Da quando, circa un anno fa, è entrato in vigore il nuovo codice della strada in realtà è difficilissimo se non impossibile soccorrere un animale ed in particolare un cane o un gatto se lo stesso viene investito magari nelle ore notturne su una strada di campagna
Cani investiti, Aidaa: “Quasi impossibile soccorrerli”
Da quando, circa un anno fa, è entrato in vigore il nuovo codice della strada in realtà è difficilissimo se non impossibile soccorrere un animale ed in particolare un cane o un gatto se lo stesso viene investito magari nelle ore notturne su una strada di campagna
Roma – Se si investe un animale
secondo il codice della strada è obbligatorio fermarsi e soccorrerlo per non
incorrere nel reato di omissione di soccorso. Ma da quando, circa un anno fa, è
entrato in vigore il nuovo codice della strada in realtà è difficilissimo se
non impossibile soccorrere un animale ed in particolare un cane o un gatto se
lo stesso viene investito magari nelle ore notturne su una strada di campagna.
Nella scorsa estate sono stati circa 600 i cani investiti dagli automobilisti
durante il periodo delle vacanze e in un numero imprecisato anche i gatti e gli
altri animali domestici, ma in almeno la metà dei casi non è stato possibile soccorrerli
proprio per mancanza di reperibilità di veterinari pubblici o privati
disponibili ad intervenire per soccorrere l’animale. In questo primo scorcio d’estate
il problema va ripetendosi con numeri maggiori rispetto allo stesso periodo
dello scorso anno e con decine di persone che pur fermandosi a soccorrere un
cane o un gatto investito (spesso non da
loro) non riescono a soccorrerlo perché non sanno a chi rivolgersi e questo
purtroppo avviene anche nelle strade cittadine. “Per assurdo è più facile
soccorrere un animale selvatico ferito in quanto la forestale è sempre pronta a
dare una mano-ci dice
Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA – mentre sono davvero tante le
persone che non riescono a prendere contatto con i veterinari aperti per
soccorrere gli animali feriti in particolare di notte e nei giorni festivi, e
non sempre il servizio pubblico si rende disponibile a fornire i numeri utili.
Con il risultato – conclude Croce – che molti animali muoiono nel loro stesso
sangue”.




