Concorso nazionale, Progetto Culturale Biesse .“Il Farmaco Libertà”conquista la giuria nazionale: premiato il talento di Rosario Bagnato
Lug 03, 2026 - redazione
Concorso nazionale, Progetto Culturale Biesse .“Il Farmaco Libertà”conquista la giuria nazionale: premiato il talento di Rosario Bagnato,giovane autore di un messaggio di coraggio e speranza.Grande soddisfazione per l’Istituto Comprensivo Oppido Molochio Varapodio eper il suo Dirigente Domenico Mammola: tra i vincitori del concorsonazionale “Giustizia e umanità: liberi di scegliere” figura il giovanissimoRosario Bagnato, 13 anni, studente della classe seconda della secondaria diprimo grado di Varapodio.Il concorso, promosso dall’Associazione Biesse, dicui è presidente la fondatrice Bruna Siviglia, ha coinvolto studentiprovenienti da tutta Italia, invitandoli a riflettere sui valori dellalegalità, della giustizia e della libertà di scelta attraverso elaboraticapaci di esprimere sensibilità, impegno civile e consapevolezza sociale.Lastessa ha ammesso che valutare i lavori è stato difficile, sono arrivatitantissimi elaborati: video, cortometraggi, poesie, dipinti, canzoni,fumetti…un’immane quantità di materiale pervenuto nella maildell’associazione. Tra centinaia di elaborati provenienti da tutta Italia,Italia,la giuria ha premiato il lavoro di Rosario per la capacità di affrontarecon creatività e sensibilità uno dei temi più delicati del nostro tempo: ildiritto dei giovani a costruire il proprio futuro senza essere condizionatidal contesto familiare o sociale di provenienza.Rosario Bagnato si èdistinto per la qualità del suo lavoro, per l’idea originale, per lacreatività, per il messaggio straordinario di forza civile, conquistandouna delle cinque borse di studio messe in palio a livello nazionale. Ilprestigioso riconoscimento, in onore di Giuseppe Fava e Antonio Garofalo, idue carabinieri barbaramente uccisi dalla Ndrangheta nell’adempimento delloro dovere, consiste in una borsa di studio del valore di 2.000 euro,finanziata dal Consiglio Regionale della Calabria, che ha sostenutol’iniziativa per valorizzare il merito e promuovere tra i giovani lacultura della legalità.Con la sua opera, Rosario Bagnato ha dimostrato cheanche i più giovani possono affrontare temi complessi con intelligenza,sensibilità e straordinaria capacità comunicativa. Un riconoscimento chepremia il talento del giovane autore ma che è molto più di un successodi un successopersonale. La sua vittoria rende orgogliosa l’intera comunità scolasticadell’Istituto Comprensivo Oppido Molochio Varapodio con il suo DirigenteDomenico Mammola e l’intera comunità varapodiese rappresentata dal sindacoOrlando Fazzolari che vede premiato l’impegno educativo volto a formarecittadini consapevoli e responsabili.L’elaborato vincitore è uno spotpubblicitario dal titolo “Il Farmaco Libertà”, una narrazione simbolica eintensa che trasforma il concetto della criminalità in una malattia dallaquale è possibile guarire attraverso il coraggio delle proprie scelte.Nelvideo, Rosario interpreta un ragazzo di tredici anni, figlio di un bossmafioso, che vive con il peso di un cognome ingombrante e di un destino chesembra già scritto, come una condanna. La mafia viene rappresentatametaforicamente come una malattia, un male silenzioso che limita la sualibertà e soffoca i suoi sogni.Nella ricerca di una cura, il giovaneprotagonista scopre un farmaco speciale: “Libertà”. Quando però leggeattentamente il foglio illustrativo, viene assalito dai dubbi perchècomprende che la medicina richiede effetti impegnativi: coraggio,pegnativi: coraggio,responsabilità, capacità di rompere con il passato e di affrontare leconseguenze delle proprie decisioni. Spaventato da ciò che comporta,inizialmente rinuncia e pronuncia una frase significativa: «Non fa perme!».La svolta arriva lontano dal rumore del mondo, nello spazio piùautentico della sua quotidianità, in un momento di intimità e riflessione.Seduto nella sua cameretta, mentre suona una tradizionale tarantellacalabrese con il suo organetto, il ragazzo ritrova sé stesso, ascolta lapropria coscienza e comprende che la libertà non è un dono, ma una sceltada compiere ogni giorno. Nessuno può scegliere al posto suo! Dice: «Nonposso cambiare da dove vengo però posso scegliere dove andare! Tutti siamoliberi di scegliere, allora io scelgo la legalità, quindi scelgo di esserelibero! Voglio essere libero!»Così decide di trovare il coraggio che glimancava: prende il farmaco e lo assume. È il gesto che cambia tutto! Non sitratta semplicemente di prendere una medicina, ma di scegliere il propriofuturo. Di affermare la propria identità oltre il cognome, oltre leaspettative degli altri, oltre le catene del destino. E’ finalmente liberofinalmente liberodi scegliere chi diventare.Nella parte finale dello spot, Rosario utilizzail linguaggio tipico delle campagne pubblicitarie per lanciare un messaggiodiretto ai suoi coetanei e a tutti coloro che si trovano davanti a scelteimportanti:«Libertà in compresse da 400 mg. La scelta che dovreste fareanche voi!»Una battuta efficace che racchiude il senso dell’intero lavoro:la libertà non è qualcosa che si riceve passivamente, ma una