Che cos’è la competenza?

banner pasticceria taverna

Di Antonino Napoli

La competenza non è un patrimonio che si eredita, quasi fosse un’informazione custodita nel DNA, ma il risultato di studio, esperienza, disciplina e perseveranza. Non si nasce competenti ma lo si diventa e chi oggi è inesperto non è destinato a rimanerlo per sempre ma come ogni uomo, può crescere, imparare e migliorare.
Socrate sosteneva che il primo passo verso la conoscenza fosse riconoscere i limiti del proprio sapere. Karl Popper, molti secoli dopo, avrebbe fondato la sua riflessione sulla fallibilità; nessuna conoscenza è definitiva, nessuno è infallibile e il progresso nasce proprio dalla capacità di sottoporre le proprie convinzioni al vaglio della critica.
Forse è anche per questo che mi sorprendono le numerose patenti di incompetenza che, da qualche giorno, sembrano essere distribuite senza alcun esame di abilitazione.
La critica, compresa quella politica, non solo è legittima, ma è essenziale. Ad esempio in politica un’opposizione preparata, rigorosa e libera da pregiudizi rappresenta una risorsa per la democrazia, perché obbliga chi governa a confrontarsi quotidianamente con il controllo dell’opinione pubblica. Il dissenso è una forma di garanzia, non un ostacolo.
Tuttavia la competenza non è un titolo nobiliare, né una dote che si trasmette per successione. È una conquista lenta, faticosa e mai definitiva. E proprio perché nessuno può dirsi definitivamente arrivato, l’umiltà dovrebbe accompagnare ogni giudizio. Del resto, il vero competente non è colui che si proclama tale, ma chi continua a studiare, ad ascoltare e persino a dubitare delle proprie certezze.