Femminicidio a Messina, 50enne uccisa a coltellate. Fermato l’ex compagno, era ai domiciliari ma senza braccialetto

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MESSINA (ITALPRESS) – Una donna di 50 anni è stata trovata morta nella sua abitazione di via Lombardia, nel quartiere Lombardo, a Messina. Il corpo è stato scoperto ieri sera intorno alle 20 all’interno dell’appartamento in cui la donna viveva da sola. A fare la tragica scoperta sarebbe stata la figlia, preoccupata perché la madre non rispondeva al telefono da diverse ore. Una volta entrata in casa, la giovane si è trovata davanti alla scena del delitto e ha immediatamente dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e della Squadra Mobile.

Sul corpo della vittima sarebbero stati riscontrati diversi segni di arma da taglio: secondo le prime informazioni, la donna sarebbe stata colpita con più coltellate. Nel corso delle indagini un uomo è stato fermato dagli investigatori. Si tratterebbe dell’ex compagno della vittima, un 67enne, che ha confessato l’omicidio. L’uomo, che era già agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per precedenti reati contro la persona, dopo l’interrogatorio avrebbe ammesso le proprie responsabilità ed è stato condotto in carcere. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, sarebbe andato a casa della donna per parlare con lei, ma sarebbe stato respinto. Gli agenti della Squadra Mobile di Messina impegnati nelle indagini hanno individuato quella che ritengono essere l’arma usata per uccidere la donna: un coltello rinvenuto accanto a un cassonetto dei rifiuti, a poca distanza dall’abitazione della vittima.

Dalle prime ricostruzioni investigative emerge che la relazione tra la donna e l’uomo di 67 anni sarebbe durata solo pochi mesi, segnata però da frequenti rotture e successivi riavvicinamenti. L’anno scorso la 50enne aveva deciso di interrompere il rapporto e, secondo quanto accertato, l’uomo l’avrebbe aggredita violentemente. In quell’occasione la donna lo denunciò, ma il giorno seguente ritirò la querela, nonostante il parere contrario dei familiari. All’inizio del 2026 il 67enne sarebbe tornato da lei e l’avrebbe nuovamente aggredita. La vittima si era quindi recata all’ospedale Piemonte per le cure del caso e aveva presentato un’altra denuncia. Per l’uomo erano scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di reati contro la persona.  

Al momento del delitto, secondo quanto emerge, l’uomo si trovava ancora agli arresti domiciliari. La misura cautelare era stata disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura, con l’applicazione del braccialetto elettronico per il controllo a distanza. Il dispositivo, tuttavia, non sarebbe mai stato installato perché, come confermato dal difensore dell’uomo, non ve ne erano disponibili. Di fatto l’uomo si trovava quindi ai domiciliari ma senza il sistema elettronico di monitoraggio previsto dal provvedimento del gip. Un dettaglio che ora emerge nel quadro dell’inchiesta e che potrebbe aprire ulteriori interrogativi sulla gestione delle misure di controllo nei confronti del 67enne.

– Foto xr6/Italpress –

(ITALPRESS).