Calabresi nel mondo: voto telematico per le elezioni regionali e comunali. Primo esperimento in Italia
Feb 12, 2026 - redazione
La sfida di Orlandino Greco rivolta ai calabresi nel mondo: una proposta di legge per riportare dentro la democrazia chi oggi ne resta ai margini. Infatti, una democrazia è davvero tale solo quando riesce a garantire a tutti i cittadini la possibilità concreta di partecipare alle scelte collettive. È da questo principio che prende le mosse la proposta di legge presentata in Consiglio regionale per l’introduzione del voto telematico sperimentale destinato ai calabresi residenti all’estero, un’iniziativa che punta a colmare una distanza non solo geografica, ma anche istituzionale.
A promuovere la riforma è Orlandino Greco, Presidente della I Commissione Consiliare Permanente Affari Istituzionali, che ha portato all’attenzione dell’Assemblea regionale un tema spesso evocato ma raramente affrontato in modo strutturale: l’impossibilità, per migliaia di corregionali iscritti all’AIRE, di esercitare realmente il diritto di voto alle elezioni regionali.
Oggi, per molti calabresi che vivono all’estero, partecipare al voto significa affrontare costi elevati, lunghi spostamenti e difficoltà organizzative che rendono, nei fatti, impraticabile l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito. Una condizione che crea una evidente disparità rispetto ai cittadini residenti in Calabria e che, secondo Greco, non può più essere ignorata.
«Non possiamo continuare a considerare normale – ha dichiarato – che nel 2026 il diritto di voto dipenda dalla disponibilità economica o dalla possibilità di affrontare un viaggio. Le istituzioni hanno il dovere di garantire diritti reali, non solo formali».
La proposta di legge introduce il voto telematico come strumento sperimentale e aggiuntivo, fondato sull’utilizzo delle piattaforme nazionali di identità digitale, come SPID e Carta di Identità Elettronica. Un sistema che assicura elevati standard di sicurezza, trasparenza e segretezza, grazie alla separazione tra l’identità dell’elettore e la preferenza espressa, resa anonima e crittografata.
Secondo Greco, il voto digitale non rappresenta una scorciatoia né una forzatura, ma una misura proporzionata e ragionevole per ristabilire condizioni di eguaglianza nell’esercizio del diritto di elettorato attivo. La modalità telematica non sostituisce il voto tradizionale, ma si affianca ad esso, evitando qualsiasi disparità di trattamento tra gli elettori.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di ascolto delle comunità calabresi nel mondo, che da tempo chiedono di poter continuare a incidere sulle scelte strategiche della propria terra d’origine. In questo senso, la riforma assume anche un valore simbolico e politico: riconoscere che i calabresi all’estero sono parte integrante e permanente della comunità regionale.
«La Calabria – ha ribadito Greco – deve saper parlare anche a chi vive lontano, perché l’appartenenza non si misura in chilometri. Questa riforma è un atto di giustizia democratica e di responsabilità istituzionale».
Se approvata, la proposta potrebbe collocare la Regione Calabria tra le realtà più avanzate a livello nazionale sul fronte dell’innovazione democratica, rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e restituendo piena dignità a un diritto troppo a lungo rimasto sulla carta.




