Cittanova, il caso Antico arriva sul tavolo del Governo: interrogazione parlamentare su incompatibilità e possibili profili di falso ideologico
Domenico Anselmo nominato da Salvini referente della Lega a CittanovaMar 11, 2026 - redazione
Cittanova, il caso Antico arriva sul tavolo del Governo: interrogazione parlamentare su incompatibilità e possibili profili di falso ideologico
La vicenda amministrativa che da mesi scuote il Comune di Cittanova arriva fino al Parlamento italiano e potrebbe ora approdare direttamente sul tavolo del Governo.
I deputati Alfredo Antoniozzi di Fratelli d’Italia e Luca Toccalini della Lega Salvini Premier hanno presentato infatti un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro dell’Interno, depositata alla Camera dei Deputati il 9 marzo 2026, per chiedere chiarimenti sulla presunta situazione di incompatibilità che riguarderebbe il sindaco di Cittanova Domenico Antico.
L’iniziativa parlamentare nasce anche dall’attività politica portata avanti sul territorio da Domenico Anselmo, referente politico della Lega Salvini Premier a Cittanova, che da mesi segue la vicenda e ha sollecitato un intervento nelle sedi istituzionali nazionali affinché venga fatta piena chiarezza su una situazione che ha ormai assunto una rilevanza istituzionale
, che ha portato all’attenzione di Luca Toccalini la vicenda
.
Il procedimento edilizio e la questione dell’incompatibilità
Nel testo dell’atto parlamentare viene ricostruita la vicenda amministrativa legata a un procedimento edilizio e sanzionatorio avviato dal Comune nei confronti di un fabbricato di proprietà dello stesso Antico, per presunte difformità edilizie e occupazione di suolo pubblico.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione degli atti amministrativi, al momento delle elezioni e della dichiarazione di insussistenza delle cause di incompatibilità risulterebbero ancora pendenti:
una sanzione amministrativa
un’ordinanza di demolizione
relative alla vicenda edilizia contestata.
Successivamente la sanzione sarebbe stata annullata nel mese di agosto 2025, mentre l’ordinanza di demolizione sarebbe stata eseguita nel settembre 2025, quindi in un momento successivo rispetto alla sottoscrizione dell’autocertificazione con cui era stata dichiarata l’assenza di cause di incompatibilità.
Una sequenza temporale che ha sollevato interrogativi politici e istituzionali e che ha alimentato un forte dibattito all’interno del Consiglio comunale.
L’intervento della Prefettura
La vicenda è stata oggetto di attenzione anche da parte della Prefettura di Reggio Calabria, che ha inviato alcune comunicazioni ufficiali al Comune invitando l’ente a discutere formalmente la posizione del sindaco.
Nel corso della seduta consiliare convocata per verificare l’eventuale conflitto di interessi, la votazione si
era
conclusa con sei voti favorevoli e sei contrari, determinando di fatto la mancata approvazione della proposta per parità dei voti.
Nella documentazione richiamata nell’interrogazione parlamentare viene citata anche una comunicazione della Prefettura di Reggio Calabria, firmata dal prefetto Clara Vaccaro, nella quale si evidenzia come la rimozione delle cause di incompatibilità sarebbe avvenuta oltre i termini previsti dalla normativa e come vi siano elementi che richiederebbero ulteriori approfondimenti.
In una
nota la Prefettura
il 6 marzo scorso
invita il Consiglio comunale a convocare una nuova seduta entro venti giorni per riesaminare la questione e verificare la possibile sussistenza della causa di incompatibilità.
Il caso ora all’attenzione del Governo
Proprio su questi aspetti si concentra l’interrogazione parlamentare presentata dai deputati Antoniozzi e Toccalini, che chiedono al Ministero dell’Interno se intenda valutare l’eventuale sussistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri previsti dall’articolo 70 del Testo unico degli enti locali, relativo alla decadenza degli amministratori locali in caso di incompatibilità.
La vicenda, che intreccia aspetti amministrativi, edilizi e istituzionali, potrebbe ora essere valutata direttamente dal Governo.
Nel dibattito politico locale, inoltre, la sequenza temporale degli atti amministrativi ha sollevato interrogativi anche rispetto alla dichiarazione resa al momento dell’assunzione della carica, con possibili profili di falso ideologico in atto pubblico, qualora venisse accertata una difformità tra quanto dichiarato e la situazione reale esistente in quel momento.
Anselmo: “Cittanova merita verità e rispetto delle istituzioni”
“Portare questa vicenda all’attenzione del Parlamento – dichiara Domenico Anselmo – significa chiedere verità e trasparenza su una questione che riguarda il rispetto delle regole e la credibilità delle istituzioni”.
“Quando una vicenda amministrativa arriva fino al Parlamento significa che non siamo più davanti a una semplice polemica politica locale, ma ad una questione istituzionale che merita piena chiarezza”.
“Cittanova non può restare bloccata da una crisi politica e amministrativa di questa portata. Il paese ha bisogno di stabilità, visione e di una nuova stagione amministrativa capace di rilanciare il territorio”.
“Mi auguro che il Consiglio comunale dimostri senso di responsabilità e consenta di chiudere questa vicenda restituendo la parola ai cittadini”.
Domenico Anselmo
Referente politico
Lega Salvini Premier – Cittanova




