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TAURIANOVA (RC), VENERDì 12 APRILE 2024

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dichiara ricevibile il ricorso proposto da un folto numero di dipendenti di SO.GA.S. S.p.A. La società, oggi fallita, che in passato gestiva l’aeroporto di Reggio Calabria. Ammesso ammesso il ricorso proposto da 40 lavoratori con il patrocinio dell’avvocato Francesco Verri e dell’avvocata Viviana Schirripa

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dichiara ricevibile il ricorso proposto da un folto numero di dipendenti di SO.GA.S. S.p.A. La società, oggi fallita, che in passato gestiva l’aeroporto di Reggio Calabria. Ammesso ammesso il ricorso proposto da 40 lavoratori con il patrocinio dell’avvocato Francesco Verri e dell’avvocata Viviana Schirripa

La Corte di Strasburgo, che ha già deciso lo scorso anno una ventina di cause introdotte dall’avvocato Francesco Verri contro l’Italia e condannato il Governo a risarcire i danni morali e a pagare i crediti vantati da fornitori e dipendenti di altrettante società partecipate dichiarate fallite, ha appena ammesso il ricorso proposto da 40 lavoratori di SO.GA.S. S.p.A. con il patrocinio dell’avvocato Francesco Verri e dell’avvocata Viviana Schirripa (rispettivamente partner e associata dello studio legale globale Ontier, in Italia presente a Roma, Milano e dal 2023 anche a Crotone) e dell’avvocata Maria Surace.
La Corte di Strasburgo, si ricorda, ha il potere di condannare gli Stati membri al pagamento dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione ma può anche intervenire facendo gravare sul Governo i debiti delle società controllate inadempienti o dichiarate fallite.
Su tali presupposti, sono partiti quasi duecento ricorsi introdotti dallo stesso avvocato Francesco Verri per il «recupero» di centinaia di milioni di euro. Alcuni sono stati già accolti, altri saranno decisi a breve. Nelle cause definite, la Corte ha proposto al Governo e ai ricorrenti un accordo secondo cui Roma dovrà imporre agli enti locali di pagare i crediti congelati o che sembravano perduti. Entro la stessa scadenza, il Governo dovrà liquidare anche i danni morali. Se lo Stato non rispetterà l’impegno assunto, sarà condannato a pagare i crediti al posto degli enti periferici perché l’inadempimento è considerato una violazione dei diritti fondamentali dell’individuo: il diritto di proprietà e, nel caso di mancata esecuzione di un decreto ingiuntivo o di una sentenza, il diritto al giusto processo.