Carabinieri e Capitaneria di Porto sequestrano locale di intrattenimento privo delle autorizzazioni previste nel Cosentino
Ago 12, 2026 - redazione
Nel corso della mattinata odierna i Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano e i militari della Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro, con il coordinamento investigativo della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Capo Alessandro D’Alessio, hanno eseguito un decreto di «sequestro preventivo» nei confronti di una struttura balneare adibita a locale di intrattenimento, in particolare in una discoteca estiva attiva nel comune di Corigliano Rossano.
Prima di proseguire con la rappresentazione dei fatti «si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, che l’odierno indagato è da ritenersi innocente sino a sentenza definitiva e che la misura precautelare è stata adottata senza il contraddittorio che avverrà innanzi al Giudice terzo che potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo all’indagato».
Nell’ambito dei controlli effettuati agli stabilimenti ed alle strutture turistico-ricettive è stato effettuato un accesso ispettivo all’interno di quella che è conosciuta come una delle attività di intrattenimento della fascia jonica calabrese.
Un locale di ritrovo notturno molto in voga tra i giovani, dove nelle ultime settimane è stata riscontrata una particolare affluenza di avventori, con conseguenti situazioni delicate dal punto di vista della gestione dell’«Ordine e della Sicurezza Pubblica».
L’accesso ispettivo dei Carabinieri e dei militari della Capitaneria di Porto ha permesso di rilevare delle evidenti carenze dal punto di vista autorizzativo e, di conseguenza, delle potenziali condotte irregolari attribuibili al gestore della società che conduce l’attività commerciale, la quale si sviluppa su di una superfice di oltre 400 metri quadrati.
Sulla base delle informazioni compendiate dagli operatori nella relativa comunicazione di notizia di reato e dopo un’accurata valutazione, Il GIP del Tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura, ha disposto il «sequestro preventivo» della porzione di struttura allo scopo adibita, ritenendo che l’attività di intrattenimento e pubblico spettacolo, pubblicizzata anche attraverso vari social network, fosse esercitata in assenza delle autorizzazioni amministrative prescritte.



