Autonomia differenziata, Filomena Greco alla Lega Veneto: “Abbiamo incassato fiumi di denaro dal Nord? Semmai abbiamo dato”
Lug 24, 2026 - redazione
«Leggo che, secondo la Lega Veneto, il Sud avrebbe vissuto per anni grazie ai “fiumi di denaro” arrivati dal Nord e che oggi starebbe andando “da mamma Roma a piangere”. Sono parole che ripropongono una narrazione vecchia, comoda e profondamente distante dalla realtà. Se davvero si vuole discutere seriamente di autonomia differenziata, bisogna partire dai dati e non dagli slogan».
È quanto dichiara Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, in risposta alle dichiarazioni della Lega Veneto sulla raccolta firme dei sindaci del Sud contro le pre-intese sull’autonomia differenziata.
I rapporti di CNEL, SVIMEZ, ISTAT, Banca d’Italia, Corte dei Conti ed Eurispes descrivono un Mezzogiorno che continua a perdere ricchezza, capitale umano e opportunità. Ogni anno migliaia di giovani laureati lasciano il Sud dopo essere stati formati con risorse pubbliche: una perdita economica stimata in circa 8 miliardi di euro l’anno, un patrimonio che finisce per alimentare lo sviluppo di altri territori, compreso quello del Veneto. La sola Calabria versa ogni anno circa 350 milioni di euro alle regioni del Centro-Nord per la mobilità sanitaria, mentre il credito complessivo da mobilità attiva che il solo Veneto riceve dal Sud ammonta a circa 530 milioni all’anno. Mentre tutto questo accade, continua ad essere disattesa la norma che impone di destinare al Mezzogiorno almeno il 40% delle risorse ordinarie in conto capitale.
«Davvero qualcuno ha il coraggio di sostenere che il Sud abbia vissuto di privilegi? — aggiunge Greco —. Se quei “fiumi di denaro” sono davvero arrivati, qualcuno ci dica dove si vedono. Negli ospedali che i cittadini sono costretti a lasciare per curarsi altrove? Nelle ferrovie non elettrificate? Nell’alta velocità inesistente? Nelle scuole che perdono studenti? Nei giovani costretti a emigrare? Nei Comuni che ogni giorno faticano a garantire servizi essenziali? Noi, di quei privilegi di cui parla la Lega, continuiamo a non vederne traccia. Noi non chiediamo elemosine e non stiamo piangendo. Chiediamo semplicemente che lo Stato rispetti le proprie leggi e garantisca ai cittadini italiani gli stessi diritti, ovunque essi vivano. Definire “pianto” la richiesta di applicare la Costituzione significa capovolgere la realtà».
Greco ricorda inoltre che la sentenza n. 192 del 2024 della Corte Costituzionale ha chiarito che l’unità della Repubblica e l’uguaglianza sostanziale dei cittadini rappresentano limiti invalicabili, che i livelli essenziali delle prestazioni devono essere realmente garantiti e che il sistema di perequazione non può essere svuotato — affermazioni con cui, sottolinea, chi continua a sostenere che questa riforma non toglierà nulla a nessuno dovrebbe confrontarsi prima ancora che con le posizioni del Mezzogiorno.
«Le dichiarazioni della Lega non mi stupiscono — prosegue Greco —. Sono coerenti con una linea politica che, da sempre, è stata sfavorevole al Sud. Mi preoccupa molto di più che la difesa del Mezzogiorno nasca solo quando esplode una polemica, salvo tornare al silenzio il giorno dopo. Ci indigniamo individualmente, spesso dietro uno schermo, ma troppo raramente trasformiamo quell’indignazione in partecipazione collettiva. Sindaci, consiglieri regionali, parlamentari, associazioni, sindacati, università, imprese: quando sono in gioco i diritti fondamentali dei cittadini del Mezzogiorno, le appartenenze politiche devono passare in secondo piano. Il Mezzogiorno non ha bisogno di essere compatito. Ha bisogno di una classe dirigente che abbia il coraggio di difenderlo e di cittadini pronti a far sentire, insieme, la propria voce».
«Vorrei infine sgomberare il campo da un equivoco. L’autonomia differenziata è prevista dalla Costituzione e noi rispettiamo la Costituzione in ogni sua parte. Ma la stessa Costituzione impone anche l’uguaglianza dei diritti, la perequazione e la solidarietà tra i territori. Prima garantiamo a tutti i cittadini italiani gli stessi diritti e gli stessi livelli essenziali delle prestazioni. Mettiamo tutte le Regioni sulla stessa linea di partenza. Poi sarà giusto confrontarsi e vedere chi saprà amministrare meglio. Quello che non possiamo accettare è una gara in cui qualcuno parte cento metri avanti e, alla fine, pretende anche di dire che ha vinto per merito. La vera autonomia — conclude Greco — nasce dall’uguaglianza delle opportunità, non dalle disuguaglianze di partenza. Solo così l’autonomia sarà davvero una conquista per tutti e non un privilegio per pochi».



