General Motors, ad oggi 87 i risarcimenti milionari ai parenti delle vittime

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Il numero delle transazioni raggiunte da General Motors con le famiglie delle vittime
del difetto del blocchetto dell’accensione è salito ad 87. Le richieste di risarcimento
hanno inizio nel 2002, quando a fine metà 2000 arrivano sul mercato i primi modelli
con il blocchetto di accensione difettoso, che ha portato ad un richiamo di massa
ed ad un’indagine federale. Qualcuno, in GM, sapeva, ma non ha parlato. A metà settembre
2014 erano stati raggiunti 19 accordi con una crescita costante fino a 36 all’inizio
di dicembre e poi sino a 42 nel mese di gennaio. Nel mese di febbraio erano 57, il
mese scorso 77, e alla fine della scorsa settimana 84. A oggi sono stati raggiunti
87 accordi con i parenti delle vittime mentre sono 93 le transazioni fatte con gli
infortunati. Lo scorso 31 gennaio, allo scadere dei termini per presentare le richieste
di danni, la GM ne ha contate 4.343, di cui 478 relative a decessi ma sono solo 244
le richieste considerate ammissibili. All’origine del più grosso scandalo che
abbia mai investito il colosso americano sta una molla difettosa da 50 centesimi
di dollaro. Si trovava nel blocchetto di accensione di una decina di milioni di automobili,
tutte prodotte dalla General Motors. La vicenda, venuta a galla quasi un anno e mezzo
fa, ha portato all’attivazione di un maxi richiamo per il cui completamento saranno
necessari almeno due anni ed ad una multa di 35 milioni di dollari. E ha causato
l’avvicendamento ai vertici aziendali ed al taglio di molti dirigenti responsabili
dell’accaduto.General Motors, ha stimato che risarcendo tutte le vittime potrebbe
spendere dai 400-600 milioni di dollari.GM ha richiamato per il problema del blocchetto
di accensione 2,6 milioni di veicoli, tra cui 2,2 milioni negli Stati Uniti. Il richiamo
include Saturno Ion prodotte fra il 2003 ed il 2007, Saturno Skys 2007-2010, Chevrolet
HHRs 2005-2011, Pontiac Solstizi 2006-2010 e i modelli Chevrolet Cobalt e Pontiac
G5 2005-10.Tutto ha inizio nel 2002, anno della commercializzazione della Chevrolet
Cobalt e della Saturn Ion, cioè i primi due modelli a montare il blocchetto difettoso.
La costante elastica della molla è troppo bassa e non riesce sempre a vincere il
peso della chiave. Basta avere un portachiavi troppo pesante o prendere una buca,
e la chiave si sposta autonomamente dalla posizione on a quella off, senza che magari
il guidatore se ne accorga. A quel punto è un attimo, spariscono servosterzo e servofreno,
si attiva il bloccasterzo e il controllo dell’auto è compromesso. Se tutto va
bene non accade nulla e si riesce ad accostare, se tutto va male ci si può ammazzare,
accettando anche l’ironia della sorte che non ha fatto intervenire l’Abs, gli
airbag e gli altri dispositivi di sicurezza prima e durante l’impatto.La cosa peggiore
osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è che
General Motors sapeva tutto già nel 2004, e non richiamò i veicoli in quanto i
dirigenti di allora, giudicarono troppo costosa l’attivazione di un richiamo “in
confronto al possibile costo delle effettive riparazioni che saranno probabilmente
richieste in garanzia”. Nel 2006 sostituirono il blocchetto dell’accensione che
era stato modificato utilizzando una molla più resistente, anche se non con i valori
previsti dal capitolato originale, senza modificare il codice identificativo del
pezzo, riuscendo così a eludere i controlli della Nhtsa, l’ente governativo
americano per la sicurezza stradale, fino al 2010. Nel frattempo, aumentarono incidenti
e vittime.