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TAURIANOVA (RC), LUNEDì 10 AGOSTO 2020

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Coronavirus, mentre ci sono assembramenti selvaggi ovunque, viene approvato il nuovo Dpcm Da oggi entra in vigore il nuovo decreto anti Covid fino al 31 luglio. Nei luoghi chiusi resta l’obbligo di coprire naso e bocca, chiuse ancora le discoteche al chiuso

Coronavirus, mentre ci sono assembramenti selvaggi ovunque, viene approvato il nuovo Dpcm Da oggi entra in vigore il nuovo decreto anti Covid fino al 31 luglio. Nei luoghi chiusi resta l’obbligo di coprire naso e bocca, chiuse ancora le discoteche al chiuso
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Mentre in giro c’è tanto rilassamento con assembramenti di ogni genere, mentre sembra che sia tornato tutto alla normalità come se quei mesi di chiusura fossero solo un ricordo lontano, in barba a quanto stanno virologi, medici e scienziati sulla paura di una presunta ondata di ritorno del coronavirus. Un virus che ancora nessuno conosce, ma che l’unica precauzione acclarata è quella come ogni virus di utilizzare le mascherine e lavarsi le mani spesso, evitando ogni contatto fisico. E dove ancora di vaccino non c’è traccia se non mere ipotesi di ricerca. E dove ancora, in alcuni paesi i contagi sono ancora alti così come i decessi. In Italia si proroga l’emergenza fino al 31 luglio.
Entra oggi in vigore il nuovo decreto del presidente del Consiglio, con un solo articolo e tre brevi commi dove vengono confermate le più elementari, ma fondamentali precauzioni come la mascherina obbligatoria nei luoghi chiusi, il distanziamento e soprattutto il divieto di assembramento. Sembrerebbe una battuta (di cattivo gusto) quest’ultima condizione perché in giro non solo c’è una palese violazione della regola, vedi le movide notturne, le manifestazioni politiche, e mentre il campionato di calcio riparte senza pubblico, nelle piazze dalla più grande alla più piccola città, ci sono degli assembramenti continui, perenni e in barba alle regole. Tant’è che gli scienziati proprio l’altro ieri hanno lanciato l’allarme in merito a tali assembramenti giovanili.
Nel Dpcm discusso in Parlamento vengono allegate le linee guida sul trasport discusse con le Regioni, il divieto di ingresso dei 13 paesi extra Schengen.
Quello che dovrebbe essere il principio base (valido principalmente per stazioni, aeroporti e porti) riguarda la sanificazione su tutti i mezzi dei trasporti, fino ai dispenser e la misurazione della temperatura che non deve superare i 37.5 gradi. A chi ha sintomi di infezioni respiratorie si raccomanda di non salire a bordo. Torna la possibilità di portare il trolley in cabina, si consiglia di limitare al massimo gli spostamenti all’interno dell’aeromobile e si prevedono percorsi e procedure specifiche per evitare assembramenti al momento dell’imbarco e della discesa
Resta inoltre l’obbligo della mascherina in tutti i luoghi chiusi e all’aperto quando non è possibile mantenere il distanziamento tra persone di almeno un metro. Si rammenta che quando si indossa la mascherina, sia la bocca che il naso devono essere coperti. Dunque, mascherina se si sta in fila in attesa di entrare in un luogo pubblico o privato, nei bar e nei ristoranti quando ci si alza dal tavolo, per entrare in palestra, quando si sta dal parrucchiere, dal barbiere o nei centri estetici. Vale per i clienti, ma vale soprattutto per gestori e personale che sono obbligati a tenerla sempre addosso. Non è invece obbligatorio indossarla negli uffici privati.
Mentre sui treni a lunga percorrenza, “è possibile usufruire dei servizi di ristorazione e assistenza a bordo treno per i viaggi a media lunga percorrenza con modalità semplificate che evitino il transito dei passeggeri per recarsi al vagone bar. In particolare, il servizio è assicurato con la consegna ‘al posto’ di alimenti e bevande in confezione sigillata e monodose, da parte di personale dotato di mascherina e guanti”. Oltre alla posizione dei posti come sempre per evitare assembramenti.
Il Dpcm prolunga il divieto di apertura delle discoteche al chiuso fino al 31 luglio. Nei locali all’aperto è invece consentito l’ingresso, ma non si potrà ballare in pista.
Lo stesso discorso vale per le sagre, fiere ed eventi pubblici nella convinzione che non sia possibile prevedere misure meno rigide di quelle attualmente in vigore in tutti quei luoghi dove c’è il rischio di affollamento delle persone e non sia garantito l’uso della mascherina. Il decreto legge tuttora in vigore delega comunque alle Regioni la scelta di decidere in autonomia le riaperture sulla base dell’andamento dei contagi e dei risultati del monitoraggio che tiene conto della tenuta delle strutture sanitarie e della curva epidemica. Le limitazioni imposte a livello centrale riguardano anche le feste private dove va evitato l’assembramento.
Inoltre viene prorogato fino al 31 luglio, “il divieto di ingresso e transito in Italia di chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o è transitato in 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana”. In quanto sono le nazioni che “hanno un alta percentuale di incidenza del virus in rapporto alla popolazione”. Gli italiani che si trovano in questi Paesi possono rientrare in Italia ma sono obbligati a rimanere per 14 giorni in quarantena. La stessa misura riguarda chi proviene dagli Stati Uniti. La quarantena è stata confermata «per tutti gli arrivi dai Paesi extra Ue ed extra Schengen come misura precauzionale.
Infine una precisa e particolare attenzione riguarda gli “sbarchi sulle nostre coste con rigorosi controlli sanitari ed obbligo di quarantena per tutti coloro che arrivano”.
C’è il serio timore che si creino dei nuovi focolai, soprattutto nelle varie comunità straniere. Sono stati inoltre potenziati i controlli alle frontiere per chi proviene da Stati europei dove alto è il numero dei contagi, l’ingresso per motivi di lavoro è consentito, ma devono registrarsi e comunicare la presenza alle Asp.
Non ci sono variazioni per quanto concerne le elezioni di settembre, compreso il referendum, l’unica cosa che dobbiamo osservare è evitare assembramenti, ma soprattutto non pensare che siamo immuni dal virus.

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