La commissione d’accesso nominata dall’Ufficio Territoriale del Governo, che rappresenta la massima espressione del potere esecutivo statale a livello provinciale, è formata dal Viceprefetto di Crotone Sebastiano Tramontana, da Riccardo Notacerasi, Capitano dei Carabinieri e dal Capitano della Guardia di finanza Giuseppe Rausa.
Potrebbero esserci più motivazioni intrecciate anche ad alcune inchieste della DDA che hanno rivisto Isola Capo Rizzuto nuovamente a rischio di ingerenze della criminalità all’interno dell’ente crotonese come Blizzard Folgore, ma anche quelle relative al coinvolgimento dell’ex vice presidente della provincia fabio Manica e/o le indagini sull’ultima campagna elettorale, così come l’accusa di peculato per l’uso del cinema-teatro Eraclea, bene confiscato, che sarebbe stato usato per festeggiare la vittoria elettorale della sindaca che però pare non risultasse indagata. Il peso specifico, già probante per qualsiasi amministrazione, di provvedimenti di questo tipo ad Isola Capo Rizzuto aumenta a dismisura e non solo ricordando ben due scioglimenti negli ultimi 20 anni: quello del 2003, quando sindaco era Damiano Milone, ed in quell’amministrazione Maria Grazia Vittimberga era Presidente del Consiglio espressione del PD e quello del 2017 quando la giunta guidata da Gianluca Bruno fu travolta all’indomani dell’operazione “Jonny”. Senza dimenticare la vicenda di Carolina Girasole, sindaco di Isola di Capo Rizzuto tra 2008 e 2013, quando finì sotto accusa con l’arresto per voto di scambio, corruzione elettorale, turbativa d’asta. Tutte accuse da cui poi venne assolta, con formula piena solo a settembre 2015, dopo 168 giorni di arresti domiciliari.



