Avviso di garanzia per l’ortopedia di Polistena, Luigi Longo: ” Non è in discussione il mio destino di uomo, ma quello di salvare la sanità pubblica ed il rispetto delle regole democratiche. Non mancate oggi ore 19,00 via Francesco Ieraci c’è in gioco il diritto di ognuno di noi ad essere curati gratuitamente senza pagare nelle cliniche private”
Ago 07, 2026 - redazione
Avviso di garanzia per l’ortopedia di Polistena, Luigi Longo: ” Non è in discussione il mio destino di uomo, ma quello di salvare la sanità pubblica ed il rispetto delle regole democratiche. Non mancate oggi ore 19,00 via Francesco Ieraci c’è in gioco il diritto di ognuno di noi ad essere curati gratuitamente senza pagare nelle cliniche private”
Da tutta la redazione di Approdo
L’appello lanciato da Luigi Longo va oltre la sua vicenda personale. L’avviso di garanzia ricevuto, non rappresenta soltanto un atto giudiziario che riguarda un singolo cittadino, ma diventa il simbolo di una battaglia più ampia: quella per la difesa della sanità pubblica e dell’ospedale di Polistena.
Al centro del dibattito non c’è una persona, bensì il diritto dei cittadini a poter contare su un ospedale efficiente, con reparti funzionanti, personale adeguato e servizi in grado di rispondere ai bisogni del territorio. Cardiologia, pronto soccorso e tutti gli altri reparti rappresentano un patrimonio collettivo, non un interesse di parte.
L’invito rivolto alla cittadinanza, dei suoi massimi esponenti, Marisa Valensise e Francesco Trimarchi nel partecipare all’incontro del Comitato per la Tutela della Salute assume quindi un significato politico e civico. È una richiesta di presenza, di partecipazione e di responsabilità. Il messaggio è chiaro: non si può invocare una sanità migliore soltanto quando si ha bisogno di cure, per poi restare spettatori quando è il momento di difendere i servizi pubblici.
Naturalmente, un avviso di garanzia non costituisce una condanna e non pregiudica in alcun modo l’accertamento dei fatti, che spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria. Ma il dibattito aperto da questa vicenda riguarda un piano diverso: il rapporto tra cittadini, istituzioni e diritto alla salute.
La vera sfida resta quella di garantire un sistema sanitario capace di assicurare qualità delle cure, sicurezza e continuità assistenziale. È su questo terreno che si misureranno la credibilità delle istituzioni e la forza della partecipazione civica.
Perché, al di là delle vicende personali, ciò che davvero interessa una comunità è sapere se il proprio ospedale continuerà a essere un presidio efficiente e accessibile. Su questo tema non dovrebbero esistere divisioni politiche o personali: la tutela della salute resta un interesse collettivo e un diritto costituzionalmente garantito.



