era in nostra possibilità e in nostro dovere. Dovere di obiettività che tanti oggi tramutano in meriti ed autocelebrazioni dipinte da egocentrica

prosopopea, ostentate nientemeno che da esibizionistiche targhe di riconoscimento per “impegno, dedizione e disponibilità”.

Tali attributi, che onorano ed inorgogliscono la persona, certamente dovevano essere giustificati anche dai fatti e dalle decisioni assunte nei luoghi idonei all’espletamento delle funzioni, ma l’assessore protagonista, adesso soddisfatta del premio, spesso risultava assente quando c’era da decidere il da farsi.

Pazienza. Ce ne faremo una ragione. A chi invece, di memoria strumentalmente corta, non lo ricorda o finge di non ricordarlo, diciamo solo che, sfruttare traguardi e lavoratori esclusivamente come strumenti per conseguire i propri particolari e propagandistici fini, è quanto di più distante dalla morigeratezza e dalla realtà. Più che sindaco di un Comune sembra di avere a che fare con il solito millantatore, il quale fa mostra di titoli di merito che non possiede, forse perché maggiormente impegnato a promettere e sfoggiare, in vista delle imminenti elezioni regionali, invece di concentrarsi su azioni e progetti certamente più necessari.