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TAURIANOVA (RC), SATURDAY 28 NOVEMBER 2020

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Coronavirus, Conte, “sarà un Natale sobrio senza feste o curva si impenna” Dal 3 dicembre saranno previste restrizioni soltanto per le zone rosse. Feste vietate, cenone solo con i familiari e coprifuoco rinviato di un’ora

Coronavirus, Conte, “sarà un Natale sobrio senza feste o curva si impenna” Dal 3 dicembre saranno previste restrizioni soltanto per le zone rosse. Feste vietate, cenone solo con i familiari e coprifuoco rinviato di un’ora

“A Natale dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile”, così il premier Giuseppe Conte nel suo intervento all’assemblea Anci. “Al di là delle valutazioni scientifiche occorre buonsenso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive”.
Lo stesso premier rafforza il suo pensiero dicendo che “Non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo prepararci a un Natale più sobrio, anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all’economia”.
Prima ancora anche Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico aveva detto, “A Natale il cenone non si può fare”, aggiungendo che “Anche io sono abituato a Natale a fare il cenone con 20 persone, ma quest’anno non si può. Si riaprirà qualcosa, in alcune aree già dal 3 dicembre. Ma non possiamo fare un Natale da liberi tutti, abbiamo fatto un’estate da liberi tutti e abbiamo avuto conseguenze durissime. Quindi anche per lo shopping speriamo di non vedere quelle scene di resse nei negozi per accaparrarsi offerte, non ce lo possiamo permettere”.
Il piano dovrebbe prevedere per quanto concerne le feste, è scontato il divieto per feste e cenoni con persone di nuclei familiari diversi, mentre si cercherà di evitare in ogni modo gli spostamenti verso quelle Regioni dove i contagi sono elevati. Soprattutto per evitare gli errori della scorsa estate.
Mentre per quanto riguarda i negozi, i governatori chiedono la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana e non è escluso che si decida di prorogare l’orario dei negozi al dettaglio proprio per favorire lo scaglionamento agli ingressi. Miozzo aveva anche parlato di “seminormalità, se si rispetteranno le regole”.
Il nodo bar e ristoranti, altro punto dolente che ha creato molti dissapori e proteste, è in discussione la riapertura la sera nelle zone gialle e in parte della giornata anche in quelle arancioni. Potrebbe rimanere il limite dei quattro posti a tavola, o al massimo essereo aumentato a portato a sei.
I pranzi e le cene a casa avranno la raccomandazione e rimanere in famiglia proteggendo gli anziani e le persone fragili, ma dando per scontato che il numero delle persone potrebbe essere più alto di quello previsto per i locali pubblici.
(GiLar)

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