Domenico Cento: “L’ospedale di Gioia Tauro spogliato di tutti i servizi”

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L’ex presidente del Consiglio comunale di Gioia Tauro chiede “che i cittadini della Piana abbiano garantito il diritto Costituzionale enunciato nell’articolo 32, per cui, tra l’altro pagano tasse salatissime”

Domenico Cento: “L’ospedale di Gioia Tauro spogliato di tutti i servizi”

L’ex presidente del Consiglio comunale di Gioia Tauro chiede “che i cittadini della Piana abbiano garantito il diritto Costituzionale enunciato nell’articolo 32, per cui, tra l’altro pagano tasse salatissime”

 

 

Riceviamo e pubblichiamo:

Ancora nessun mattone, a Palmi, che
segnali l’inizio dei lavori per il nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro, al
contrario, invece, un altro mattone pesante viene tolto dall’ospedale di Gioia
Tauro. Al presidio ospedaliero, Giovanni XIII°, viene chiusa Radiologia nelle
ore notturne. Progredisce la regressione a livello sanitario, nella Piana
gioiese, che non garantisce, ai cittadini, neanche l’assistenza sanitaria di
primo soccorso. Partiamo dall’inizio, cioè da quando, con l’ormai famoso
decreto106, per il rientro del debito sanitario, l’ex governatore della
Calabria, Giuseppe Scopelliti, decideva che: per risparmiare, bisognava
chiudere il reparto di Cardiologia di Gioia Tauro ed in compenso, si sarebbe ampliato
il reparto di Medicina e sarebbero state attivate, inoltre, le unità operative
di Ortopedia e Nefrologia. Nulla di tutto questo è stato fatto. In cambio,
ultimamente, è stato possibile assistere all’ultimo taglio di nastro dei due
dimissionari, il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti ed il sindaco
di Gioia Tauro, , per l’inaugurazione del reparto di Chirurgia a Gioia Tauro.
Ma cosa c’era da inagurare? In realtà, altro non era se non un semplice trasferimento
dell’unità operativa di Chirurgia, da un’ala ad un’altra dello stesso presidio,
Giovanni XIII°; certamente più decorosa, perché appena fatta, ma i medici ed i
paramedici carenti erano e carenti sono rimasti e gli strumenti sono sempre
uguali. Mi domando: ed il posto di terapia intensiva, post-chirurgia? La Tac? ed
ancora, a cosa serve un reparto di Medicina, se l’organico è carente? E’ bene evidenziare che, il
Pronto Soccorso di Gioia Tauro, si trova in una posizione geografica ampia a
tal punto da dover garantire assistenza sanitaria, di ogni tipo, a circa 60.000
abitanti più i 3.000 operai del porto, ma a causa della carenza di organico è
inefficiente. Come si dice: “al peggio non c’e’ mai fine”, infatti,
come già anticipato, è recente la notizia che l’ospedale di Gioia Tauro, di
notte, sarà sprovvisto del servizio di Radiologia. Anche in questo caso, la
causa sembra essere, la carenza di personale. La reperibilità di quest’ultimo
servizio, sarà garantita a Palmi, nei locali dell’ex ospedale. Ergo, senza
degenza e senza Pronto Soccorso attrezzato, i pazienti dei reparti di Gioia
Tauro e del Pronto Soccorso, se avranno bisogno di una radiografia, dovranno
andare, in piena notte, con una navetta, a Palmi. Facciamo un esempio: Un
paziente dell’ospedale di Gioia Tauro, operato di mattina, la notte dovrà
essere trasportato a Palmi per fare gli esami e poi tornare a Gioia Tauro; un
altro esempio: un paziente del Pronto Soccorso di Gioia Tauro, traumatizzato o
con disturbi gravi (respiratori o addominali), dovrà andare a Palmi per gli esami
e poi con la navetta tornare al presidio ospedaliero di Gioia Tauro. Capirete benissimo i
grandissimi disagi di questi pazienti, in gravi condizioni di salute! E’
doveroso, richiamare l’attenzione degli enti competenti come, l’Asp 5 (azienda
ospedaliera provinciale) di Reggio Calabria nella figura del Commissario
Straordinario, Francesco Sarica, affinché, nell’attesa di inizio e fine lavori
per l’ospedale nuovo di Palmi, vengano aperti e potenziati i reparti del
presidio ospedaliero di Gioia Tauro ed in fine, ma non meno importante, venga
potenziato l’organico ospedaliero, medici e paramedici. Chiedo che i cittadini
della Piana di Gioia Tauro abbiano garantito il diritto Costituzionale
enunciato nell’articolo 32, per cui, tra l’altro pagano tasse salatissime e che
dice: “La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e
garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere
obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di
legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto
della persona umana”.

Domenico Cento, ex presidente del Consiglio Comunale Gioia Tauro e Componente dell’assemblea regionale del Pd