Catanzaro tra buche, degrado e opere in bilico: ma la priorità è l’identità alias

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di Claudio Maria Ciacci

C’è qualcosa che non torna nelle priorità dell’amministrazione comunale.
In una città che continua a convivere con strade dissestate, manutenzioni insufficienti, quartieri lasciati troppo spesso al degrado e cittadini costretti ogni giorno a fare i conti con disservizi e inefficienze, il Comune decide di presentare come una conquista l’introduzione dell’identità alias per il personale.
Una scelta che dice molto più di qualsiasi comunicato stampa. Dice che esiste una politica che preferisce occuparsi di questioni simboliche anziché affrontare i problemi concreti. Dice che si considera più importante inseguire le mode culturali del momento che garantire ai cittadini una città ordinata, efficiente e decorosa.
La realtà, però, è meno ideologica e molto più ostinata.
La realtà sono le buche che nessun regolamento può coprire. Sono i marciapiedi deteriorati. Sono le aree urbane che attendono interventi di riqualificazione. Sono i cittadini che chiedono sicurezza, pulizia e servizi all’altezza di un capoluogo di regione.
La realtà sono anche le preoccupazioni legate alle opere pubbliche e ai finanziamenti disponibili. In una fase in cui il destino di importanti interventi collegati al PNRR continua a suscitare interrogativi e incertezze, ci si aspetterebbe un’amministrazione concentrata anima e corpo sul completamento dei progetti, sulla tutela delle risorse e sulla realizzazione delle infrastrutture necessarie alla crescita della città.
Invece si preferisce occupare il dibattito pubblico con provvedimenti che hanno un enorme valore simbolico ma un impatto praticamente nullo sulle condizioni di vita dei cittadini.
Il punto non è il rispetto delle persone, che nessuno mette in discussione. Il punto è il ruolo delle istituzioni.
Un Comune non nasce per guidare battaglie culturali. Non nasce per rincorrere le tendenze ideologiche che attraversano il dibattito nazionale. Nasce per amministrare. Per garantire servizi. Per mantenere il territorio. Per spendere bene il denaro pubblico. Per lasciare ai cittadini una città migliore di quella trovata.
Quando queste priorità vengono capovolte, il rischio è evidente: la politica smette di occuparsi della realtà e comincia a occuparsi delle narrazioni.
E mentre le narrazioni riempiono conferenze stampa e dichiarazioni ufficiali, la città continua ad aspettare risposte.
Catanzaro non ha bisogno di nuovi simboli da esibire. Ha bisogno di strade percorribili, opere completate, quartieri curati, investimenti realizzati e servizi efficienti. Ha bisogno di un’amministrazione che rimetta al centro ciò che è essenziale e che abbandoni la tentazione di trasformare il Comune in una tribuna per campagne identitarie.
Perché i cittadini non vivono nei comunicati. Vivono nelle strade della città. E sono quelle strade, oggi, a raccontare quali siano le vere emergenze di Catanzaro.