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TAURIANOVA (RC), DOMENICA 28 NOVEMBRE 2021

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I contagi nella Piana di Gioia Tauro stanno subendo incrementi preoccupanti, “realmente” quanti sono? Negli ultimi bollettini regionali la maggior parte dei contagi sono nella provincia di Reggio Calabria. La sola Gioia Tauro (che comunica tutti i giorni puntualmente) ne ha attivi 177, gli altri con le comunicazioni a singhiozzo, hanno un numero (?) di casi attivi non proprio “lusinghieri”

I contagi nella Piana di Gioia Tauro stanno subendo incrementi preoccupanti, “realmente” quanti sono? Negli ultimi bollettini regionali la maggior parte dei contagi sono nella provincia di Reggio Calabria. La sola Gioia Tauro (che comunica tutti i giorni puntualmente) ne ha attivi 177, gli altri con le comunicazioni a singhiozzo, hanno un numero (?) di casi attivi non proprio “lusinghieri”

A volte dire la verità sembra quasi sia un peccato, come anche quello di non accorgersi che la Piana di Gioia Tauro è in questo momento, un “focolaio” di contagi. Dire la verità non è creare allarmismo né tantomeno gridare al lupo al lupo per “rovinare” la serenità pubblica, ma le cose vanno dette, a prescindere e la verità come si sa è sempre figlia del tempo. E quel tempo sembra stia arrivando.
Oggi si riunisce la cabina di regia del Comitato Tecnico Scientifico per stabilire, in base ai contagi ed alle percentuali dei ricoveri, il cosiddetto cambio di colore, è la Calabria (insieme alla Sardegna) rischia da lunedì (anche se i dati risicati potrebbero confernarci ancora in “Zona Bianca”), la “Zona Gialla” come la Sicilia, dove i contagi sono aumentati in maniera smisurata.
Il problema è serio, non va trascurato, visto che il governo sembra intenzionato a “imporre” per legge l’obbligo vaccinale, una misura deplorevole in quanto tu imponi un senso di responsabilità civica, mi sorprendono i vari esponenti politici sul plauso a tale misura, il medioevo era più evoluto in termini di idee. Ma questo è un discorso che faremo quando ci sarà il provvedimento anticipato, tra Green Pass, contagi aumentati di gran numero rispetto alla scorsa estate, però “non vanno in terapia intensiva” e si salvano la vita… vai a vedere la scienza che negli ultimi anni sembra più una bandiera al vento multidirezionale. Ma nessuno che dice, anzi lo dicono in pochi che se magari utilizzassimo tutte le precauzioni del caso, come evitare assembramenti, indossare le mascherine quando non si può mantenere la distanza ed altre leggerezze tipo funerali, matrimoni ed altre cerimonie religiose le quali sono stati fonte di focolai. Ma si sa la doppia morale esiste anche in tempi di Covid. Ad esempio non si comprende se per sedermi a prendere un caffè al chiuso devo avere il Green Pass, mentre per andare in chiesa non è necessario. O se devo prendere un treno ad alta velocità posso contrarre il virus e quindi c’è l’obbligatorietà del Green Pass, mentre in un treno regionale no, come se il Coronavirus fosse anche una sorta di radical chic salottiero (sic!).
Bene, detto ciò, ieri Gioia Tauro, dal comunicato del sindaco Aldo Alessio, ha 177 contagi attivi con 14 decessi dall’inizio pandemia. Taurianova è ferma (come un treno regionale rispetto alle alte velocità della Piana), a due giorni fa con 59 contagi attivi. Palmi invece se la prende con calma, al 28 agosto u.s. a 55 contagi. Cittanova al 30 agosto con 54 contagi. Bagnara Calabra ne ha invece, ferma al 1° settembre, 84 contagi attivi.
Da alcuni giorni il bollettino regionale calabrese, registra il numero maggiore di contagi nella provincia di Reggio Calabria, ad esempio solo ieri con 324 contagi in tutta la regione, 144 sono solo nella provincia di Reggio Calabria, e negli altri bollettini precedenti la provincia reggina ha mantenuto spesso il triste record. Ma i Comuni non comunicano in tempo i contagiati o non gli vengono riferiti? Ma tutti questi contagi nella provincia reggina registrati nel bollettino regionale, che fine fanno?
Comprendiamo bene la questione economica, il rischio di un nuovo lockdown il quale sembra, da indirizzi governativi, con l’obbligatorietà del vaccino, non dovrebbe più verificarsi anche in vista di altre ondate che, a nostro avviso, visto i numeri attuali, ne siamo coinvolti già da quest’estate, ma si sa, tutto fa brodo e i ristoranti, bar e altre attività commerciali devono respirare. In tempi di Covid abbiamo capito una cosa ed è che c’è una regola non scritta nella Costituzione del terzo millennio, il diritto all’economia vale più del diritto alla salute.
(GILar)