Cittanova, sold out per il concerto di Fiorella Mannoia

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di Raffaele Crocitti

È stato un ritorno assai gradito quello di Fiorella Mannoia a Cittanova, lei stessa ha detto in apertura di concerto: “L’importante è ritrovarsi, anche a distanza di molti anni”. La cantante romana ha incantato  un gremito CineTeatro Gentile con la sua consueta eleganza ed il fascino di una donna senza età. Nella prima parte del concerto, la Mannoia ha cantato “I miei passi”, “I pensieri di Zo”, “Nessuna conseguenza”, “Perfetti sconosciuti” e altri brani contenuti in “Combattente”, il suo ultimo album che parla di donne, battaglie quotidiane e tanta forza; lei ha riassunto i contenuti del nuovo lavoro discografico in questa frase: “Tutti combattiamo, per un’idea, un amore, un’ingiustizia, un lavoro… in generale per il diritto a essere felici”. Ai nuovi brani ha aggiunto i suoi successi storici come “Caffè nero bollente”, “Come si cambia” e “Quello che le donne non dicono”, concentrando in due ore di spettacolo più di quattro decenni di musica. Straordinaria la scelta di aggiungere in scaletta cover di grandi artisti come Vasco, Battiato e Dalla, ribadendo ancora una volta le sue numerosissime collaborazioni con i migliori interpreti della musica italiana. In uno dei momenti di parlato ha citato il libro “Terroni” di Pino Aprile: “Dopo aver letto questo libro, ho capito che l’Unità d’Italia non è stata poi così simile a quella che si studia sui banchi di scuola: il Sud è stato derubato, ma come è successo per il nostro Meridione, accade la stessa cosa nel Sud del mondo” ha detto la Mannoia prima di cantare “In viaggio”, testo profondo e ricco di verità che fa parlare in prima persona una madre che vede andar via la propria figlia. Fiorella canta, balla, e non è mai banale nell’esprimere i suoi ideali, si diverte sul palco e trasmette l’energia di una leonessa che ha da sempre fatto sentire forte e chiaro il suo ruggito di musica. Il pubblico cittanovese l’ha ringraziata con due standing ovation: una al termine del concerto, la prima dopo “Che sia benedetta”, il brano che l’ha fatta arrivare seconda all’ultimo Festival di Sanremo, la cantante ha commentato la sua esperienza sanremese con ironia e un pizzico di rammarico: “Le altre volte a Sanremo non mi classificavo neanche tra i primi dieci, stavolta c’ero così vicina…”. In un momento di silenzio tra due canzoni, una bambina tra il pubblico ha fatto sentire la sua vocina dicendo “Fiorella, ti voglio bene!”, la cantante ha sentito e apprezzato: la purezza di una bambina nel sorriso semplice di una regina. Dopo “Il cielo d’Irlanda”, ultimo brano scaletta, Fiorella Mannoia ha salutato il teatro con un “Arrivederci”, la nostra terra spera di ospitarla nuovamente al più presto.