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TAURIANOVA (RC), MONDAY 23 NOVEMBER 2020

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Italia come Scozia, al via il secondo Whisky Revolution Festival, per gli amanti dell’alcolico torbato Torna il Whisky Revolution Festival, due giorni di attività, masterclass, degustazioni, nuove esperienze e tanto intrattenimento per gli amanti del whisky e non solo, il 19 e 20 ottobre a Castelfranco Veneto (TV)

Italia come Scozia, al via il secondo Whisky Revolution Festival, per gli amanti dell’alcolico torbato Torna il Whisky Revolution Festival, due giorni di attività, masterclass, degustazioni, nuove esperienze e tanto intrattenimento per gli amanti del whisky e non solo, il 19 e 20 ottobre a Castelfranco Veneto (TV)
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Il mondo del whisky è molto inclusivo, lo ha definito così Claudio Riva, fondatore di whiskyclub.it, sottintendendo la partecipazione attiva verso la conoscenza di questo alcolico che ha una storia profonda alla base, da parte di donne, giovani e professionisti, che si stanno avvicinando sempre più allo sposare la filosofia del bere bene e consapevole, e non del semplice rito di apertura della bottiglia. I whisky torbati hanno una tradizione che parte dalle abbazie della Scozia nel 1400 e giunge fino a noi oggi. Scoprire un single malt è scoprire una storia produttiva ma soprattutto il piacere della convivialità. Quasi a ritrovarsi ad affrontare il terzo tempo nel rugby, il momento di condivisione e ospitalità da parte dei padroni di casa, arricchito di cibarie e alcolici. Non a caso il rugby è lo sport tradizionale scozzese e irlandese, i due paesi big nella produzione di questo alcolico torbato, e il Whisky Revolution Festival si terrà a Treviso, patria di una delle due squadre big del medesimo sport, i leoni della Benetton.

Uno dei whisky più amati in Italia è Ardbeg (acquistabile su questo sito). La forte torba nei malti di Port Ellen dà fumo, la lunga fermentazione aiuta ad aumentare la morbidezza e un fruttato pulito e acido, mentre è l’uso di un tubo purificatore nel braccio di Lyne del distillato di spirito che aggiunge una qualità oleosa al prodotto finale e aiuta anche a perfezionare lo spirito stesso. Una politica del legno nuova, moderna ha anche contribuito a dare più rotondità ai single malt Ardbeg.

Nonostante i whisky torbati siano così amati nel belpaese, in Scozia, paese di origine e maggiore produttore di questo alcolico, l’uso della torba è oggetto di dibattito, a tal punto che molte distillerie ne hanno bandito l’uso.  La torba viene utilizzata solo durante una fase del processo di produzione del whisky: la stufatura del malto. Il malto favorisce la germinazione, che converte l’energia contenuta all’interno del grano, rendendolo pronto per la fermentazione in etanolo. Sul pavimento perforato della camera di essiccazione sotto il tetto a pagoda della distilleria, l’orzo maltato viene sparso e un fuoco viene alimentato nel forno sottostante. Si aggiungono pale di torba aromatica e combustibile per reprimere le fiamme; l’obiettivo è una fitta nuvola crescente di fumo di torba grigio chiaro. L’odore caratteristico di torba ricopre lo strato fumoso intorno al grano, gli aromi assorbiti sulla superficie delle bucce umide. L’uso della torba è la cosa più scozzese nella produzione dello scotch. Si può trascurare che l’orzo potrebbe essere maturato in un campo inglese e dimenticare che i bottai spagnoli hanno costruito la botte di quercia europea; è la torba che dà al whisky il suo accento locale.

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