decisioneconsapevole che richiede impegno e responsabilità.L’ultima scena è quellache più ha emozionato il pubblico e la giuria. Rosario appare in cima a unalbero, simbolo della conquista di una nuova prospettiva. Davanti a lui siapre uno scenario straordinario: lo Stretto di Messina che si estende finoall’orizzonte e, sullo sfondo, l’imponente profilo dell’Etna. Da quellaposizione privilegiata, ormai libero dai condizionamenti che loopprimevano, sorride e pronuncia la frase che rappresenta il cuore del suomessaggio:«La libertà non è quello che erediti, ma quello chescegli.»Parole semplici ma profonde, che sintetizzano perfettamente lospirito del progetto “Liberi di scegliere” e che hanno contribuito a“Liberi di scegliere” e che hanno contribuito arendere lo spot uno dei lavori più apprezzati dell’intero concorsonazionale.Nei giorni scorsi, presso la Sala Monteleone, Consiglio Regionale dellaCalabria, si è tenuta la cerimonia di consegna del riconoscimento, in unclima di emozione e orgoglio. Ad introdurre e moderare la PresidenteNazionale e Fondatrice Biesse (Associazione Culturale Bene Sociale) BrunaSiviglia ideatrice e promotrice del Progetto Culturale Biesse «Giustizia eUmanità liberi di scegliere». Sono giunte in Calabria delegazioni dallaSicilia, dal Piemonte, da Roma e da tantissime scuole calabresi che da 7anni hanno aderito al percorso educativo. Le borse di studio per l’anno2026 sono state dedicate alla memoria di:
Giovanni Falcone
Domenico Gabriele “Dodò” e Francesca Anastasia – il ragazzino crotonese di 11 anni ucciso dalla ‘ndrangheta .
Maria Chindamo – imprenditrice che non si è piegata alla ‘ndrangheta
Giuseppe Fava e Antonino Garofalo – i due carabinieri uccisi dalla Ndrangheta
Andrea Marchese – imprenditore campano ucciso dalla camorra
Sono state consegnate anche targhe al merito alle scuole e agli studentiche si sono distinti per i loro elaborati. Tra queste, una targa al meritoal Maresciallo Giovanni Piccolo, per anni maresciallo della stazione deiCarabinieri di Bianco, per l’impegno nella divulgazione dei valori dellalegalità e della giustizia.Erano presenti:
Autorità civili e militari
Il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria Salvatore Cirillo
Eulalia Micheli – Assessore alla Pubblica Istruzione
On. Wanda Ferro – Sottosegretario al Ministero dell’Interno
Il Sostituto Procuratore, Procura di Reggio Calabria Sara Amerio
Clara Vaccaro – Prefetto di Reggio Calabria
Il Presidente del Tribunale di Reggio Calabria Giuseppe Campagna
Il Procuratore Capo della Procura di Locri Giuseppe Casciaro
Agostino Tortora – Comandante della Guardia di Finanza, Reggio Calabria
Il Questore Paolo Sirna
Marcello D’Amico – Presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria
Rosario Tortorella – Direttore degli Istituti Penitenziari di Reggio Calabria
Dott. Rosario Fusaro – Commissario Straordinario del Comune di San Luca
Dott. Gianni Capparella – Nucleo Investigativo Anticrimine, Roma
In collegamento i testimoni:
Luigi Bonaventura – Collaboratore di giustizia
Paola Bonaventura – Moglie di Luigi Bonaventura
A consegnare il riconoscimento a Rosario Bagnato sono stati il Presidentedel Consiglio Regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, e il sostitutoprocuratore della Procura di Reggio Calabria, Sara Amerio. Presenti ancheil dirigente scolastico, Domenico Mammola, una delegazione della classedi Rosario,alcuni docenti, il sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari e ifamiliari dello studente. Bruna Siviglia ha definito questa attentapartecipazione come «una comunità in festa».Nel corso dell’evento si sonosusseguiti diversi interventi istituzionali. Il dirigente scolastico haevidenziato l’emozione e l’onore del riconoscimento per la comunitàtutta. Ha poi lanciato un messaggio importante sul tema della libertà discegliere utilizzando la metafora della separazione della pula dal granoper spiegare l’importanza di saper distinguere il bene dal male.Un’immagine efficace per sottolineare come la vera libertà nasca dallacapacità di compiere scelte consapevoli e orientate ai valoripositivi.Parole di apprezzamento sono giunte anche dal sindaco, che haespresso la soddisfazione dell’intera comunità per il prestigiosorisultato ottenuto da Rosario, sottolineando il fatto che per la scuoladi Varapodio la legalità non è un obiettivo da raggiungere ma una stradada percorrere.Sara Amerio ha invece richiamato l’attenzionesull’importanza della cultura della legalità commentando lo spotpubblicitario vincitore.Salvatore Cirillo, dopo aver augurato consimpatia al vincitore una grande carriera politica per essersi resoprotagonista della giornata, ha sottolineato la difficoltà nella sceltadi essere liberi ma l’importante insegnamento che lo spot vincitore hadato, lasciando il segno tra i presenti. Rosario, visibilmenteemozionato, ha ringraziato i promotori dell’iniziativa, la scuola e lapropria famiglia per il sostegno ricevuto, evidenziando l’importanza diapprofondire temi legati alla legalità e alla giustizia nelle scuole. Hainfine rivolto il suo personale pensiero alle vittime innocenti dimafia.L’incontro si è concluso con un caloroso applauso dei presenti.




