Comunali Reggio Calabria. Cannizzaro, “Il nostro è un programma ambizioso. Indegni gli attacchi degli avversari”
Mag 23, 2026 - redazione
“Questa piazza è ancora una volta la dimostrazione di quanta amicizia, vicinanza mi avete dimostrato in queste settimane. Una chiusura che ho voluto fare da solo, dal palco. Ho detto al presidente Tajani ed al presidente della Regione Occhiuto che volevo chiudere da solo, con la mia gente, con la nostra gente”. Così il candidato del centrodestra a sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro ha chiuso la campagna elettorale con una manifestazione in piazza De Nava. S Sul palco, alcuni esponenti politici, tra i quali gli europarlamentari Giusy Princi, Denis Nesci e Marco Falcone, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, consiglieri regionali e assessori e candidati delle sue liste.
“È stata un’esperienza bellissima – ha aggiunto – che mi ha fatto toccare con mano quello che stiamo ereditando. Ho girato in lungo ed in largo la città e le condizioni in alcuni tratti sono veramente da terzo mondo. Ho riscontrato tanta rabbia ma anche rassegnazione, molti cittadini delusi per diritti negati e istanze rimaste inascoltate. Ho trovato una città smarrita, senza visione. I bambini mi hanno chiesto di dotare i loro quartieri, se sarò eletto, di parchi gioco”.
Cannizzaro ha definito “pulita, bella e veritiera la campagna elettorale, che ha acceso una speranza nelle persone, è ricomparsa la fiducia. Ho sofferto per la disperazione di molti anziani che mi hanno confessato, qualcuno tra le lacrime, di non credere più a nessuno. Abbiamo lanciato un programma ambizioso.
Ancora prima della mia candidatura abbiamo parlato di programmi, passando dall’ordinario al futuro. Siamo riusciti a regalare una visione. Molti ministri sono venuti per illustrare fatti, non annunci. È giusto che questa città torni a sognare”.
Quindi il candidato di centrodestra si è soffermato su quello che ha definito “il nervosismo degli avversari”, a metà campagna, “quando – ha detto – nel sentire mancare loro il terreno sotto i piedi, hanno cominciato ad attaccarmi con ogni mezzo per denigrarmi sulle mie battute o i miei congiuntivi.
Indegni, nel momento in cui hanno cercato di strumentalizzare queste cose. Pensavano di intimidirmi ma non sono riusciti a farlo”. (Ansa)




