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TAURIANOVA (RC), MERCOLEDì 12 GIUGNO 2024

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L’Ordine dei medici di Reggio Calabria risponde a Tavernise, “Si alimenta odio verso la classe medica” L’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Reggio Calabria esprime tutto il suo dissenso riguardante il titolo, assolutamente fuorviante e pubblicato su diversi organi di stampa, che riprende le dichiarazioni dell’onorevole Tavernise (M5S): “In Calabria oltre 1350 medici imboscati”

L’Ordine dei medici di Reggio Calabria risponde a Tavernise, “Si alimenta odio verso la classe medica” L’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Reggio Calabria esprime tutto il suo dissenso riguardante il titolo, assolutamente fuorviante e pubblicato su diversi organi di stampa, che riprende le dichiarazioni dell’onorevole Tavernise (M5S): “In Calabria oltre 1350 medici imboscati”

L’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Reggio Calabria esprime tutto il suo dissenso riguardante il titolo, assolutamente fuorviante e pubblicato su diversi organi di stampa, che riprende le dichiarazioni dell’onorevole Tavernise (M5S): “In Calabria oltre 1350 medici imboscati”.
Premesso che il numero citato dall’esponente politico del movimento 5 Stelle non riguarda esclusivamente i medici, che peraltro rappresentano il numero minore rispetto alla totalità del cosiddetto “personale medico imboscato”, ma rappresenta invece la somma tra personale medico, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici di laboratorio ed altre figure professionali, questo Ordine manifesta tutta la sua contrarietà e preoccupazione rispetto ad un problema, peraltro attentamente monitorato in questo ultimo periodo dal governo regionale, che, se non posto correttamente dagli organi di stampa, rischia di alimentare tutte quelle forme di violenza che gli stessi medici si trovano ad affrontare quotidianamente nei vari Pronto Soccorso, nei locali delle Guardie mediche ed in tutte quelle strutture sanitarie dove gli stessi ogni giorno prestano la propria attività professionale con grande spirito di sacrificio e dedicandosi completamente alla cura della salute di tutti i pazienti.
Nel rimarcare tutta la propria contrarietà per un titolo che non fa altro che gettare benzina sul fuoco, alimentando quindi una sorta di odio verso la classe medica e con tutte le conseguenze del caso, questo Ordine chiede di rettificare lo stesso titolo riconducendo il problema nei binari di una normale discussione e cercando le giuste soluzioni per le quali si stanno già adoperando le autorità competenti.