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TAURIANOVA (RC), MERCOLEDì 12 GIUGNO 2024

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Comuni…fusi!

Comuni…fusi!

| Il 10, Feb 2014

L’avvocato Cardona sulla necessità di unificare gli enti locali

Comuni…fusi!

L’avvocato Cardona sulla necessità di unificare gli enti locali 

 

 

La fusione, nell’ordinamento statuale e nel diritto amministrativo italiano è l’unione fra due o più comuni contigui ed è disciplinata dal Testo Unico degli Enti Locali, approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n.267.
Dal 1° gennaio 2014 il numero ufficiale dei comuni italiani è pari a 8.071 unità amministrative, solo in Calabria sono 409.
Ma servono tutti questi comuni?
Alcuni enti locali hanno iniziato ad unificare prima gli uffici tecnici (infatti si riscontra lo stesso tecnico in più comuni) così come il Segretario Comunale lo si ritrova a scavalco tra più municipi, per non parlare della polizia municipale con gli organici accorpati per territori limitrofi.
E’ bene unirsi per minimizzare i costi e massimizzare i profitti, ma di fatto pur determinandosi in questo virtuoso proposito, non lo fanno fino a cancellare il sindaco e il consiglio ed imporre un unificante dictator romano, a questo ci pensa la praefectura quale organo decentrato delle amministrazioni.
Certamente non sono i costi stipendiali del sindaco e degli assessori o i gettoni di presenza dei consiglieri a defraudare le emaciate poste dei bilanci comunali, ma sicuramente gli appalti e gli incarichi pubblici sono una spesa importante che fa gola a molti politici corrotti.
Unificare gli enti locali limitrofi, attraverso il referendum consultivo dei residenti in questi comuni, è la sola strada maestra percorribile se si vuole seriamente parlare di risparmio nella spesa pubblica e contestuale diminuzione delle tasse e dei balzelli locali.
L’unificazione dei comuni rappresenta il futuro del nostro territorio.
Da una gestione unitaria e più efficiente delle risorse nel territorio si ricaverebbe una serie di importanti vantaggi: trasporto pubblico locale, gestione del ciclo dei rifiuti, urbanistica, politiche del turismo e della cultura, sono tutti settori in cui ci sarebbe sempre più bisogno di concertazione e raccordo.
Devo veramente credere che l’identità culturale dei comuni verrebbe messa a repentaglio dalla fusione, quando, per converso la necessità di “unificare le forze” renderebbe più efficace e funzionale la presenza di consistenti Comuni all’interno di una società ben organizzata a servizio dei Cittadini?
Se la carenza di vocazioni ha imposto allo Stato Vaticano di accorpare molte parrocchie, la inflattiva vocazione laica di candidarsi a sindaco non subisce cali sintomatici, per cui credo che l’unificazione e la riduzione degli incarichi politici nei comuni sarà necessaria e transiterà non più per referendum consultivi, ma verrà imposta per legge come peraltro sta succedendo per le Province.