Gioia Tauro, Mimma Raso: “il linguaggio del sindaco Scarcella crea imbarazzo a tutta l’opinione pubblica”
Ago 02, 2026 - redazione
Dichiarazione di indignazione del Vicepresidente del consiglio di Gioia Tauro Domenica Raffaela Raso Il rispetto non è un favore concesso all’avversario politico ma è il fondamento della democrazia, è il primo “dovere” di chi ha l’onore di rappresentare una comunità. Ciò che desta profonda preoccupazione non è soltanto il dissenso politico, che è parte essenziale della democrazia, ma il linguaggio utilizzato da chi rappresenta l’intera comunità.Definire un componente della minoranza, a giro quasi tutti, e più in generale chi esprime posizioni diverse “ignorante”, significa rinunciare al confronto delle idee per ricorrere all’offesa personale, significa che non siamo più di fronte a una fisiologica contrapposizione politica ma ci troviamo di fronte ad un linguaggio che non si addice al ruolo istituzionale che un Sindaco è chiamato a esercitare.Questo è un atteggiamento che non appartiene a chi è chiamato ad amministrare con equilibrio, rispetto e senso delle Istituzioni.Si può vincere un’elezione, ma non si vince il diritto di insultare chi la pensa diversamenteIl Sindaco non rappresenta soltanto chi lo applaude. Rappresenta anche chi lo critica, chi vota contro di lui e chi ogni giorno esercita il diritto, sacrosanto, di fare opposizione.La forza di un amministratore non si misura dalla capacità di offendere. Si misura dalla capacità di convincere con i fatti e non con le menzogne. Per questi motivi non bisogna dimenticare che c’è una differenza enorme tra avere una maggioranza e credere di avere la verità in tasca.Se per rispondere alle critiche servono gli insulti, significa che gli argomenti iniziano a scarseggiare.C’è inoltre un principio che dovrebbe essere scolpito nella pietra: nessuno deve sentirsi dire di “lasciare il proprio paese” perché esprime un’opinione diversa.Dire a un cittadino o a un rappresentante eletto che dovrebbe “andarsene” dal proprio paese significa negare, almeno sul piano politico e morale, il principio del pluralismo e senza pluralismo non vi è libertà; senza libertà il confronto democratico perde la sua essenza e questo è davvero estremamente grave.Il paese è di tutti, non della maggioranza del momento.Le istituzioni appartengono ai cittadini, non a chi le amministra temporaneamente.La politica dovrebbe abbassare i toni, non esasperarli.Dovrebbe costruire ponti, non scavare fossati.Dovrebbe discutere di opere, servizi, bilanci, progetti e futuro, non trasformare il Consiglio comunale in un’arena di insulti e offese personali.Chi governa dovrebbe ricordarsi una cosa molto semplice:- il consenso passa, le istituzioni restano.- il rispetto verso chi la pensa diversamente non è un gesto di cortesia è il primo dovere di chi ha scelto di rappresentare una comunità intera.E ancora dovrebbe avere ben chiaro che la democrazia vive:- del confronto, non dell’umiliazione;- del rispetto reciproco, non dell’insulto;- dell’inclusione, non dell’esclusione.Le divergenze si affrontano con argomenti, non con etichette offensive o inviti ad abbandonare la propria comunità.Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di dare l’esempio, di mantenere un linguaggio rispettoso e di favorire un clima di dialogo.Quando questo principio viene meno, non si colpisce soltanto il componente della minoranza di turno, ma si indebolisce il rispetto delle istituzioni e si alimenta una pericolosa divisione tra cittadini.La maggioranza ha il diritto e il dovere di governare così come la minoranza ha il diritto e il dovere di controllare, proporre, criticare. Queste non sono due funzioni in conflitto: sono i due pilastri sui quali si regge ogni autentica democrazia.L’autorevolezza di un amministratore non deriva dalla forza delle parole offensive, ma dalla forza delle proprie idee, dalla ricerca del consenso attraverso il buon esempio, la competenza e la capacità di ascolto e non attraverso la delegittimazione dell’avversario.Il Sindaco è il primo garante dell’unità della comunità che rappresenta ed è tenuto ad amministrare nell’interesse di tutti, non soltanto di coloro che ne condividono le posizioni.Per questo esprimo ferma censura nei confronti di dichiarazioni offensive che alimentano divisioni invece di ricomporle.Le istituzioni meritano rispetto e il rispetto si manifesta prima di tutto attraverso il linguaggio. Ecco perché ritengo necessario sottolineare che le parole di chi governa non sono mai soltanto parole, esse orientano il clima civile, definiscono il livello del confronto pubblico e contribuiscono a rafforzare o a indebolire la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni.Io continuerò a svolgere il mio ruolo con fermezza, senso di responsabilità e rispetto per tutti. Chiedo che lo stesso rispetto sia riconosciuto a chi esercita, con piena legittimità, il mandato ricevuto dai cittadini Chiedo che lo stesso rispetto venga riconosciuto a chi esercita, con piena legittimità, il mandato ricevuto dai cittadini che in nome della libertà, hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero nella piena convinzione che il dissenso non è un fastidio da eliminare ma è il sale della democrazia e la dignità delle Istituzioni si difende ogni giorno, con il buon esempio.



