Riceviamo e pubblichiamo dall’ex sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio
Premessa
La Sindaca Scarcella continua a mantenere un atteggiamento che non si smentisce mai. Totalmente inconsapevole della portata giuridica delle sue affermazioni e abituata a non ammettere o volere contraddittorio, mi attacca ancora una volta, come fa quotidianamente sin dall’inizio della sua campagna elettorale e successivamente dalla sua elezione a sindaca.
Il video del 18 gennaio: una comunicazione senza precedenti
In data 18 gennaio, la Sindaca ha diffuso una incredibile comunicazione video, priva di qualsiasi prudenza istituzionale. Ha dimenticato di essere la stessa Sindaca che – con delibera motivata – aveva affidato un incarico di difesa legale all’Ente nei confronti di una dipendente precaria. Quest’ultima aveva denunciato una presunta discriminazione di genere nel rapporto di lavoro con il Comune.
Ebbene, nella comunicazione video, la Sindaca ha sostanzialmente sostenuto non le ragioni del Comune (consacrate negli atti difensivi), ma le ragioni della dipendente precaria. Il suo unico scopo era quello di addossare responsabilità al sottoscritto, con l’ossessione consueta di portare le “carte” all’attenzione della Corte dei Conti.
Questa ossessione sarebbe bene che la coltivasse solo per sé stessa, considerati i danni erariali già provocati all’Ente con note e conosciutissime vicende. Tralascio, per dignità, le espressioni offensive e sconvenienti usate nei miei confronti.
La mia risposta: pacatezza e argomenti
Ho risposto a quella odiosa comunicazione video con pacatezza e argomenti, evidenziando le giuste ragioni rappresentate dall’Ente.
Ma non solo. Dal momento che la Sindaca ha ritenuto decoroso esaltare pubblicamente la figura – come donna e come madre – di una dipendente precaria, dipingendo l’Ente come responsabile di comportamenti discriminatori di genere (cosa che io escludo per motivate ragioni), ho ritenuto doveroso ricordarle le vergognose attività svolte dalla sua stessa Amministrazione.
Mi riferisco al trattamento riservato alla Responsabile dell’Ufficio legale del Comune, una professionista massacrata con contestazioni disciplinari, sospensioni dal lavoro e infine con la soppressione dell’Ufficio legale stesso. Situazioni già considerate illegittime dalle autorità giudiziarie ordinaria e amministrativa.
È inutile dire come la Sindaca – ritenendosi intoccabile nella sua folle autoreferenzialità – abbia colto l’occasione per esprimere nei confronti della Responsabile dell’Ufficio legale giudizi ed espressioni offensive, discriminatorie e ingiuste.
La questione del processo Hybris
Nell’occasione ho anche ritenuto di chiedere alla Sindaca informazioni sulla situazione processuale del Comune nel processo Hybris. Il Comune, già costituitosi parte civile durante la mia Amministrazione, non risultava aver presentato le conclusioni alla data del 13 gennaio, mentre tutte le altre parti civili avevano già concluso.
Chiedevo semplicemente se, successivamente, il Comune avesse avuto la possibilità di presentare le conclusioni. Null’altro sul punto.
L’attacco intimidatorio
Ebbene, questa Amministrazione, evidentemente priva di qualsiasi decorosa consapevolezza del ruolo istituzionale, ha ritenuto di rispondere con un attacco violento quanto inutile alla mia persona. Un’aggressione di natura chiaramente intimidatoria che sarà portata alla valutazione della Procura della Repubblica.
Con un commento che tradisce la difficoltà della Sindaca e dell’Amministrazione di distinguere tra “costituzione di parte civile” e “deposito delle conclusioni della parte civile” (ancora non depositate alla data del 13 gennaio), mi si contesta di aver accusato l’Amministrazione Scarcella di non essersi costituita nei processi di mafia.
Pura invenzione: o non sanno leggere, o – come sempre – tentano di fare confusione, confidando nella disattenzione della gente.
Il messaggio intimidatorio
Ma superandosi in volgarità indegna del ruolo, la Sindaca ritiene di mandare un messaggio chiaramente intimidatorio. La Sindaca e la sua Amministrazione pretendono che io debba tacere e “fare il pensionato”, affermando che non avrei alcun titolo per “sapere, commentare o giudicare le scelte giudiziarie dell’Ente”.
La mia risposta: non mi faranno tacere
Ricordo di essere cittadino gioiese, eletto dal popolo di Gioia Tauro per quattro volte come Sindaco della Città, Cavaliere al merito della Repubblica e, da sempre, uomo libero e onesto, che ha sempre pagato i tributi comunali.
Ho combattuto malaffare e mafia tutta la vita, sono stato per anni sotto scorta. La prima costituzione di parte civile contro la ‘ndrangheta l’ha fatta la mia precedente amministrazione nel 1998. Abbiamo acquisito, in data 23 marzo 1999, il primo bene confiscato alla ‘ndrangheta, l’ex Euromotel, al patrimonio indisponibile del Comune di Gioia Tauro. Nella qualità di sindaco pro-tempore sono stato testimone in numerosi processi contro la ‘ndrangheta.
Non mi farò mettere il bavaglio da personaggi senza storia.
Rassegnatevi. Difenderò la mia città. Sempre.



