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TAURIANOVA (RC), SABATO 15 GIUGNO 2024

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Caputo (Pdl): “L’autismo riconosciuto quale malattia sociale”

Caputo (Pdl): “L’autismo riconosciuto quale malattia sociale”

| Il 08, Giu 2011

“Assicurando una rete accessibile di servizi con funzioni di diagnosi e riabilitazione e garantendo al contempo un costante sostegno alle famiglie”

Caputo (Pdl): “L’autismo riconosciuto quale malattia sociale”

“Assicurando una rete accessibile di servizi con funzioni di diagnosi e riabilitazione e garantendo al contempo un costante sostegno alle famiglie”

 

 

REGGIO CALABRIA – “L’autismo, riconosciuto quale malattia sociale, va efficacemente fronteggiato, assicurando una rete accessibile di servizi con funzioni di diagnosi e riabilitazione e garantendo al contempo un costante sostegno alle famiglie”.

E’ quanto dichiara il Presidente della Prima Commissione “Affari istituzionali – Affari generali”, Giuseppe Caputo (Pdl) che, in materia, ha presentato un’articolata proposta normativa.

Dal titolo “Interventi per la diagnosi, la riabilitazione e l’assistenza a favore di persone con disturbi autistici e dello spettro autistico dall’età evolutiva a quella adulta”, il testo si compone di 16 articoli.

Come ricorda il Presidente Giuseppe Caputo “l’Autismo è un disturbo del neurosviluppo che configura una disabilità permanente complessa di natura neurobiologica, con esordio nei primi tre anni di vita del bambino. Tale disabilità colpisce pervasivamente la comunicazione, la socializzazione ed il comportamento e può assumere espressività variabile durante il ciclo di vita. Forti le problematiche relazionali connesse poiché, se lasciati senza cure, i bambini autistici, non sviluppano abilità sociale e possono non imparare a parlare o a comportarsi in modo appropriato. L’esclusivo approccio neuropsichiatrico – sottolinea Caputo – non consente di far recuperare al minore un’accettabile vita di relazione, rendendosi piuttosto necessario un approccio medico multidisciplinare”.

La presentazione della proposta – afferma il consigliere regionale – muove “dalla constatazione di un significativo aumento dei disturbi dello spettro autistico (il numero dei soggetti affetti sembra essersi quadruplicato in dieci anni) e dalla consapevolezza dell’inefficacia dell’attuale modello sanitario e di assistenza scolastico-riabilitativa con pesanti ricadute sulla salute del soggetto affetto nonché sul benessere della sua famiglia”.

“Da qui, la necessità di un rapido e profondo processo di riorganizzazione dei servizi sanitari per garantire diagnosi tempestiva; continuità tra diagnosi e progetto terapeutico, infine, previsione, colmando un vuoto, di interventi anche per l’età adulta. Un ruolo fondamentale – continua Caputo – è svolto dalla famiglia e dalla sua preparazione ad affrontare una malattia con caratteristiche di ‘multifattorialità. In questa direzione, l’intervento normativo considera fondamentale il sostegno alla famiglia anche per i pesanti risvolti economici della malattia; basti pensare che il bilancio, sempre più gravoso, comprende visite specialistiche, esami di laboratorio, alimenti speciali, farmaci, training riabilitativo e varia tra i 10.000 ed i 40.000 euro l’anno”.

“Per raggiungere tutti gli obiettivi previsti, è necessario – evidenzia ancora Caputo -dare vita ad un modello organizzato di servizi integrati che tenga conto di quanto stabilito a livello nazionale dal Tavolo tecnico Autismo tenutosi nel 2008, con la definizione da parte di ogni Regione delle proprie linee guida in conformità alle indicazioni dettate dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA)”.

Secondo il Presidente della Prima Commissione “Risulta indispensabile una rete di servizi accessibile sin dai primi anni di vita del bambino che possa fornire supporto medico, psicologico, pedagogico e sociale, adeguato per fascia di età (infanzia, adolescenza ed età adulta), interagendo con la famiglia, la scuola e, qualora possibile, il mondo del lavoro”.

“Tra i passaggi più qualificanti la proposta – ha concluso Caputo – l’istituzione di un Centro regionale Autismo a supporto delle attività svolte dai servizi territoriali, di un Comitato provinciale Autismo e di altri soggetti chiamati a concorrere nel percorso diagnostico e riabilitativo. Infine, la promozione della ricerca e della formazione degli operatori”.