Casa della Comunità di Taurianova, otto mesi di ritardo: un errore tecnico blocca il progetto

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Casa della Comunità di Taurianova, otto mesi di ritardo: un errore tecnico blocca il progetto

TAURIANOVA – Un errore di natura tecnica rischia di compromettere i tempi di realizzazione della futura Casa della Comunità di Taurianova, una delle opere sanitarie più attese del territorio. Al centro della vicenda vi sarebbe la progettazione degli ascensori esterni, rimasta per circa otto mesi all’esame di un tecnico dell’ASP di Reggio Calabria.
Secondo quanto emerso, soltanto al termine di questo lungo periodo ci si sarebbe accorti della presenza, nell’area interessata dai lavori, di una cabina elettrica che rende incompatibile la soluzione progettuale individuata. Una criticità che avrebbe di fatto bloccato l’iter dell’intervento, imponendo la necessità di rivedere il progetto.
L’episodio apre interrogativi sulle verifiche preliminari effettuate durante la fase di progettazione e sulle procedure adottate per accertare la fattibilità tecnica dell’opera. Un ostacolo di tale portata, infatti, avrebbe potuto essere individuato nelle fasi iniziali, evitando un ritardo che ora rischia di incidere sulla tabella di marcia dei lavori.
Per Taurianova la realizzazione della Casa della Comunità rappresenta un investimento strategico. Dopo il progressivo ridimensionamento dell’ospedale cittadino, la nuova struttura è destinata a diventare il principale presidio sanitario territoriale, offrendo servizi di assistenza di prossimità e alleggerendo il ricorso agli ospedali.
Il ritardo accumulato alimenta inevitabilmente le preoccupazioni della comunità locale, che attende da tempo l’avvio dell’opera. Adesso sarà necessario individuare una soluzione progettuale alternativa che consenta di superare l’ostacolo tecnico e di riprendere rapidamente l’iter realizzativo.
Nel frattempo cresce la richiesta di chiarimenti sulle cause del rallentamento e sulle eventuali responsabilità amministrative e tecniche che hanno determinato uno stallo di otto mesi. L’auspicio è che la vicenda venga risolta in tempi brevi, evitando ulteriori rinvii per un’infrastruttura ritenuta fondamentale per il potenziamento della sanità territoriale nell’area della Piana.