“Per il bene degli italiani, l’Esecutivo attuale si decida a passare la mano”
Ali: “Presto una nuova legge elettorale e poi tutti a casa”
“Per il bene degli italiani, l’Esecutivo attuale si decida a passare la mano”
Riceviamo e pubblichiamo:
Non è certo una novità, né uno scoop, forse neanche una notizia bomba, ma certamente
una di quelle verità che può e deve far riflettere.
La questione è che regioni da cui si estrae il 20% e/o si raffina il 40% dell’intero
fabbisogno petrolifero nazionale, oppure si estrae il 18% del gas da riscaldamento
bruciato in tutta la penisola, sono le tre più povere del nostro Paese.
Com’è possibile che la Calabria, la Sicilia e la Basilicata (o Lucania, a dir si
voglia), nonostante abbiano queste ricchezze, alle quali assommano quelle paesaggistiche
sono le regioni più povere d’Italia e si contendano tra loro la palma di quella più
povera?
Non dovrebbero esserlo e non lo sarebbero, se avessero avuto una rappresentanza politica
ed una gestione politico-amministrativa degna di tal nome.
Queste terre situate all’estremo sud d’Italia, infatti, troppo spesso salite agli
altari della cronaca per fatti di “mafia-ndrangheta” o di “malasanità”, sono conosciute
anche all’estero per i loro bellissimi e suggestivi paesaggi di mare o monti, ma
per poco altro ancora o forse nulla. Non certo per la bella gente, dal carattere
aperto, sincero, spontaneo e determinato, che le abita; ne per l’acume e la lungimiranza
di chi le ha amministrate.
Eppure, sempre queste terre hanno dato i natali a molti tra gli italiani più illustri,
a tante menti brillanti lustro dell’Italia nel mondo e da queste terre proviene tanta
gente che dagli anni ’60 in poi ha fatto, con il proprio lavoro, la fortuna del nord.
Ma non è questo il punto.
Ne ha senso – almeno non in questa sede – parlare dei vari campanilismi, specie quelli
“nordistici”, dai toni troppe volte sprezzanti verso dei connazionali meno “fortunati”
di loro.
Purtroppo, invece, per tutta una serie di motivi e ragioni troppo lunghe per essere
affrontate e discusse in questa sede – lasciamo ai lettori, che ci auguriamo abbiano
la voglia ed il tempo di farlo, la facoltà di sviscerarli uno ad uno – questi luoghi
sono stati governati, quindi “controllati”, da partiti e da politici che – nel tempo
– potremmo dire dall’immediato dopoguerra (se non addirittura da prima) ad oggi,
hanno pensato più a curare il proprio orticello che a difendere gli interessi e le
necessità dei loro abitanti.
Così facendo, hanno reso queste regioni, che pur di ricchezze, come anzidetto, ne
avrebbero “da vendere”, le cenerentole d’Italia.
Allo stesso modo, per la medesima incapacità, insensibilità o avidità dei politici
che l’hanno rappresentata, eccezion fatta forse per la Grecia, l’Italia è cenerentola
dell’eurozona.
Non resta che augurarsi che le forze politiche che compongono l’attuale governo,
prima che le cose vadano “di male in peggio”, invece di continuare ad azzuffarsi
per tutelare i propri interessi di bottega (è di oggi l’ennesimo battibecco a distanza,
roba da teatrino che farebbe ridere se la situazione non fosse così grave, con affermazioni
del tipo: “rinvio su decadenza per approfondimento su legge Severino, o crisi”; ed
ancora, “non mollo e resto a capo del Pdl”, da un lato e, “riforma scippata”; “favorevole
al Mattarellum” ; “modificare e non annullare attuale legge”; “si, assolutamente
si, alla decadenza”, ecc.. dall’altro lato, il Pd) , dia alla luce una nuova e valida
legge elettorale e subito dopo passi la mano ad altri.
Oppure – se non sono in grado di far neanche questo, considerata la distanza siderale
oramai esistente (qualcuno direbbe sempre esistita) tra le diversi componenti –,
a costo di subissare di nuove tasse gli italiani in autunno, passino direttamente
la mano.
Il loro tempo è giunto al termine…
Affinché l’Italia possa – anche se con un po’ di ritardo (magari alla fermata immediatamente
successiva, o meglio ancora in corsa) – saltar sul treno della ripresa economica
di cui tanto parla la BCE e di cui tanto bisogno hanno gli italiani, nuove valide
e determinate forze ed energie politiche che hanno a cuore l’interesse degli italiani
all’inizio di questo nuovo millennio, preferibilmente in coalizione tra loro, sono
pronte a subentrare.
ALI per la sua vicinanza ai ceti deboli, per quel modo d’intendere la politica
che “si fa per non uccidere i sogni dei ragazzi”; che fa della politica 3.0 (quella
che corre sul web per favorire il dibattito ed opportunità di crescita a costo zero)
la sua politica; che guarda ai problemi e ai reali bisogni della gente e soprattutto
che sa volare al di la degli steccati partitici ed ideologici, il proprio modus operandi–,
è tra queste….
Area Liberale Italia


