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TAURIANOVA (RC), SABATO 15 AGOSTO 2020

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Coronavirus Calabria, perché non aumentare i tamponi ai cittadini? Oramai siamo ad un punto di grave confusione seppur i dati sono contenuti, ma si va avanti per ipotesi e con grandi incertezze

Coronavirus Calabria, perché non aumentare i tamponi ai cittadini? Oramai siamo ad un punto di grave confusione seppur i dati sono contenuti, ma si va avanti per ipotesi e con grandi incertezze
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Sicuramente siamo all’interno di una catastrofe mondiale, non c’è via d’uscita allo stato attuale che possa rassicurare la nostra salute. Questa pandemia sta distruggendo vite umane, rapporti, abitudini e condizioni sociali. Siamo in un punto in cui una pandemia di questa portata nessuno se l’aspettava. Ancora oggi i morti sono tanti (oltre 600), troppi direi, mentre ci rassicurano sui contagi che diminuiscono e sui posti che si svuotano nelle terapie intensive, ma ogni giorno si registra una media di seicento decessi. Una strage senza fine.
Non va per niente bene e il disagio della gestione dell’epidemia è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo davanti un nemico sconosciuto che sta colpendo inesorabilmente senza tregua. Non riusciamo a sconfiggerlo.
In Calabria, sì è vero, abbiamo dati contenuti, i cittadini si stanno comportando bene, stanno chiusi a casa, tranne qualche idiota che scarrozza come se nulla fosse e in certi casi, assurdo, anche qualche positivo come i dati della prefettura ci hanno descritto. Ma il problema è, quando finirà? Nessuno lo sa, niente è stato così incerto come la stagione che stiamo vivendo.
Ci sono solo ipotesi e nessuna certezza. L’unica costante vera è che occorre stare dentro e perché? Ovviamente come ogni virus per evitare il contagio affinché si propaghi e crea danni seri più di quanto non ne abbia già creato.
Con tutto il rispetto per i medici e i sanitari in genere che stanno svolgendo un lavoro massacrante con i maggiori rischi per la loro salute aiutando gli altri.
Oggi in Calabria, l’ennesima chiusura di un Comune per un sospetto focolaio dentro una casa di cura, in tutto ad oggi le misure di contenimento hanno causato la chiusura di dieci Comuni. Addirittura dalla chiusura di un Comune come San Lucido, dopo il provvedimento i contagi sono aumentati del 900%, una condizione assurda che in condizioni normali ci farebbe rabbrividire. Ma dobbiamo stare lucidi perché ogni precauzione non è mai troppa.
Avulso da ogni polemiche che in questo momento sarebbero inopportune, una sensazione che si sta avvertendo è che noi calabresi ci sentiamo un po’ soli a combattere contro questo mostro. Non si sente quella partecipazione istituzionale che tutti vorremmo avere a differenza di Regioni come la Lombardi, il Veneto, la Campania stessa, dove si vedono i governatori sempre presenti sul territorio a dimostrare la loro vicinanza al popolo. Siamo sempre in un’attesa trepidante con quel fatidico bollettino delle 17, con la solita intervista di rito chiusa in una sorta di castello dorato. Così come facevano i sultani di un tempo. Addirittura ad un certo punto si era pure paventata una censura da minculpop sulla divulgazione dei dati, impedendo alle altre aziende sanitarie di non farlo, poi fortunatamente ritirata. Ma il problema serio è che in questa Regione si fanno pochi tamponi.
Ad esempio, oggi nel bollettino del Gom ci sono stati zero positivi, bene, ma i tamponi erano solo 40. Ieri all’Asp di Reggio 160 con tre contagi. Se con l’aumento dei tamponi amentano i positivi, allora non sarebbe meglio iniziare da questi dati? A livello regionale abbiamo una media di 400-450 tamponi quotidiani, ad oggi sono stati effettuati 17.569, ma in Calabria siamo quasi due milioni di abitanti. E abbiamo subito l’esodo del Nord appena ci fu la famosa fuga di notizie del governo centrale.
Il virus è sconosciuto certamente, nessuno sa come fermarlo se non con un vaccino il quale ancora tarderà ad arrivare. Ma forse, dico forse, stare a casa sì, ma aumentare i tamponi non sarebbe cosa buona e giusta?
Altrimenti non ne usciremo più, insieme al fatto che a nostro avviso c’è una bomba sociale pronta ad esplodere fatta di disperazione e miseria. E si sa, solo un vaccino può sconfiggere queste anomalie ed è la speranza, ma fino a quando?

Discussione (1 commenti)

  1. Maria

    Penso che l’unico dato certo e terrificante siano solo le morti e quella curva che monitora il numero dei positivi un elemento fuorviante e pericoloso. Finora si è andati pressoché a tentoni: l’OMS ha inizialmente sottovalutato gli effetti, le notizie da te arrivano frammentarie e a volte contraddittorie. La realtà ci sta dimostrando che non è vero che uccide solo gli anziani che avevano altre patologie. Non è vero che basta un metro di distanza ma è necessario, piuttosto, che tutti indossino le mascherine, a prescindere. E se i positivi possono essere asintomatici, che senso hanno i numeri accertati ed il loro andamento? Pur non avendo gravi sintomi un positivo resta lo stesso un veicolo ignaro e quindi più pericoloso di trasmissione. Quello che ci si deve augurare è che si manifesti, almeno, in forma lieve e l’unica arma che abbiamo, la distanza
    sociale, metta al riparo e salvi la vita a chi è più a rischio finché non trovano un vaccino.

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