Gioia Tauro, Aldo Alessio, “La sindaca pro tempore Scarcella racconta solo bugie”. Ecco i Fatti

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Riceviamo e pubblichiamo

La bugia è l’anticamera dell’imbroglio

La Sindaca pro tempore continua a intorbidire volutamente le acque, consapevole di mentire. Ogni sua mossa è calcolata per distrarre l’opinione pubblica quando emergono notizie su cui preferisce sorvolare. Le tegole le stanno cadendo addosso giorno dopo giorno e, per questo motivo, sente la necessità di tirare in ballo, sempre e comunque, la precedente amministrazione Alessio.

Ormai conosciamo a memoria questa strategia: quando le cose vanno bene è merito suo; quando vanno male è colpa di Alessio.

I fatti: nessuna discriminazione

La dipendente di cui abbiamo sentito parlare ieri, oggetto di presunte discriminazioni da parte mia, era stata assunta con un incarico fiduciario proprio da me, per gestire l’ufficio Tributi, con un contratto a tempo parziale (18 ore settimanali), e con incarico a termine. Prestava quindi servizio due giorni a settimana perché all’epoca quello era il budget finanziario disponibile.

Con l’approvazione del nuovo bilancio si è riusciti ad accantonare più soldi per assumere un Responsabile a tempo pieno, come era giusto e doveroso, anche in considerazione degli obiettivi di risanamento economico che l’Amministrazione si era posta. Ecco perché l’Amministrazione ha bandito una nuova selezione per cercare un funzionario responsabile dell’Ufficio Tributi a tempo pieno (36 ore settimanali).

Intanto il contratto della dipendente era scaduto, perché a termine, e soprattutto la dipendente non aveva partecipato né chiesto di partecipare alla nuova procedura di selezione del funzionario a tempo pieno. Nessuno ha cacciato nessuno. L’interessata, infatti avrebbe potuto tranquillamente partecipare alla nuova selezione, anziché aspettare che la selezione si concludesse con la nomina di altro professionista, per poi agire legalmente nei confronti del Comune.

Se c’è qualcuno che “umilia, calpesta e violenta moralmente” i lavoratori e le lavoratrici, quello non sono io. La mia storia personale insegna!

Le contraddizioni della Sindaca

L’avvocato che ha seguito il processo contro la lavoratrice si chiama Sabina Pizzuto ed è stato nominato non da Alessio, ma dalla Sindaca Simona Scarcella. Non oggi, non ieri, ma addirittura a novembre 2024, ovvero subito dopo la sua elezione.

Sorge spontanea una domanda: se la procedura seguita dall’amministrazione Alessio era sbagliata e la causa infondata, perché la Sindaca ha dato incarico a un avvocato esterno contro la lavoratrice, destinando a tal fine significative somme del bilancio comunale?

Perché non ha trovato un accordo transattivo con lei? Perché non ha abbandonato il processo o, meglio ancora, non ha assunto direttamente la lavoratrice al posto dei due funzionari che si è scelta appena arrivata (e che tutt’oggi paghiamo)?

L’incarico alla Pizzuto è stato dato con questa motivazione:

“RILEVATA, pertanto, la necessità di assicurare la continuità della tutela legale e l’opportuna difesa tecnica del Comune di Gioia Tauro nel contenzioso giudiziario di cui appena detto, al fine di contrastare in sede giudiziaria le deduzioni formulate dalla ricorrente e garantire la tutela degli interessi e dei diritti dell’Ente…”

È la Sindaca e la sua Giunta che devono spiegare alla Corte dei Conti perché si sono costituiti contro la lavoratrice se non c’era motivo, addirittura pagando inutilmente (se la causa era sbagliata) il legale esterno che poi ha perso.

Il silenzio sul processo Hybris

La Sindaca fa il diavolo a quattro quando può utilizzare le disgrazie altrui a proprio vantaggio, presentandosi come paladina dell’antimafia o delle donne. Eppure, sul processo Hybris – in cui la precedente amministrazione Alessio si è costituita parte civile – regna il silenzio più assoluto.

Martedì 13 gennaio 2025, tra le parti civili che hanno presentato le conclusioni contro gli imputati per mafia, l’unico assente era il Comune di Gioia Tauro. L’avvocato esterno nominato dalla Sindaca è riuscito a rimettersi in termini o ha perso il diritto di costituirsi parte civile nel processo di mafia?

Inoltre, se è vero – come si dice in città – che ha ricevuto proiettili a casa sua, come mai non ha sollevato una questione nazionale, essendo stata minacciata presumibilmente dalla ‘ndrangheta? Anche su questo problema: nessun video, nessun consiglio comunale convocato d’urgenza, nessuna presa di posizione politica contro la ‘ndrangheta. Non abbiamo avuto modo di conoscere il suo pensiero, che pure esprime quotidianamente su temi ben più futili.

La sentenza del TAR e il caso Saffioti

Anziché leggerci la sentenza di una lavoratrice che probabilmente non aveva né ha interesse a tutta questa pubblicità, come mai non abbiamo visto alcun video in cui la Sindaca ci spiegava il contenuto della sentenza del TAR? In quella sentenza, un’altra lavoratrice ha vinto contro il Comune per difendere un ufficio storico dell’Ente come l’Avvocatura comunale.

Ma soprattutto, perché non ha ancora riaperto l’ufficio legale come ha stabilito il Tribunale? O ci sono sentenze che si applicano e sentenze che non si applicano?

Quattro procedimenti disciplinari contro la dipendente Saffioti

E quanto a umiliazioni, violenze morali e vessazioni, è vero o non è vero che sono state questa Sindaca e la sua Assessora agli affari legali, Damiana Petrelli – entrambe donne, avvocate, mamme, cristiane – ad avviare contro la dipendente Saffioti non uno, non due, non tre, ma quattro procedimenti disciplinari appena hanno messo piede in Comune?

Mandare a casa per sei mesi una lavoratrice ingiustamente, come ha accertato anche un Giudice del Lavoro, è violenza o l’ha solo “spostata di stanza” come ci ha fatto credere?

Eppure la Sindaca è per le donne, è per le mamme, è per i lavoratori e le lavoratrici, è per l’amore cristiano. È persino vittima lei stessa di mobbing, o almeno così ha cercato di farci credere quando qualcuno le ha fatto critica politica con i suoi stessi metodi (video, dirette, nomi).

Così si difendono le donne? O ci sono donne da difendere e donne da massacrare nell’indifferenza di tutti?

Chi è la vera perseguitata?

Ma chi è la vera perseguitata? La dipendente che difendeva il Comune nelle cause contro il marito della Sindaca, oppure la Scarcella che ha chiuso quell’ufficio legale appena arrivata, avviando sanzioni a raffica contro la Saffioti e trattandola come un’appestata?

Conclusioni

È facile sparare numeri e fatti senza avere carte alla mano e senza che nessuno possa controbattere, costringendo la gente per bene a fare denunce per difendersi.

Se siete capaci di amministrare, amministrate, anziché cercare capri espiatori per coprire le vostre mancanze. Proprio nel rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici di cui tanto vi riempite la bocca, un po’ di silenzio non guasterebbe. È davvero volgare, prima che illegale, sentire parlare delle lavoratrici in questo modo proprio da una donna, ma soprattutto da una Sindaca.

Una cosa è certa: la magistratura farà il suo corso.

Aldo Alessio