Emergenza rifiuti, sindaco di Celico scrive al suo omologo di Cosenza. “Demagogia le accuse di Occhiuto”

banner bcc calabria

banner bcc calabria

“La mia battaglia non è politica ma è per una maggiore legalità della gestione. Luigi Corrado, ha poi dato mandato ai propri legali di fiducia “di verificare se ci siano gli estremi per querelare il sindaco di Cosenza”

Emergenza rifiuti, sindaco di Celico scrive al suo omologo di Cosenza. “Demagogia le accuse di Occhiuto”

“La mia battaglia non è politica ma è per una maggiore legalità della gestione”. Luigi Corrado, ha poi dato mandato ai propri legali di fiducia “di verificare se ci siano gli estremi per querelare il sindaco di Cosenza”

 

CELICO (COSENZA) – “Capisco bene che un sindaco, nel vedere la città che egli stesso amministra, totalmente sommersa dai rifiuti, cerchi in tutti i modi di giustificarsi, ma tra questo e dire che l’increscioso spettacolo che mostra la sua città sia da additare alla mia persona penso sia pura demagogia”. E’ quanto afferma, in una lettera aperta, il sindaco di Celico, Luigi Corrado, in replica alla presa di posizione del primo cittadino di Cosenza, Roberto Occhiuto, che aveva additato il collega quale responsabile del mancato smaltimento della spazzatura per il divieto di conferimento dei rifiuti nella discarica del comune della provincia. “La Presila – aggiunge Corrado – si è dotata di un impianto di trattamento di rifiuti che lei, sindaco Occhiuto, ostinatamente, per ignoranza o per convenienza, continua a chiamare discarica. Quello che è sorto a Celico, e volutamente si sorvola sulle gratuite illazioni riferite alle clientele ed al percolato,è un impianto, dove è possibile fare pretrattamento e preselezione di rifiuti, dove è possibile fare la stabilizzazione dei rifiuti organici e dove è presente una discarica di servizio. La mia non è una battaglia politica, io non vado sostenendo che i rifiuti di Cosenza sono meno ‘profumati’ dei rifiuti della Presila, per me i rifiuti, indipendentemente dalla loro provenienza, sono il prodotto di una società consumistica di cui tutti certamente siamo responsabili. La mia è una battaglia per la legalità, è una battaglia per una maggiore legalità sulla gestione dei rifiuti”. “Diversamente da quanto lei dice – sostiene ancora il sindaco di Celico – non vado sostenendo a priori che i rifiuti urbani della sua città o di altri Comuni non possono essere conferiti nell’impianto di Celico, sostengo viceversa, che nell’impianto sito nel mio Comune vengano conferiti, rifiuti provenienti da raccolta differenziata e per una quantità tale da poterne consentire, in relazione alla potenzialità dell’impianto, il pretrattamento previsto dalla legge. Ed è per questo che mi sto opponendo e mi opporrò con forza ai dispositivi del dipartimento ambiente della Regione Calabria”.

Verifica estremi querela a Occhiuto
Il sindaco di Celico, Luigi Corrado, ha dato mandato ai propri legali di fiducia “di verificare se ci siano gli estremi per querelare il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, per quanto detto alla stampa, pubblicato in rete, e dichiarato agli organi di informazione televisivi”. La decisione è stata presa, riporta un comunicato del sindaco Corrado, “a seguito delle affermazioni rilasciate e delle pubblicazioni fatte in questi giorni dal sindaco della città di Cosenza riguardanti il mancato conferimento dei rifiuti nel Polo Tecnologico di Celico da parte della città capoluogo, con le quali Mario Occhiuto ha indicato quale unico responsabile del blocco il sindaco di Celico, Luigi Corrado”. Ciò, prosegue la nota di Corrado, “al fine di tutelare la propria onorabilità, l’istituzione che rappresenta, nonchè la propria incolumità fisica, visto anche il tenore e la gravità delle dichiarazioni rese”.

