Cosa succede all’ortopedia di Polistena? Un medico rassegna le dimissioni, perché ?

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Cosa spinge un giovanissimo medico, dopo anni di studio, dopo un’importante esperienza professionale nel Nord Italia e dopo aver vinto un concorso pubblico come Dirigente Medico nella propria terra, a rassegnare le dimissioni?

È una domanda di estrema gravità, che meriterebbe un’immediata e approfondita riflessione istituzionale.
Eppure, tutto questo accade nell’Ospedale Spoke di Polistena, nel silenzio assordante dell’ASP di Reggio Calabria e non solo.

In una fase storica in cui il Servizio Sanitario Nazionale ,in primissima la Calabria,recluta personale medico da ogni parte del mondo e in cui i reparti ospedalieri risultano cronicamente sottodimensionati, le dimissioni di un giovane dirigente medico dovrebbero far scattare automaticamente un’analisi interna, un confronto, un’assunzione di responsabilità.
Invece, l’unica richiesta avanzata dall’ASP di Reggio Calabria è stata quella di conoscere la data esatta di cessazione del servizio.
Nessun colloquio, nessuna verifica, nessun ascolto, nessuna valutazione delle cause.

Un comportamento che rasenta l’assurdo e che manifesta un preoccupante disinteresse verso il capitale umano dell’Azienda e verso coloro i quali non hanno santi in para o in ospedale stesso.

Di fatto, l’ASP consente che un professionista venga posto nelle condizioni di subire gravi criticità organizzative e professionali, tali da indurlo ad abbandonare il servizio pubblico, senza alcuna tutela e senza alcuna risposta istituzionale.

È davvero normale che un giovane medico rinunci a un posto pubblico stabile, conquistato per concorso, per motivazioni che non sono di natura economica, ma evidentemente ben più profonde????
È questa la strategia: affidarsi esclusivamente a liberi professionisti, lasciando andare i giovani medici formati e motivati?

Nel frattempo, l’ASP continua a perdere personale medico.

Nel reparto di Ortopedia, a partire da lunedì, resteranno soltanto due dirigenti medici di ruolo, due specializzandi (di cui una in gravidanza) e due medici cubani, destinati giustamente al rientro nei rispettivi Paesi per meritato riposo.
Senza considerare ferie, malattie o imprevisti, condizioni che renderebbero impossibile garantire la continuità assistenziale, con il concreto rischio di una chiusura improvvisa del reparto.
Tutto questo impoverimento e clima non tranquillo rimane a danno sicuramente delle prestazioni a carico dei cittadini.

Eppure, questa situazione era ampiamente prevedibile.
Da oltre un anno era noto che il dott. Laganà, primario del reparto, aveva richiesto il pensionamento anticipato.
Nonostante ciò, nessun provvedimento è stato adottato, nessuna programmazione è stata avviata.

È lecito domandarsi come possa reggere un reparto in tali condizioni.
L’ASP ha il dovere morale e istituzionale di spiegare pubblicamente come si sia arrivati a questo punto.

È evidente l’esistenza di un clima di pressione e di tensione professionale che non può essere sanato senza un impegno serio e concreto da parte dell’Azienda e senza l’individuazione di una figura professionale autorevole, competente e super partes.

Occorre fare piena chiarezza su alcuni aspetti fondamentali:
• perché ad alcuni medici è stato impedito, per mesi, di svolgere prestazioni aggiuntive in sala operatoria nonostante la grave carenza di personale;
• perché, nell’assegnazione degli incarichi professionali, alcuni dirigenti sono stati inspiegabilmente declassati;
• perché medici che hanno semplicemente chiesto spiegazioni e trasparenza sono stati destinatari di provvedimenti disciplinari, mentre comportamenti ben più gravi sembrano essere tollerati o ignorati.

Perché non esiste una reale e trasparente distribuzione dell’attività di sala operatoria tra i dirigenti medici?
Perché non vengono garantite pari opportunità di crescita professionale e di turnazione?
Perché si continua ad alimentare un sistema che distingue tra medici “compiacenti” e colleghi emarginati perché non allineati a logiche estranee alla buona pratica clinica?
Perché all’interno di alcuni reparti persistono rapporti e situazioni quantomeno discutibili?

Chiediamo con urgenza la pubblicazione del bando di concorso per il nuovo Dirigente di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Polistena, così come già avvenuto per la Cardiologia e come sta avvenendo in questi giorni per il Pronto Soccorso e la Neurologia di Locri.

È un diritto dei cittadini avere un reparto guidato da un primario altamente qualificato, con esperienza, visione strategica e capacità di governo clinico documentato.

Non sposiamo posizioni di parte.
Chiediamo esclusivamente che l’ospedale funzioni secondo criteri di correttezza, trasparenza e rispetto delle professionalità, a tutela della salute pubblica.

Non vogliamo sotterfugi né operazioni di facciata, ma scelte serie e responsabili, capaci di restituire fiducia e credibilità all’intero nosocomio.

L’ASP si affretti, pertanto, a indire un bando serio, credibile e realmente attrattivo, evitando l’ennesima iniziativa priva di sostanza.

Una copia del presente documento sarà depositata nella mattinata di domani presso la Procura della Repubblica di Palmi.