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TAURIANOVA (RC), VENERDì 21 GIUGNO 2024

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Crisi porto di Gioia Tauro, il M.E.I.C. diocesano : “No al taglio dei posti di lavoro”

Crisi porto di Gioia Tauro, il M.E.I.C. diocesano : “No al taglio dei posti di lavoro”

| Il 20, Giu 2011

Ai lavoratori e alle loro famiglie, in un momento di grave turbamento per le precarie prospettive future,  tutta la vicinanza e solidarietà che tale vertenza  richiede

Crisi porto di Gioia Tauro, il M.E.I.C. diocesano : “No al taglio dei posti di lavoro”

Ai lavoratori e alle loro famiglie, in un momento di grave turbamento per le precarie prospettive future,  tutta la vicinanza e solidarietà che tale vertenza  richiede

 

 

Giovedì  16 giugno 2011 in occasione di un momento di preghiera guidato dal Vicario Generale della Diocesi di Oppido Mamertina – Palmi mons. Giuseppe Demasi presso il piazzale antistante la Cappella del porto di Gioia Tauro, il MEIC diocesano tramite il suo presidente prof. Salvatore Misiano, ha diramato il seguente comunicato stampa: M.E.I.C. –

MOVIMENTO ECCLESIALE DI IMPEGNO CULTURALE DIOCESI DI OPPIDO-PALMI Gruppo “Luigi Marafioti”

In seguito alle notizie allarmanti che giungono dagli organi di informazione circa la crisi occupazionale che investe le maestranze del porto di Gioia Tauro, ove si prospetta di tagliare definitivamente circa trecento posti di lavoro da parte della società che gestisce il porto,  la MCT, a causa anche del disimpegno da parte della grande compagnia di navigazione danese MAERSK, la quale intende trasferire le proprie attività di transhipment in porti più remunerativi,

IL M.E.I.C. DIOCESANO in linea con i propri scopi statutari improntati ad una visione cristiana delle relazioni sociali, ove i valori della solidarietà, fratellanza e amore per il prossimo in difficoltà debbono rappresentare le idee guida dell’agire sociale,

INTENDE ESPRIMERE ai lavoratori e alle loro famiglie, in un momento di grave turbamento per le precarie prospettive future,  tutta la vicinanza e solidarietà che tale vertenza  richiede.

FA APPELLO inoltre, a tutti i soggetti istituzionali e non, coinvolti in  questo dramma sociale a prodigarsi affinché, la Piana tutta non debba subire ulteriori tagli sul fronte occupazionale,  già cronicamente precario. Spera per il futuro che  le attenzioni delle varie autorità di governo si concentrino inoltre sullo sviluppo della vasta area industriale retrostante (circa 86 ettari) al porto che da sola se ben gestita , ad esempio con mirate politiche economiche basate su  incentivi, potrebbe garantire certa  e stabile occupazione per centinaia di addetti.