Ecco la lettera integrale

Caro collega,
stante le sue ultime considerazioni, rese pubbliche con ogni mezzo, credo sia d’obbligo per lo scrivente, replicare e fare un po’ di chiarezza su quanto Lei va affermando in questi giorni.
Io, capisco bene, che un Sindaco nel vedere la città che egli stesso amministra, totalmente sommersa dai rifiuti, cerca in tutti i modi di giustificarsi, ma tra questo e dire che l’increscioso spettacolo che mostra la sua città sia da additare alla mia persona penso sia pura demagogia. Lei carissimo Sindaco, forse dimentica o volutamente fa finta di dimenticare, che gli ultimi 18 anni di gestione dei rifiuti, di cui 16 di gestione commissariale e 2 di gestione regionale, a nulla hanno portato se non ad un susseguirsi di emergenze e di inchieste giudiziarie.
Forse carissimo Sindaco lei non sa, che già nel lontano 1994, a seguito della prima emergenza rifiuti, ancora una volta, nella discarica di Celico furono convogliati i rifiuti di Cosenza. La lungimirante Presila di allora, caro collega, quando la maggior parte dei Comuni, come il suo, applicava il famosissimo e gettonatissimo art. 12 del DPR 915, (che tradotto, voleva dire che ogni buca era buona per essere riempita di rifiuti), si dotò di due discariche controllate, una a Celico, a servizio di cinque Comuni e l’altra a Pedace, a servizio di tre Comuni. La Presila, di oggi, ancora una volta lungimirante ed attenta alle politiche ambientali, cerca di gestire i rifiuti nel rispetto della legalità. Carissimo collega, caso mai non lo sapesse, la Presila Cosentina è una realtà, dove vengono raggiunte percentuali di raccolta differenziata altissime, dove si pratica una raccolta porta a porta spinta, dove gli ingombranti vengono raccolti previa semplice richiesta, dove si procede alla raccolta dell’olio domestico esausto, dove sono state realizzate delle isole ecologiche, dove ogni mastello è identificato con un codice a barre, che ci consente di monitorare costantemente le frequenze di raccolta dei mastelli stessi. La Presila, ancora una volta lungimirante, si è dotata di un impianto di trattamento di rifiuti che Lei, Sindaco Occhiuto, ostinatamente, per ignoranza o per convenienza, continua a chiamare discarica. Quello che è sorto a Celico, caro Sindaco, e volutamente si sorvola sulle gratuite illazioni riferite alle clientele ed al percolato, è un impianto, dove è possibile fare pretrattamento e preselezione di rifiuti, dove è possibile fare la stabilizzazione dei rifiuti organici e dove è presente una discarica di servizio.
Tutto questo, carissimo collega, è una gestione dei rifiuti che può essere assunta a modello e che rappresenta una conquista rispetto alla tutela dell’ambiente. Tutto questo, carissimo Sindaco è stato ottenuto dopo un lungo lavoro di educazione e di informazione che va avanti da un quarto di secolo e che Lei oggi, mi spiace dirlo, campanilisticamente e demagogicamente tenta di spazzare via con un semplice colpo di spugna. Difendere con i denti questo modello di gestione non mi pare significhi “opprimere la crescita dei calabresi”, caso mai, caro collega è vero il contrario.
Caro Sindaco, la mia battaglia, non è una battaglia politica, io non vado sostenendo che i rifiuti di Cosenza sono meno “profumati” dei rifiuti della Presila, per me i rifiuti, indipendentemente dalla loro provenienza, sono il prodotto di una società consumistica di cui tutti certamente ne siamo responsabili. La mia è una battaglia per la legalità, è una battaglia per una maggiore legalità sulla gestione dei rifiuti.
Come certamente Lei saprà, stante il suo ruolo di Sindaco “esperto in materia ambientale”, è sancito, ai sensi dell’art. 7 comma 1 del D.Lgs n° 36/03, che i rifiuti urbani non possono essere conferiti direttamente in discarica, bensì devono prima subire un pretrattamento che è ben definito in una nota della Commissione Europea di costituzione in mora del governo italiano per la violazione della direttiva 1999/31/Ce e della direttiva 2008/98/Ce. In sintesi, la Commissione, ha precisato che: “il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a modificare le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurre il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero, abbiano altresì l’effetto di evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente nonché i rischi per la salute umana”. In altre parole, al fine di ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente nonché i rischi per la salute umana è un obbligo, prima di conferire i rifiuti in discarica, procedere, con una adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e con la stabilizzazione della frazione organica.
Caro sindaco io, diversamente da quanto Lei dice, non vado sostenendo a priori che i rifiuti urbani della sua città o di altri Comuni non possono essere conferiti presso l’impianto di Celico, sostengo viceversa, che nell’impianto sito nel mio Comune vengano conferiti, rifiuti provenienti da raccolta differenziata e per una quantità tale da poterne consentire, in relazione alla potenzialità dell’impianto, il pretrattamento previsto dalla legge. Ed è per questo che mi sto opponendo e mi opporrò con forza ai dispositivi del dipartimento ambiente della Regione Calabria, che finora, dopo due anni di gestione, come uniche soluzioni alla problematica dei rifiuti in Calabria, hanno proposto in primo luogo di andare in deroga alla legge, in barba alle infrazioni comunitarie ed in un secondo momento, pare dal prossimo maggio in poi, a spedire i rifiuti addirittura in Olanda.
In ultimo, e con questo chiudo, mi preme sottolineare che è per me un onore essere ricordato come il Sindaco della sagra della patata, iniziativa stagionale per la valorizzazione delle attività peculiari dell’ altopiano silano, non credo però possa dirsi lo stesso per Lei, che invece pare, verrà ricordato come il Sindaco delle luci, e stante la sua professione di architetto saprà meglio di me che dove vi sono luci, conseguentemente vi sono anche delle ombre, come quella di una cattiva gestione dei rifiuti. Certo della chiarezza e la stima che le porto come Sindaco della Città capoluogo La saluto cordialmente.

Luigi Corrado