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La lanterna di Diogene

La lanterna di Diogene

| Il 09, Lug 2011

“A parte poche eccezioni, al mondo tutti, uomini e animali, lavorano con tutte le forze, con ogni sforzo, dal mattino alla sera solo per continuare ad esistere: e non vale assolutamente la pena di continuare ad esistere; inoltre dopo un certo tempo tutti finiscono. È un affare che non copre le spese”. Il nostro filosofo si occupa oggi della neo Giunta provinciale di Reggio Calabria

La lanterna di Diogene

“A parte poche eccezioni, al mondo tutti, uomini e animali, lavorano con tutte le forze, con ogni sforzo, dal mattino alla sera solo per continuare ad esistere: e non vale assolutamente la pena di continuare ad esistere; inoltre dopo un certo tempo tutti finiscono. È un affare che non copre le spese”. Il nostro filosofo si occupa oggi della neo Giunta provinciale di Reggio Calabria

 

Alla Provincia di Reggio Calabria c’è un’amministrazione. Dopo tanto navigare tra tempeste e mille bufere di pretese per riscaldare una poltrona, il presidente Giuseppe Raffa ha varato la sua Giunta.

Le riflessioni possono essere tante e diversificate tra di loro, contornate da mille colori e mille spettacolari profondità da cui trarre la propria opinione. Se dovessi dare una mia personalissima opinione mi rifarei ad una frase di Victor Hugo quando scrisse che «La spaventosa livellatrice dell’infimo, la vergogna, era passata su quelle fronti; giunti a quel grado d’abbassamento, tutti subivano le ultime trasformazioni nelle ultime profondità; e l’ignoranza, mutata in ebetismo, era identica all’intelligenza mutata in disperazione. Non v’era possibilità di scelta tra quegli uomini che apparivano allo sguardo come l’elite del fango».

Ma a volte l’essere critici sconfina con la non obiettività degli intenti e si rischia di porre in essere un concetto sbagliato ed  addirittura di dare un giudizio (sommario) di ciò che apparentemente non è per nulla giudicabile visto che nemmeno si è iniziato, quindi, scongiuro chi già parla di “piede giusto”. In quanto chi utilizza tali termini è figlio della soddisfazione di un posto in giunta dato per gentile concessione di logica politica spartitoria.

Una Giunta provinciale che al di là di ogni singolo personaggio ha tre assessori esterni che potevano benissimo essere tre figure femminili. La donna resta sempre al palo nei confronti della politica che nel Mezzogiorno non viene nemmeno considerata ma preferita ai vecchi trasformismi di potere ed ai soliti voltagabbana camuffati da missionari della politica. Non si può e non è decente ed addirittura indecoroso passare da centrosinistra a centrodestra come se nulla fosse. O come se si cambiasse una camicia, ci sono dei valori che vanno rispettati specie nei confronti dei cittadini nel rispetto dei loro voti e delle loro aspettative future. Che razza di idea del rispetto e della dignità diamo come esempio in questa politica che sempre più raggiunge il fondo di un baratro per altri tipi di vicissitudini.

Cambiare idea è lecito ed è rispettabile ma ci sono condizioni morali ed etiche a cui dobbiamo darne e tenerne conto.

Come non si deve non tenerne conto delle parole del presidente Raffa all’atto di presentazione della sua squadra amministrativa quando dice (e precisa) che “che la formazione di ogni Giunta lascia sempre qualcuno scontento. Ma, con i movimenti che non vi sono rappresentati, c’è comunque un forte dialogo. La Giunta è un tutt’uno inscindibile” – ed ancora – “Il rapporto fiduciario tra me e la Giunta che presiedo – ha asserito – è la base del nostro lavoro. Se venisse meno tale punto, sarebbe la stasi. In secondo luogo, ogni assessore sarà periodicamente sottoposto a verifica per controllare lo svolgimento dei lavori. Questa non vuole essere assolutamente una minaccia, ma soltanto un dovere di controllo”. Ed è da queste righe che si evincono due cose, la pressione fatta dai partiti della coalizione che lo sosteneva come un assalto al vaso della marmellata e la difficoltà di costruire una squadra che se qualora non dovesse funzionare, non esiterebbe un attimo a far fuori qualcuno che ha preso la delega di assessore solo come un pennacchio da esibire (più di uno). E quale sia il “proponimento di tematiche cruciali” che la Stampa così come i cittadini potranno aiutare il presidente Raffa non lo si capisce, una cosa però da proporre ci sarebbe stato forse prima della nomina della Giunta, adesso si deve solo attendere il rimpasto con assessori giovani, freschi mentalmente insieme ad una insistente presenza femminile, carente sia in consiglio provinciale che appunto nella Giunta. Un grave e imperdonabile handicap per Raffa.

Solamente così Raffa poteva dare una rottura con il passato e costruire un percorso nuovo e non nominando nella sua squadra qualche “residuo bellico” e soddisfare qualche pretesa di troppo che non fa altro che ledere il suo percorso che l’ha transumato da vicesindaco di un Comune capoluogo a presidente della provincia. Visto che il suo percorso non sarà facile specie negli ultimi tempi con un porto di Gioia Tauro in netto declino, dove si gioisce per una cassa integrazione al posto della mobilità, quando invece si doveva parlare solo di sviluppo e produttività e dopo aver fatto scelte sbagliate che hanno penalizzato un territorio e i suoi lavoratori. Come spero non ci saranno le solite nomine di servizio a questo o a quell’ente di competenza della Provincia per soddisfare i bisogni sia dei “trombati” che dei delusi, e far capire chje le delusioni elettorali si hanno perché la gente, il popolo, i cittadini (elettori) hanno deciso e questo merita rispetto in primis dal presidente Raffa. Senza mai dimenticarlo. E ricordarsi le parole di  Arthur Schopenhauer ossia che «Chi è amico di tutti non è amico di nessuno».

lalanternadidiogene@approdonews.it