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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 15 LUGLIO 2024

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Gioiosa Jonica, i carabinieri sequestrano i beni ad un esponente della cosca Ursino

Gioiosa Jonica, i carabinieri sequestrano i beni ad un esponente della cosca Ursino

| Il 14, Lug 2012

Si tratta di Vincenzo Bruzzese. Sigilli alla villa del valore di 300.000 euro

Gioiosa Jonica, i carabinieri sequestrano i beni ad un esponente della cosca Ursino

Si tratta di Vincenzo Bruzzese. Sigilli alla villa del valore di 300.000 euro

 

 

Alle prime ore del mattino di oggi, in Gioiosa Jonica, Grotteria e Mammola (RC), i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica (RC), davano esecuzione al decreto di sequestro beni emesso il 17 maggio 2012 dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – di Reggio Calabria in base alle normative antimafia (art. 20 D.Lsg n.159/2011), nei confronti del più volte indagato per reati associativi finalizzati al traffico di sostanze stupefacenti BRUZZESE Vincenzo, appartenente alla ‘ndrangheta nella sua articolazione locale denominata cosca “URSINO’, con base operativa in Gioiosa Jonica (RC), ma con estese ramificazioni anche nel nord/Italia (in particolare Torino e suo hinterland) ed all’estero.

Nella fattispecie, veniva sequestrata la villa di residenza dell’interessato, nel cui giardino sono presenti piante pregiate ed il cui perimetro è protetto da un sofisticato sistema di video sorveglianza a circuito chiuso, del valore complessivo di oltre 300.000 euro, all’interno del quale, tra l’altro, in data 28.03.2006, nel corso di un’operazione dei Carabinieri, venne scovato anche un rifugio bunker.

Con lo stesso provvedimento veniva disposto il sequestro di:

– un appartamento situato al quarto piano di un fabbricato a sei piani fuori terra ubicato in Grotteria Mare (RC), intestato alla madre ZAVAGLIA Giulia classe 1933, del valore approssimativo di euro 80.000;

– un appezzamento di terreno di mq 2000 ubicato in agro di Mammola (RC), intestato alla moglie DIANA Susanna classe 1972, del valore di euro 20.000,00 circa;

– un’autovettura marca BMW serie 3 del valore di euro 30.000,00, intestata alla moglie DIANA Susanna.

– un c/c bancario cointestato con la moglie Diana Susanna dell’ammontare di euro 10.000.

Il decreto di sequestro trae origine da un’articolata indagine patrimoniale sviluppata dai Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica nell’anno 2011. I militari, esaminando attentamente il patrimonio del Bruzzese, constatavano che detti beni potevano costituire il reimpiego dei profitti delle attività criminose commesse dal BRUZZESE Vincenzo, evidenziando altresì una netta sproporzione tra quanto ufficialmente dichiarato dallo stesso ed il patrimonio nella disponibilità della famiglia. Il minuzioso lavoro ha permesso di raccogliere gli elementi contenuti nella richiesta per l’applicazione della misura. La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, concordando pienamente con l’attività svolta dai Carabinieri, avanzava richiesta alla competente Sezione misure di prevenzione del Tribunale reggino che emetteva il provvedimento.

Il destinatario, sin dalla giovane età, ha indirizzato i propri interessi nel settore del malaffare e, soprattutto, in quei circuiti criminali che si occupano del traffico e spaccio di droga. Diverse sono le inchieste giudiziarie riguardanti il traffico e spaccio di droga in cui è rimasto coinvolto, tra le quali spiccano: l’operazione “TSUNAMI 2”, sviluppata dal Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, che si concretizzava con l’emissione di OCC in carcere emessa dal GIP DDA di Reggio Calabria il 28.03.2006 per il reato di cui all’art. 73 del DPR 309/1990; l’operazione “TSUNAMI 3” portata avanti dal medesimo Reparto, da cui scaturiva un’altra OCC in carcere per il reato di cui all’art. 73 e 74 del DPR 309/1990; l’operazione “Black And Withe” della Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni (RC), sfociata con OCC in carcere emessa il 02.10.2008 dal GIP DDA di Reggio Calabria per associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di droga e per ultimo operazione “CRIMINE 3” da cui nasceva l’OCC in carcere emessa il 06.07.2011 dal GIP DDA di Reggio Calabria in ordine agli stessi delitti.