Nestlè Corea è stata costretta a ritirare dal mercato alimenti per l’infanzia Gerber
dopo che i saggi di routine, effettuati sui prodotti dagli esperti del settore alimentare,
hanno individuato un contenuto di additivi non dichiarati nei campioni esaminati.
Un ordine imposto dalla Food and Drug Safety, l’agenzia coreana per la sicurezza
alimentare, che sostiene come il gigante alimentare svizzero abbia violato le norme
su tre aspetti: anzitutto, la presenza di additivi, poi l’etichettatura fuorviante
sull’assenza di un additivo alimentare, quindi la vendita di una varietà senza l’autorizzazione.
La filiale coreana della società alimentare ha negato qualsiasi problema di sicurezza
dei prodotti. Il caso, ha allarmato le mamme coreane che sembrano essere preoccupate
a seguito del recente provvedimento dell’agenzia governativa che coincide con una
crescente preoccupazione per la sicurezza dei prodotti per bambini. Nel mirino delle
autorità sono finiti tre tipi di alimenti per neonati Gerber e cioè vegetale e
pollo arrosto, verdure, pasta e pollo per la cena e Puffs Strawberry Apple che sono
stati ritirati dal mercato dal mese scorso. Nello specifico i prodotti sono stati
ritirati dalla vendita per contenere i cosiddetti “aromi naturali” che in Corea sono
vietati negli alimenti per bambini. La questione di cui ci occupiamo, però, osserva
Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non riguarda
gli effetti dei singoli additivi sulla salute umana ma l’interazione fra gli stessi
ed alcune categorie di soggetti più deboli, in particolare i bambini, anche perché
nella genericità dei casi il loro utilizzo viene giustificato da finalità tecniche
o strettamente commerciali. Infatti, secondo alcuni recenti studi, taluni additivi
incrementerebbero i disturbi dell’attenzione e dell’iperattività in bambini già
affetti da ADHD e in generale a tutti quelli nella fascia d’età studiata (metà
infanzia).



